giovedì, 20 settembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Vendemmia 2014,
mai così male dal 1950: stimato un taglio del 15%
Pubblicato il 17-09-2014


Vendemmia 2014Ci sarà circa un taglio di oltre il 15% rispetto alla produzione della vendemmia dello scorso anno. È quanto stima la Coldiretti nell’evidenziare che a condizionare i risultati sono stati gli effetti del pessimo maltempo che ha colpito gran parte dei vigneti italiani. Difatti la vendemmia 2014 rischia di classificarsi come la più scarsa dal 1950, con una produzione di vino che potrebbe scendere sino ai 41 milioni di ettolitri. Anche se molto dipenderà dalle condizioni climatiche delle prossime settimane la produzione sembra oramai definitivamente compromessa. Nonostante l’ampia forbice delle previsioni in questa fase, è ormai certo che l’Italia perderà quest’anno il primato mondiale nella produzione di vino a vantaggio della Francia dove – sottolinea sempre la Coldiretti – le stime per il 2014 danno una produzione di 47 milioni di ettolitri, secondo l’Istituto del Ministero dell’agricoltura d’Oltralpe.

Dal punto di vista qualitativo la stagione è stata fortemente influenzata dalla piovosità e dall’umidità persistente che hanno alimentato notevolmente incertezza e impegnato gli agricoltori nella difesa dei grappoli, ma se non ci saranno sconvolgimenti – continua la Coldiretti – si prevede che la produzione made in Italy sarà destinata per oltre il 40% ai 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30% ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% a vini da tavola. I tagli produttivi di maggior rilevanza si dovrebbero verificare nelle Regioni del Sud e, in particolare, in Puglia, Basilicata e Sicilia dove si stimano cali fino al 30 %.

Le regioni del Centro sono le uniche a far registrare un minimo aumento produttivo, stimato attorno al 10%, il raccolto è invece in calo in tutte le regioni del Nord. Le stime saranno però progressivamente definite perché molto dipenderà dalle prossime settimane e restano ancora da raccogliere le uve nell’80% del vigneto italiano, con la vendemmia che quest’anno sarà tardiva e non dovrebbe completarsi prima di novembre. La speranza è inoltre che questo notevole calo di profitto non infici la fino ad ora ottima ripresa di occupazione nel settore agro-alimentare. Solo nel secondo semestre 2014 i lavoratori dipendenti del settore sono aumentati del 5,6% su scala nazionale. Il trend positivo dell’agricoltura è il risultato di una crescita record del 27,6% al nord e del 28,6% al centro.

Si stima inoltre che un lavoratore dipendente su 4 assunti abbia meno di 35 anni, includendo peraltro una forte componente di giovani neolaureati. Sono in aumento, sempre secondo la Coldiretti, anche le imprese agricole condotte da giovani under 35, che nel secondo trimestre sono salite a 48.620 unità, con un aumento del 2,6% rispetto al trimestre precedente. Lodevole l’operato fin qui protratto dal ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, per migliorare ed implementare la produttività agro-alimentare.

Alessandro Munelli

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento