venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Tv: tra le repliche estive
il protagonista indiscusso
è stato Raoul Bova
Pubblicato il 11-09-2014


Raoul BovaIl triangolo no, non l’avevo considerato. Questo un po’ il filo conduttore dei film andati in onda su Canale 5 tra fine agosto e i primi di settembre con Raoul Bova. E se, come ogni anno, quando è tempo d’estate è tempo di repliche, “Scusa ma ti chiamo amore”, “Scusa ma ti voglio sposare” e “Ti presento un amico” sembrano davvero quanto mai attuali in un periodo in cui notizie di violenze sulle donne, omicidi e assassini anche tra le mura domestiche e abusi sessuali anche su minori invadono i telegiornali. Amore, amicizia e lavoro sono i tre temi principali affrontati in maniera semplice, ironica e divertente, ma non meno riflessiva. Oltre, infatti, al solito classico triangolo di lui, lei e l’altro/a, si tratta della storia di amicizie sincere di un gruppo di amici e di amiche che, rispettivamente, si uniscono, dandosi consigli e sostenendosi a vicenda, nei momenti di difficoltà sentimentale.

Ognuno a suo modo, coi suoi limiti, coi suoi problemi, coi suoi difetti, a dimostrazione di una sorta di mal comune (o mali comuni se ci si mette pure il lavoro oltre l’amore) e dell’universalità di questi sentimenti. Personaggi a volte caricaturati, che sanno ridere di se stessi e far sorridere. La trasmissione di queste repliche degli anni passati (a settembre forse continueranno con altri film con Raoul Bova) sembra propedeutica alla preparazione della nuova stagione di cinema e fiction tutta italiana che si avvia da questo mese con il Roma Fiction Festival (all’Auditorium Parco della Musica di Roma dal 13 al 19 settembre). Nonostante il particolare e tormentato momento privato, per l’attore romano si prospetta una stagione lavorativa molto florida. Lo vedremo impegnato (tra l’autunno e la primavera prossimi), infatti, in ben quattro film al cinema.

In “Fratelli Unici” (dal 2 ottobre prossimo), con Miriam Leone, Carolina Crescentini e Luca Argentero (tra l’altro padrino del Roma Fiction Fest): due fratelli (Pietro e Francesco) dai caratteri completamente diversi si ritroveranno, o meglio saranno costretti a re-incontrarsi dopo aver sempre desiderato di essere figli unici.

In “Torno indietro e cambio la mia vita”, che lo vede protagonista accanto a Giulia Michelini (che ha preso il posto di Ambra Angiolini); con loro nel cast anche: Ricky Memphis, Max Tortora, Paola Minaccioni. Il regista Carlo Vanzina ha già diretto tutti e tre gli attori (ma non la Michelini), e Bova in particolare in “Piccolo grande amore” e“Ti presento un amico”. Vanzina, in quest’ultimo film, gioca sulla frase che molti di noi avranno pronunciato, desiderando di poter tornare indietro nel tempo, nel passato, per comportarsi in maniera diversa e cambiare vita: è quello che succede ai protagonisti (Bova e Michelini), due quarantenni che vivranno una crisi nella loro storia d’amore che dura dai tempi della scuola. Il regista, dunque, si concentra su una fascia d’età messa a dura prova dal difficile momento attuale che stiamo vivendo.

L’attore romano, quest’autunno, reciterà poi anche ne “La scelta”, regia di Michele Placido, dove sarà con Ambra Angiolini; nel cast anche Valeria Solarino. Dopo l’esperienza di “Immaturi” i due tornano a lavorare nuovamente insieme per vestire i panni di una coppia, Giorgio e Laura, che si ritrova di fronte a un bivio: i due devono sostenere un’importante “scelta”, che dà il titolo al film, che potrebbe cambiare per sempre il loro destino.

E, infine, in “Scusate se esisto”, una commedia di Riccardo Milani, dove farà coppia nuovamente con Paola Cortellesi, dopo che i due avevano recitato insieme in“Nessuno mi può giudicare” del 2011 (regia di Massimiliano Bruno). Tra gli altri interpreti anche: Marco Bocci, Lunetta Savino, Corrado Fortuna, Simon Grechied Ennio Fantastichini.Si tratta della storia esilarante, tra inganni, segreti, fraintendimenti, di Serena (Paola Cortellesi), un architetto, e Francesco (Raoul Bova).

