lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Uova, acqua e farina sulla coda per l’I-Phone
Pubblicato il 26-09-2014


Bocco-studentesco-farina-iPhone6Una volta si usciva fuori a “rimirar le stelle” oggi si passano ore in fila solo per ammirare un telefonino. Succede che negli ultimi anni i ragazzi (e gli uomini) “della crisi dei valori” passino in fila per ore davanti agli Apple Store per arrivare primi, non solo per il gusto di acquistare ma per essere tra i primi a entrare nei negozi.
Da Torino a Roma, passando per Rimini e Bergamo, si ripete come ogni anno il rito delle code per il nuovo iPhone che sarà disponibile nei negozi italiani da oggi 26 settembre.
I fan della Mela si sono appostati lì da ieri sera, per i loro iPhone 6, con viveri, sedie, sacchi a pelo e tutto l’occorrente per passare la notte all’addiaccio, da veri soldati. Solo che a guastare la festa in questo caso ci hanno pensato altri reduci, o presunti tali, quelli del ‘Blocco studentesco’. Un gruppo di militanti di questa organizzazione di estrema destra ha compiuto un blitz davanti all’Apple Store di Porta di Roma lanciando uova, acqua e farina contro gli attendenti in fila per acquistare il nuovo iPhone 6. I militanti di BS hanno anche distribuito dei volantini: “Ieri trincea e baionetta… oggi un iPhone che ti aspetta”, per ricordare il centesimo anniversario della Grande Guerra che ricorre proprio oggi.

Il leader di Blocco Studentesco, Fabio Di Martino, ha dichiarato che “i gavettoni indirizzati ai ragazzi in fila servono a ‘svegliare’ una gioventù ormai assuefatta, attirata esclusivamente da mode dettate da grandi multinazionali e capace di vivere come un evento il lancio di un nuovo prodotto”. Di Martino ha anche invitato i giovani a “combattere contro la crisi economica e spirituale che attanaglia l’Italia e l’Europa”. Una crisi che pare non interessare i giovani italiani, visto che nonostante la disoccupazione galoppante, la recessione e le tasche vuote riescano comunque a trovare non solo il tempo per fare la fila, ma anche i soldi per comprare un gioiellino (così definito dal suo creatore Tim Cook) che va dai 729,00 € ai 1.059,00 €.

Un apparecchio che nonostante il costo elevato e la funzione primaria di telefono riscontra già i primi problemi: dopo il download di iOS 8.0.1 alcuni utenti non sono più stati in grado di connettersi alla rete cellulare, e quindi di fare chiamate e collegarsi a Internet (se non via wi-fi). Mentre altri hanno trovato difficoltà nell’usare il Touch ID, che sostituisce l’impronta digitale alla classica password per sbloccare il telefono e consente di effettuare pagamenti. A dispetto di ciò, e delle scuse di Apple per l’inconveniente, il marchio continua a registrare un trend positivo negli acquisti, tanto che la scorsa settimana l’azienda di Cupertino ha annunciato che in 24 ore sono state prenotate più di 4 milioni di unità dell’iPhone 6. I preordini della precedente versione, l’iPhone 5, avevano raggiunto nello stesso arco di tempo più di 2 milioni di unità. L’impresa della mela indica in una nota che la domanda per l’iPhone 6 e l’iPhone 6 Plus ha superato la fornitura iniziale.
Non importa quindi che si continui a parlare di crisi e di povertà e che oggi la Caritas di Palermo abbia annunciato un aumento delle famiglie che chiedono aiuto per i propri figli, tutto viene accantonato per un IPhone. È ormai l’apparecchio per cui tutti si “spendono” volentieri, rappresenta ormai uno status symbol, peggio del Rolex di una volta.
Dunque tutto e tutti per l’IPhone 6, per un Regno di gente in fila non “per la tessera annonaria”, ma per “rimirar il gioiellino”.

Maria Teresa Olivieri

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Commenti all'articolo
  1. chi ha soldi è bene che li spenda almeno fa girare l’economia.
    certo sarebbe meglio spenderli in libri o pannelli fotovoltaici ma ognuno è padrone dei suoi soldi al contrario di quel che pensano i fascisti. di cui vorrei vedere proprio le modalità di spese, scommettiamo che anche loro sono succubi del consumismo?

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