mercoledì, 20 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Sud. La crisi nella crisi
Pubblicato il 12-09-2014


Dibattito-12-SMNella stagione delle Riforme non può mancare la questione del Mezzogiorno e di un meridione non solo da riformare, ma da cui ripartire, una discussione quella di “Riformare il Mezzogiorno” che ha radici lontane viene introdotta da Maria Grazia Cuocolo che ha fatto un quadro storico di quella crisi meridionale di cui si parla dagli anni’50 da quando si registrava un analfabetismo e una povertà a cui le istituzioni hanno cercato di dare delle risposte, soprattutto i socialisti.
Da allora però il meridione – ha spiegato Maria Rosaria Cuocolo – è cresciuto. Dagli anni ’50 le infrastrutture, dai ’60 il polo chimico-industriale, dagli anni ’70 quello aeronautico e navale, fino al declino iniziato negli anni ’80. Oggi quindi il sud è “Un’area in difficoltà di un Paese in difficoltà”, sostiene la socialista partenopea. Da allora quindi disoccupazione, emigrazione e i primi “brain train”( fughe di cervelli) hanno contraddistinto questo territorio. La soluzione potrebbe riguardare ‘macroregioni’, energia alternativa, infrastrutture, nautica, aeronautica, agricoltura, tutti settori trainanti di un’area che può ripartire ma ovviamente “non esiste una ricetta comune per tutte le regioni”.
Cuocolo ha riportato i dati di una delle ultime ricerche sul sud Italia “il check up Mezzogiorno” elaborato da Confindustria e Srm sullo stato di salute dell’economia meridionale: Pil in calo di 47,7 miliardi di euro; quasi 32mila imprese in meno; oltre 600mila posti di lavoro perduti; 114mila persone in cassa integrazione; quasi 2 giovani meridionali su 3 disoccupati: questa la fotografia della crisi dal 2007 ad oggi.
Cuocolo ha poi messo in rilievo come proprio questa parte del Paese sia “stata volutamente lasciata indietro”, negli ultimi anni rispetto al resto del Paese.

Luigi Incarnato
Il moderatore Carlo Correr,  ha ripreso la parola evidenziando come spesso si parli di Sud per dire sottosviluppo, passando la parola a
Luigi Incarnato, consigliere regionale della Calabria ha sostenuto che “non c’è sensibilità verso il Mezzogiorno” e soprattutto che “la crisi attuale del Sud è diversa rispetto a quella degli anni 60”. Sulla Calabria sostiene che essa “ha un’ambizione commerciale ma che occorre autocritica: questo voler il posto fisso senza reinvestire nel sud, c’è bisogno di rete e di rimettere in circolazione un’unione”. Sulle regioni il politico calabrese è stato diretto:”Le regioni sono un fallimento”. E ha rilanciato il progetto della macroregione lanciato a Salerno di coordinazione e sviluppo comune tra regioni del sud.

Livio Valvano
La parola è passata al sindaco di Melfi, Livio Valvano: “Basta con questo approccio che va a chiedere cosa fa lo Stato”, ma ripartiamo da noi, ad esempio a Melfi è stata l’azienda che ha investito, “le Istituzioni non hanno per questo un merito particolare, l’azienda ha voluto crederci e scommettere sul nostro territorio”. E ancora “Basta fare le politiche focalizzandole solo sul Mezzogiorno ma farle per tutto il Paese”, avvertendo che questa “non è più crisi visto che dura da sei anni ma qualcosa di cronico”. E conclude quindi: “Ora dobbiamo guardare all’Italia in modo unitario”.

Gennaro Oliviero
Di Sud, si parla spesso come zavorra o come parte di Paese che vive di sussidi, al proposito Gennaro Oliviero, capogruppo Pse, come Vice Presidente della Commissione Speciale “OSSERVATORIO VALORIZZAZIONE E
VALUTAZIONE DEI RISULTATI DELLA SPESA DEI FONDI COMUNITARI” ha parlato di Fondi comunitari. “La Cassa per il Mezzogiorno si conclude negli anni ’80 e gli interventi dell’Ue sono diventati sostituivi di questo, fondi che non servono allo sviluppo ma contribuiscono a mantenere uno status quo di sussidi inutili se non vengono fatti fruttare”. Oliviero ha spiegato come i
Fondi sulla sanità siano distribuiti male, dove le regioni che hanno maggiori fondi sono quelli con maggior numero di anziani. “E’ fallito il regionalismo, prima si parlava di federalismo, ora si è passati al centralismo”. Ribattendo “Centralismo statale, dirigismo quasi”. E conclude:”Ora ridiamo al sud un ruolo politico” Il sud Italia “non è solo il posto dove arrivano i migranti ma è dove si può avere un riscatto” italiano.

Enzo Peluso
Enzo Peluso, presidente del MovimentoLir (movimento liberali italiani repubblicani), sulla questione infrastrutturale partendo dall’accordo Alitalia- Ethiad. Peluso ha messo in evidenza come Alitalia sia l’esempio di come il Sud sconti sempre di più, infatti sono stati tagliati i collegamenti degli aeroporti del Sud per prima.
“Le nostre piccole e poche industrie sono penalizzate e scontano il gap con le connessioni con l’italia e resto UE”. E ancora che “c’è crisi, ma la crisi è cambiamento, cambiamento che non c’è stato”.

Donato Pellegrino
Su Infrastrutture è intervenuto anche Donato Pellegrino, consigliere regionale Puglia, che si è congratulato con gli sforzi fatti con Nencini riguardo Brindisi e Bari. “Le barriere dei trasporti riguardano anche il turismo”, una risorsa tutta meridionale. “Le risorse non risolvono i problemi ma in questi anni abbiamo visto migliorie grazie a questi degli sblocchi”. Concludendo: “Per anni il Sud è stato cancellato. C’è un destino e un futuro nei territori dove i giovani sono nati e cresciuti”.

Nelle conclusioni Incarnato ha ricordato come “il Mezzogiorno deve fare e ripartire da sé ma non da solo”; Valvano ha osservato come il problema del Sud sia politico “partire dal sud avendo una visione generale senza calcoli elettorali”, un malcostume radicato in questa parte del Paese; Oliviero ha sostenuto di ripartire attraverso cooperazione tra le imprese “snellendo la burocrazia e incentivando le idee”; Peluso ha portato delle interessanti cifre sul costo delle assicurazioni al Sud evidenziando come siano di molto più costose rispetto al Nord e al Centro nonostrante la sinistrosità sia molto inferiore e Pellegrino ha sotytolineato che “o si inizia un new deal per il Sud o ci rimettiamo a marciare insieme con una classe dirigente accorta”.

Gli articoli precedenti sulla Festa di Marina di Carrara: 

Rifacciamo l’Europa
L’Avanti! ieri, oggi e domani
Uno Stato ancora sociale
Bisogna superare Mare Nostrum
Ripartire dal PSE

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