Sicuramente il successo dei tre film romantici, che li anticipano (“Scusa ma ti chiamo amore”, “Scusa ma ti voglio sposare” e “Ti presento un amico”) deriva anche dalla freschezza con cui trattano temi importanti, esaltata dalla colonna sonora; perché, “semplicemente” (come cantano gli Zero Assoluto nel testo di una canzone che viene messa di sottofondo alla storia d’amore e d’amicizia nel primo film), l’amore, come l’amicizia, è così: complicato, difficile da descrivere e da vivere, ma universale, semplicemente uguale per tutti. Degli Zero Assoluto, però, vengono inseriti testi anche quali “Quello che mi davi tu” e “Seduto qua”. Poi nella colonna sonora compaiono anche brani internazionali quali “She’s the one” di Robbie Williams; o successi di Vasco Rossi quali “Quanti anni hai” o di Irene Grandi “La tua ragazza sempre”. Sono stati, poi, gli Sugarfree a comporre una melodia omonima al titolo del film “Scusa ma ti chiamo amore” appunto, che completa la colonna sonora assieme a tutti gli altri testi firmati da Claudio Guidetti.

E non importa se sia un uomo o una donna ad essere colpito dalla freccia di Cupido. E non è neppure la disparità d’età ad impedirlo. Qui, infatti, vediamo protagonista una giovane ma abile Michela Quattrociocche, nei panni di Niki: un’adolescente che conquisterà Alex, di dieci anni più grande, la cui vita sentimentale e il lavoro sono a rischio. Sarà lei a dare la lezione principale: diventare grandi è un po’ come fare la maturità; devi cercare di superare l’esame nonostante tutti i problemi, la testa che ti scoppia o il cuore spezzato: questo significa crescere; e non puoi sottrartene o sfuggirne.

E per quanto ogni storia di ciascun personaggio sia diversa dall’altra; per quanto si provi a definire in molteplici modi il sentimento protagonista del film, non si può che chiamarlo amore. All’inizio, infatti, per presentare i protagonisti, vengono fornite citazioni letterario-filosofiche sull’amore; ma in fondo l’amore è quel sentimento che ti stravolge la vita, non sai quando giungerà, ti coglierà impreparato, all’improvviso, ma saprai riconoscerlo: possono passare anni, puoi restare fermo ad aspettare o cercare di rincorrerlo, ma sai che verrà il momento. Come un faro che illumina o dove si attende il ritorno di una barca, quella della vita metaforicamente per trovare la propria strada. Non a caso il film si conclude in un Faro, dove i due protagonisti si abbracciano come Jack e Rose in “Titanic”. E quando due anime gemelle predestinate si incontrano non ce n’è per nessuno.

Questo preannuncia il film, diretto da Federico Moccia e tratto dall’omonimo libro dell’autore. E questo sarà ripreso, nel proseguo, in “Scusa ma ti voglio sposare”. Nonostante il “triangolo” mini la storia d’amore dei due protagonisti, Alex e Niki convoleranno a nozze. E tutti gli intrighi verranno risolti, anche grazie alla forza del gruppo, dell’unione degli amici tra loro e anche delle amiche a loro volta.

A volte nell’amore e con l’amore ci si può confondere o perdersi. Un po’ come trovare lavoro: difficile riuscire a capire quale è quello che fa per noi, trovare quello giusto. Forse un po’ questo che unisce questi due mondi descritti bene in “Ti presento un amico”, che ben rappresenta il problema del precariato, che tocca chiunque: dirigenti e dipendenti. Il protagonista, Marco Ferretti (Raoul Bova), sarà incaricato di “tagliare” il personale; e l’unica posizione che eliminerà sarà la sua di capo responsabile del personale, licenziandosi. Nel frattempo, dopo essere stato lasciato dalla sua ex, ben 4 donne gli faranno girare la testa. Ognuna dalla personalità e dal carattere completamente diverso, non sarà insolito che lo presentino come un amico per non sbilanciarsi di fronte alla presenza di una terza persona. Il triangolo ritorna, ma purtroppo in amore non ci sono formule matematiche che risolvano i problemi come in geometria o aritmetica. E dunque non resta che concludere con la tanto nota e sospirata esclamazione: “Ah l’amour!”. Che l’amore sia precario come il lavoro? Comunque sia, se non lo si trova lo si continuerà sempre a cercarlo.

Barbara Conti

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