giovedì, 16 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Si è svolto a Malta
lo Iusy World Festival
Pubblicato il 01-09-2014


MaltaUna delegazione della Federazione dei Giovani Socialisti ha preso parte tra il 20 e il 26 agosto al Festival Mondiale della IUSY (l’Internazionale dei giovani socialisti) a Malta. La partecipazione a questo importante appuntamento internazionale, cui hanno preso parte oltre 1.200 giovani provenienti da tutti i continenti, ribadisce il forte impegno dell’FGS sul piano delle relazioni internazionali e della politica estera. Importanti campagne per i diritti umani (come quella per il rilascio del compagno venezuelano Paniz) per le libertà dei popoli (come quella per i fratelli curdi) e le partecipazioni agli ultimi congressi internazionali da protagonisti, hanno garantito alle politiche dei giovani socialisti italiani il rispetto ed il riconoscimento dei compagni di tutto il mondo.

Per i nostri delegati è stata un’esperienza umana e politica straordinaria. Siamo entrati a contatto con compagni dalle storie più diverse, con un vissuto politico e personale per noi difficile da immaginare. Pensiamo ai compagni ucraini, bielorussi, curdi, palestinesi, israeliani, saharawi o birmani. Compagni per i quali l’impegno politico può significare l’arresto, l’esilio o l’essere vittima di violenza. La forza dei compagni norvegesi dell’AUF, presenti con più di 100 partecipanti, per non dimenticare la strage di Utoya, ricordata con commozione alla cerimonia d’apertura del festival.

Storie fortemente diverse, unite però da un’unica convinzione: la fiducia nell’internazionalismo e nel modello socialdemocratico, solidi argini alle forze delle destre conservatrici ed autoritarie in tutto il mondo. Storie che, in modo diverso, condividono gli stessi spazi, fisici e politici. E se c’è un luogo in grado di esprimere la pluralità anche aspra e contemporaneamente la condivisione di lotte ed aspirazioni dei popoli, questo è il Mediterraneo. Abbandonato però, e da anni, a sé stesso e a chi ne abita le coste come meglio riesce, perché la volontà politica di dare voce e poi risposta alle domande espresse dai Mediterranei è immobile, almeno da quando sono scoppiate le rivoluzioni arabe.

Per questo uno dei mari più difficili da gestire dovrebbe tornare a condividere una lingua con cui affrontare le sfide comuni: il nodo delle migrazioni, degli accenti diversi con cui le nostre lingue intendono il sistema democratico, del lavoro, dei flussi commerciali, dello scambio di risorse alimentari ed energetiche e del modello di sviluppo da creare, solo per citarne alcuni. E deve essere la IUSY, insieme all’Internazionale, a farsi carico per prima della responsabilità di ritrovare il dialogo tra le coste del Mediterraneo. Convinti che questo impegno debba essere una priorità per la IUSY, l’FGS ha chiesto al comitato del Mediterraneo che si è riunito al Festival di essere più attivo nell’Internazionale: (pre)occupiamoci del Mediterraneo. Se non saranno i giovani socialisti che lo vivono a parlarsi e prendersene cura, immaginandone un futuro più luminoso del tempo di morte e devastazione che attraversa oggi, chi sarà a farlo e come?

Dobbiamo essere noi socialisti e specialmente noi giovani a fare il primo passo e proporre un modello comune, di pace, democrazia e rispetto. Ecco perché la FGS ha intrattenuto colloqui di confronto profondo con i compagni marocchini, spagnoli, israeliani, saharawi, palestinesi, francesi e balcanici, ottenendo infatti un chiaro consenso dai fratelli mediterranei nell’incoraggiamento fatto alla IUSY per riflettere e impegnarsi maggiormente in quest’area.

Solo una volta tornati a casa ci rendiamo conto che, inconsapevolmente, la nostra splendida esperienza a Malta ha un fil rouge: la ricerca, grazie al confronto, delle radici comuni che rendono tanto forte, perché unito, il nostro movimento. Che tuttavia ultimamente sembra afflosciato, indebolito dalla mancanza di un obiettivo chiaro. Per questo il fil rouge dell’impegno dei socialisti italiani a Malta passa dal Mediterraneo come culla comune all’America latina, dove tanti compagni hanno doppia cittadinanza. Quello con le giovanili argentine e cilena è stato un incontro intenso, due ore di dialogo profondo, sulle ragioni delle nostre lotte, le comuni esigenze e soprattutto aspirazioni per la società in cui viviamo. Le stesse, nonostante l’oceano che ci separa. E proprio questa è la reale forza, indelebile, che unisce i compagni che condividono i festival IUSY e YES. Compagni, per sempre: “All over the world to change it”.

Elisa Gambardell

Riccardo Galetti

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Commenti all'articolo
  1. Meravigliosa esperienza e articolo intenso, vero. Abbiamo lavorato tanto e bene. Adesso sara` nostra premura occuparci per portare ad un secondo step, quanto iniziato a Malta. Un grazie speciale a Elisa, Riccardo e Matteo. Compagni di lotte e anche amici che stimo. Viva la Fgs!

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