martedì, 21 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Valorizzare la risorsa
degli italiani all’estero
Pubblicato il 01-09-2014


erasmus-plus-databaseSe è vero che la europeizzazione dei cittadini nazionali tramite i progetti Erasmus, Leonardo ed ora Erasmus plus ha un valore immenso per la creazione di una Europa unita, culturalmente prima che politicamente ed economicamente, al netto della difficilmente raggiungibile “lingua unica”, é pur vero che la competitività dei sistemi paese nazionali acquista un rilievo notevole nel mercato unico europeo, dove le aziende piccole o grandi, i sistemi di P.A. e municipalizzate, i sistemi paese insomma si confrontano l’un l’altro con l’obiettivo principale di fare profitti o, perlomeno, di non fare perdite o – per gli stati – di stare nei parametri dei Trattati.

A tale riguardo le ambiziose riforme messe in moto dal Governo toccano temi molto importanti quali la formazione, il lavoro, l’educazione e, come sappiamo, anche i cittadini all’estero, tramite il rinnovo dei Comites.

Il tema del lavoro è centrale, cosi’ come quello della competitività del “sistema paese”.

A questo scopo non sarebbe inutile recuperare alcuni dei professionisti italiani sparsi per il mondo. Abbiamo visto che la tendenza a lasciare l’Italia è crescente da parte dei giovani, per cercare lavoro in Inghilterra Germania Svizzera etc.
Fermare l’emorragia è senza dubbio necessario, per motivi demografici e di struttura sociale, ed il decreto che sblocca le opere infrastrutturali é sicuramente un buon volano – non solo per recuperare il gap infrastrutturale con l’Europa – ma anche per creare posti di lavoro e fermare il flusso verso l’estero di giovani italiani.

In modo speculare il Paese potrebbe tendere a recuperare le professionalità già formate all’estero ed inserirle nei posti degli enti e delle società – pubbliche e private – sfruttando i benefici di una formazione internazionale acquisita dall’italiano o italiana che abbia lavorato all’estero per un periodo sufficiente ad avere imparato qualcosa. Sembrano inezie, ma non lo sono.

Sistemi di coordinamento del lavoro sofisticati permettono di avanzare nelle tecnologie, nell’innovazione, aumentare la produttività con beneficio dell’intero sistema paese. Pensiamo alle tante municipalizzate in corso di verifica, pensiamo alla Pubblica Amministrazione, alle grandi società partecipate, pensiamo a strutture medio piccole che devono competere con player internazionali.

Si tratta di fare “sistema”, coordinando attraverso i consolati ed i centri del commercio estero, il recupero di professionalità, salvarne i curricula in un Data Base centrale e metterlo a disposizione delle PA, degli enti territoriali e delle società, aiutando e supportando le società di recruiter private nel loro lavoro di coordinamento e sensibilizzare il mondo professionale tutto sulla importanza della internazionalizzazione (specie per un Paese che esporta come l’Italia) sulla importanza della conoscenza di sistemi culturali e professionali diversi dal nostro, con lingue costumi ed abitudini differenti, in un mondo dove il “globale” é il tema base di ogni altro tema.

Altro tema sono i salari. Ovviamente i salari e le tasse italiane non sono attraenti per il lavoratore italiano che viene dall’estero. In questo senso uno sconto fiscale in grado di diminuire il cuneo fiscale ed aumentare il netto sarebbe il completamento necessario se si vogliono riportare in Italia professionalità di medio alto livello che potrebbero aiutare a ridare slancio al paese.

Il bagaglio di esperienza professionale internazionale é comunemente ritenuta un vantaggio professionale, almeno nei paesi con alto interscambio e grado di internazionalizzazione.

Di fatto i cosiddetti EXPAT, lavoratori all’estero, raramente tornano in Italia a lavorare e pertanto dopo aver usufruito dei sistemi di educazione pubblica, universitaria compresa, restano a lavorare all’estero, pagano tasse all’estero, producono inventano e creano all’estero senza avere più contatti professionali con l’Italia.

Il sistema paese non può permettersi di perdere queste professionalità, basterebbe pertanto un data base centrale, un maggiore coordinamento ed uno sgravio fiscale per recuperare tanti italiani che, rientrando, aiuterebbero l’Italia anche a recuperare un po’ di quella allure di nazione internazionale, aperta, moderna ed avanzata che, in vero, dai tempi del Rinascimento non abbiamo più conosciuto.

Leonardo Scimmi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento