giovedì, 13 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Spagna, la legge sull’aborto
non vedrà la luce
Pubblicato il 23-09-2014


Aborto-SpagnaPerde pezzi e consensi il governo spagnolo. Non vedrà la luce la controversa riforma della legge sull’aborto, il premier, Mariano Rajoy, ha annunciato che sarà cancellata la norma più contestata della sua legislatura che impedirebbe alle donne di scegliere liberamente se interrompere la gravidanza entro le 14 settimane. “Penso di aver preso la decisione più ragionevole in questo momento”, ha spiegato Rajoy, “non possiamo avere una legge che sarà modificata appena arriverà un altro governo”.

“Il mio governo ha tentato in tutti i modi di raggiungere il consenso più ampio possibile, continueremo a studiare modi per ottenere una maggiore accoglienza della riforma”, ha assicurato il premier spagnolo prima di ricevere la notizia delle dimissioni del suo guardasigilli e promotore della controriforma Alberto Ruiz-Gallardon. Si chiude quindi definitivamente il percorso di una delle riforme più contestate e discusse in Spagna e in tutta Europa negli ultimi mesi. Al Congreso de los Diputados la norma, firmata da ministro della Giustizia e sostenuta dalla comunità cattolica, era stata approvata dall’esecutivo a inizio 2014 ed era divenuta immediatamente oggetto di una vera e propria battagliai parlamento, con tutti i partiti dell’opposizione (tranne uno Unió Democrática de Catalunya) schierati contro il governo.

Nel nuovo testo, a differenza di quello varato nel 2010, grazie al lavoro del PSOE e dell’allora ministra dell’uguaglianza Bibiana Aido, prevede l’aborto solo in caso di stupro e di rischio per la salute della donna, ma non in caso di malformazione del feto. In tutti gli altri casi l’aborto doveva tornava ad essere reato. A difendere la riforma sono rimasti il suo promotore, il ministro Gallardon, convinto della necessità di bilanciare i diritti delle donne con quelli dei bambini non nati e i numerosi gruppi ProVita scesi in piazza nel fine settimana, così come la conferenza episcopale spagnola che con il suo portavoce ha minacciando di togliere il consenso al Partido Popular e alle sue politiche nelle prossime elezioni.

“La decisione di rinviare la nuova legge che di fatto avrebbe reso illegale l’aborto in Spagna, rappresenta una vittoria delle forze socialiste e dei movimenti per l’autodeterminazione della donna che da subito si sono mobilitati”. Lo ha detto Pia Locatelli, presidente onoraria dell’Internazionale socialista donne e capogruppo del Misto alla Camera, commentando la marcia indietro del premier spagnolo Mariano Rajoy sulla nuova legge contro l’aborto. “Non bisogna però – ha proseguito la deputata del Psi – abbassare la guardia: il governo conservatore, infatti, ha già annunciato che tornerà alla carica cercando maggiori convergenze. Il messaggio deve essere chiaro e unanime in Spagna come nel resto d’Europa: sull’aborto non accetteremo controriforme, indietro non si torna”.

Sara Pasquot

 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento