domenica, 20 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Gianfranco Orel:
Le solite falsità sul Psi
Pubblicato il 01-09-2014


E’ apprezzabile la delicatezza di Piero Rusconi nel ricordare, senza far nomi e cognomi, i riciclaggi degli esponenti triestini socialisti dopo tangentopoli; ma questa, mi perdoni l’interlocutore, non mi pare una notizia degna di nota: essa rientra in una fenomenologia tipicamente italiana, che si si è verificata in tutte le forze politiche e in tutti i tempi; con il trasformismo tutti i partiti hanno convissuto beatamente, prima con la monarchia e dopo con la repubblica.

Ora, che più che mai sono apprezzati gli animali, vengono usate anche in politica denominazioni conformi, à la page: i trasformisti sono diventati “camaleonti”, ma non c’è nulla di nuovo sotto il sole..

La segnalazione del 21 agosto sul Piccolo è quindi un consunto “remake” (tra l’altro sono passati più di vent’anni da tangentopoli), condito, ed è qui la novità, con una malcelata malizia; a mio parere più spiegabile da motivazioni personali che da valutazioni politiche, ma tant’è.

Tutti sanno che dopo gli anni novanta il mondo sta vivendo un’altra epoca: la globalizzazione e l’emigrazione, per parlare solamente di macroeconomia, ha messo in soffitta sia le teorie liberiste che le keinesiane..In vent’anni quindi il mondo ha avuto un’evoluzione turbinosa, mai riscontarta in tutti i settemila anni di storia.

Adombrare quindi l’attuale pensiero socialista con vetusti e superati gossip riguardanti personaggi locali, a suo tempo iscritti al PSI, è fuorviante e non mi pare sia un grosso contributo all’attuale dialettica politica.

Ma usciamo comunque da un equivoco: socialisti non sono mai stati solamente i militanti, quelli cioè che hanno la tessera del partito!

A essi, a quelli che sono rimasti iscritti, certamente va dato il merito della costanza e della coerenza, ma la famiglia socialista è un’altra cosa! E’ molto più grande, molto più articolata nella società e nel mondo politico, è in continuo flusso e riflusso..

I socialisti sono donne e uomini laici e solidali, con il senso della giustizia sociale nel sangue. E’ uno stile di vita, un credo, che prescinde dalla militanza al partito e che comunque ha caratterizzato, nel bene e nel male, la storia d’Italia.

Con le loro battaglie, spesso cruente, con i loro scioperi o semplicemente con il loro voto, le compagne socialiste e i compagni hanno contribuito pesantemente alla sconfitta della dittatura fascista e comunista, e non ultimo hanno creato il wellfare, strumento indispensabile per l’equilibrio sociale del nostro paese; quindi rispetto a tutti loro!

Anche oggi sono i protagonisti: rappresentano le speranze del vecchio continente e del nuovo mondo per una politica di sviluppo, che superi l’insostenibile disoccupazione e le grandi ingiustizie sociali.

Ritornando ai “camaleonti”, il nostro premier Renzi è il campione dei campioni. Fino l’altro giorno scout cattolico, ha conquistato prima la segreteria del PD, partito erede dei fasti comunisti, poi, da presidente del consiglio, ha venduto l’anima al Partito Socialista Europeo..

Lo ha fatto per il bene della patria o semplicemente perchè non poteva andare con i popolari europei visto che c’era già Berlusconi?

Nei fatti non vedo perchè le modifiche di percorso del nostro premier, condivise opportunisticamente dai più, dovrebbero essere riservate solamente a lui e non anche a qualsiasi cittadino che si occupa attivamente di politica.

Infine, voler poi attribuire specificatamente al PSI il marcio della prima repubblica è falso e fuorviante. Del resto durante la seconda, comandata dal PD e da Forza Italia, ne abbiamo visto tante e di tale portata che a confronto Craxi dovrebbe essere santificato e le festicciole di De Michelis assimilate a incontri di ricreatorio.

Ma per circoscrivere il discorso e rientrare nel locale, a chi può preoccupare un partito che a Trieste ha spuntato lo 0,7% alle ultime provinciali? Penso a nessuno, e allora dov’è il problema?

Può essere una questione di incompatibilità genetica o psicologica? Chissà.

Certo è che i socialisti non sono inquadrati, non sono uniformi e non hanno bisogno di sedi da condividere per parlare di cose serie; non amano vedere i soliti film sugli strapuntini della stazione marittima e, soprattutto, fanno politica per passione. Anche nelle le osmize dove pure si divertono! Il “modus” però può dare dei fastidi a diversi, soprattutto ai palati delicati e a chi non digerisce le “klobase” carsoline..

Si stanno prospettando delle novità nel mondo politico della sinistra triestina? Staremo a vedere.

Come Eraclito insegna <<sempre diverse sono le acque che sopraggiungono>> e bisogna tenerne conto!

Nel rigagnolo socialista triestino si intravedono già degli arguti e bonari diavoletti che intendono mettere la coda nei consunti ingranaggi locali, dicono che hanno in testa progetti per i giovani, ben vengano.! Se non altro ci divertiremo, e visti i tempi non è poco..

Gianfranco Orel
segretario della federazione di Trieste del PSI

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