mercoledì, 23 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Spesa gratis? In Danimarca
è possibile con Freemarket
Pubblicato il 04-09-2014


freemarket_screenSi chiama Freemarket ed è stato inaugurato a Copenhagen, in Danimarca. L’idea è semplice quanto innovativa: vendere prodotti ai clienti in modo gratuito. Gli amanti dello shopping nella capitale danese, infatti, possono acquistare generi alimentari senza pagare per loro, a costo che scrivano una recensione sui prodotti “comprati”.

Nessuna forma di beneficenza quindi, si tratta in realtà di un’innovativa quanto promettente strategia di marketing.  Per aderire alla filosofia di Freemarket basta registrarsi al sito web del negozio e lasciare i propri dati personali. Ma ciò che conta veramente è scattare una foto ai prodotti scelti e pubblicarli sui social network, come Facebook, Twitter o Instagram, con tanto di descrizione e giudizio personale.

Dopo la registrazione il cliente è tenuto a pagare un canone mensile di circa 2,50 euro per il mantenimento del locale e può acquistare un massimo di dieci prodotti al mese, tutti diversi tra loro. Con lo slogan “prova prima di comprare” Simon Taylor, fondatore di Freemarket ha accolto i suoi clienti e promosso un nuovo modo di fare la spesa, in cui non è più l’azienda a convincere il consumatore a provare un suo prodotto, ma sono i consumatori stessi a sceglierlo, a provarlo e a consigliarlo ad altri possibili futuri acquirenti.

Ma allora qual è il rischio che deve pagare il consumatore pe poter fare la spesa “gratis”? Ancora una volta, il costo ricade sulla sfera della privacy, sulla “messa a nudo” del cliente e dei suoi dati personali, che ormai, ogni giorno, vengono messi sempre più a repentaglio dalla grande rete dei social network. Intanto le aziende Cloetta, Storck, Läkerol, San Pellegrino hanno già deciso di riempire gli scaffali del negozio. Per loro il Freemarket è un’occasione unica per testare i propri prodotti e il loro impatto su un mercato ridotto come quello danese, analizzare l’andamento di acquisto e fare una valutazione prima di lanciarli a livello nazionale.

Il negozio, che per un anno è esistito solo online, sta cominciando già a ricevere feedback positivi: in meno di un mese dalla sua apertura, a metà agosto, è passato da 5.000 a 10.000 clienti.  Taylor ha affermato che la Danimarca rappresenta una sfida, una sorta di mercato di prova, perché le aziende lì sono molto conservatrici e ha spiegato che “l’affermazione di quest’innovazione è molto difficile, perché la maggior parte delle aziende continua a fare quello ha fatto negli ultimi 20 anni”.

Ma il fondatore di Freemarket è fiducioso e punta già avanti: dopo il lancio in Danimarca, infatti, afferma di essere intenzionato ad aprire altri Freemarket in Svezia e Finlandia nel 2015 e in Inghilterra nel 2016.  Che sia solo l’inizio di una più ampia e vasta rivoluzione del mondo del marketing e della comunicazione pubblicitaria? A questa domanda solo il tempo potrà dare una risposta certa, ma, per ora, le premesse e i primi dati sembrano dare un riscontro decisamente positivo, di fronte al quale non si può più negare la grandissima e crescente importanza che la rete e i social network iniziano a rivestire nella nostra società, e in particolare nella sfera dei servizi offerti al cittadino o al consumatore.

Alessandro Mancini

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