martedì, 22 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Terra dei Fuochi:
l’avvelenamento continua
e aumenta la mortalità
Pubblicato il 02-09-2014


Terra dei fuochiUn nuovo rapporto stilato dall’Istituto Superiore di Sanità ha accertato l’aumento del 300% di probabilità di contrarre tumori nella Terra dei Fuochi. Le cifre non sono state rese ufficiali ma ci si ammala di più di cancro nei 55 comuni campani coinvolti che nel resto d’Italia. “Nell’insieme dei comuni della TDF” scrivono gli scienziati dell’ISS “ della provincia di Napoli (32 comuni) e della provincia di Caserta (23 comuni) la mortalità generale è in eccesso in entrambi i generi. Nella provincia di Napoli 110 per gli uomini e 113 per le donne. Nella provincia di Caserta 104 per gli uomini e 106 per le donne”. Una drammatica incidenza di mortalità che pare non abbia fine.

“Per quanto riguarda la salute infantile” continua il SentieriKids dell’ISS “ emerge un quadro di criticità meritevole di attenzione; in particolare eccessi di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori e nella fascia di età 0-14 anni sono stati osservati in entrambe le province”. Una fotografia impietosa per un’Italia integrata nel civile sistema occidentale nel 2014. Inoltre nel mese di agosto la Prefettura di Napoli ha diffuso dati “confortanti” parlando di una diminuzione degli incendi di rifiuti speciali. Notizia prontamente smentita dai cittadini, i quali accusano le autorità di non riportare effettivamente la realtà dei fatti.

Può essere che il numero degli incendi di rifiuti tossici sia diminuito ma il raggio di questi ultimi è aumentato. Un altro frangente che i cittadini recriminano è l’inquinamento delle falde acquifere di piombo, uranio, naftalene e nichel. Il territorio della Terra dei Fuochi è fuori dal controllo delle forze dell’ordine e di ogni istituzioni fin qui scesa in campo per arginare e risolvere il problema.

L’associazione “La Terra dei Fuochi” presieduta da Angelo Ferrillo documenta fotograficamente sul sito, settimana dopo settimana, la disastrosa ecatombe in cui è piombato il territorio campano compreso tra Napoli e Caserta. L’associazione di Ferrillo denuncia l’operato delle istituzioni italiane, le quali non solo abbandonano a loro stessi i malati tumorali, ma con una malaugurata politica di tagli alle spese non fornisce ai Vigili del Fuoco gli effettivi necessari a rispondere alle chiamate di emergenza. Migliaia di denunce fatte in questi anni rimangono nelle Procure a prendere la polvere. I 100 uomini inviati dall’Esercito Italiano, per presidiare i comuni coinvolti e contrastare le ecomafie, non bastano.

Nonostante il decreto varato a dicembre 2013 sul reato di combustione illecita dei rifiuti, grazie ai voti decisivi dei socialisti, l’emorragia persiste. I cittadini campani sono un pubblico di vittime inerti di fronte allo strapotere della camorra e inascoltati martiri da parte delle alte rappresentanze dello Stato. Tra i decreti che il governo Renzi si prepara a varare in questi “mille giorni” c’è chi spera che sia introdotto il reato di biocidio. I morti per colpa delle inalazioni di diossina o per patologie tumorali contratte per mezzo dell’inquinamento delle falde acquifere non attendono qualche tweet. Attendono giustizia.

Manuele Franzoso

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