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Opinioni e commenti
 

Il gettone, l’iPhone, i pullman pagati, i feriti di oggi
Pubblicato il 29-10-2014


Sulla forma non mi piace il renzismo. Lo trovo anzi sconcertante. Dare a tutti dei retrogradi con l’anello al naso è piuttosto fastidioso. Confesso che anch’io faccio fatica ad adeguarmi a tutte le nuove tecnologie, anche se adesso sono parecchio migliorato. Ma non mi permetterei mai di offendere un mio amico se non sa come funziona un iPhone. Quando ero ragazzo ricordo che Nenni non usava benissimo il mezzo televisivo. Ma consideravo il vecchio un grande politico lo stesso. Magari non sapeva usare neanche la macchina da scrivere. Eppure era un giornalista eccellente. Questo valutare sempre la forma superiore ai contenuti mi risulta piuttosto sgradevole. Eppure é stata la costante del berlusconismo (ricordate quando il cavaliere voleva incontrare Papà Cervi? Gli bastava manifestare la sua disponibilità, poi che fosse morto da trent’anni non aveva nessuna importanza). Nell’anteporre sempre la forma ai contenuti anche Renzi non scherza.

Dopo la rottamazione, strumento alquanto cruento di risolvere i conflitti con un’altra generazione, si è passati all’esaltazione estetica degli individui. Vedo che dopo la Boschi e la Madia, sarebbe in procinto di diventare ministro degli Esteri addirittura Lia Quartapelle, una ragazza alle prime armi anche come parlamentare. A Renzi non importa che il ministero degli Esteri sia il più importante, il più qualificato, il più complicato. Quello dove si sono alternati Saragat, Fanfani, Moro, Nenni, Andreotti. Importa stupire. Chi mai aveva avuto il coraggio di nominarvi una Mogherini qualsiasi? E poi addirittura di farla assurgere al vertice della politica estera europea per il sol gusto di trombare D’Alema? Non basta mai. Un altro colpo. È la volta di una ragazza che nessuno conosce e che sembra un’anonima studentessa universitaria, per evitare Lapo, nome di stampo stilnovista, Pistelli, fiorentino dannato. Non mi stupirei se con questa logica Renzi, prima della fine della legislatura, facesse il vero colpo da maestro, e nominasse anche un bambino, magari nel ministero del Paese dei balocchi.

Poi sui contenuti, invece, Renzi ha spesso ragione. Ciò vuol dire che non riesco a diventare renziano, giacché lui ostenta la preminenza delle forme. E anche se la Picierno mi risulta più antipatica di qualsiasi personaggio della storia, compreso il socialdemocratico Lupis, anche se quel che ha detto poteva risparmiarselo in questo momento di tensioni e di conflitti, devo dire che su una cosa ha ragione. Non che la Camusso sia stata eletta con tessere false. No, questo va certo dimostrato. Ma che i pullman siano stati offerti gratuitamente ai partecipanti di piazza San Giovanni questo è certamente vero. Noi se vogliamo andare al Consiglio nazionale del Psi dobbiamo pagarli treno e pranzo, i sangiovannisti no. Non è la prima volta. È la prima volta che si dice. D’altronde anche la Camusso, ospite di Floris, un altro che quando parla del Psi dovrebbe stare attento e fermo con le mani, l’ha ammesso sorniona. Le spese della manifestazione sono state quelle dei treni e dei pullman. Mica poco, dai. Una volta il primo maggio si festeggiava rischiando il posto di lavoro. Come sono cambiati i tempi.

Quel che bisognerebbe evitare è la drammatizzazione. Renzi non ha trattato bene il sindacato. Lo ha snobbato e sbeffeggiato. Poteva evitarlo. È vero. Craxi non smise di trattare sulla scala mobile nemmeno dopo la sfida referendaria. Renzi non tratta. Renzi sfida, segna, trionfa come se ogni cosa fosse una partita di calcio. Eppure Craxi era il decisionista. Bisognerebbe sopratutto ritornare a un rapporto di normale frequentazione tra governo e sindacato. Non si capisce a chi giovi un ulteriore irrigidimento. Anche perché poi si verificano tensioni come quelle di oggi pomeriggio durante la manifestazione degli operai delle acciaierie di Terni e l’esposizione del governo rischia di divenire troppo alta. Non è chiaro cosa sia successo ma quando ci sono feriti in piazza è sempre un fatto doloroso, molto doloroso. Ha fatto bene Nencini a chiedere spiegazioni ad Alfano. Tutti farebbero bene, come Floris, a tenere le mani al loro posto…

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Commenti all'articolo
  1. Forse non sapete come si organizza un sindacato.
    Per andare a Roma, ho dato un contributo libero nell’ importo.
    Molti dei lavoratori che non hanno partecipato, hanno pure dato un contributo volontario perché altri potessero partecipare. Andare a Roma partendo a mezzanotte in Pulman e tornare dopo 24 ore non è propriamente una gita, anzi è una bella fatica. Nel bilancio annuo di un sindacato, una quota importante viene accantonata proprio per far fronte a iniziative di tal genere. Oppure vogliamo vedere del torbido dappertutto? Perché se così è o se davvero così fosse allora dovremmo pensare di vivere in una società tanto marcia, da pensare che sarebbe opportuno che ognuno facesse i propri interessi anche in modo disonesto e non parlar più di idee e ideali.

  2. mi sono dato la pena di riascoltare l’intervento di Craxi al congresso della CGIL nel 1986. Disponibile sul sito di radio radicale.
    Andrebbe riascolato parecchie volte perché è l’esempio di come deve comportarsi un presidente del Consiglio segretario di un partito socialista. Niente a che vedere con il vuoto pneumatico attuale.

  3. Svegliati, Compagno, Renzi è la nuova versione .
    Di qualcosa che l’Italia ha conosciuto , nei Sessanta.
    Il gesto conseguente di un Partito è non ciarlare come donne pettegole, ne abbiamo a tutti i livelli anche nella mia Trinacria, tornare al confronto COLTO, REFERENDARIO, NON RADICAL CHIC.
    LA LINEA NENCINI SOFFRE, una vacanza non guasterebbe, percheè da noi, IN Sicilia, è ancora mite.
    Ma credo che non lo sarà per molto, senza un dietrofront nostro, spariremo con il buon Matteo e ci resterà il conforto di qualche preghiera argentina, in un paese tipicamente sudamericano. Sogno, ma forse no.
    Buon lavoro, Compagno Editorialista.

  4. Caro Mauro, ti leggo sempre con piacere perché anche quando non condivido ciò che scrivi devo sempre ammettere che costringi a ragionare e i tuoi interventi non sono mai slogan, ma affermazioni argomentate.
    Ciò doverosamente premesso, vorrei osservare che prima ancora dell’art.18, del job act , della parziale riforma del codice civile, della legge di stabilità e tanto altro ancora, anche se l’argomento non sembra essere di grande popolarità, c’è la forma di democrazia che si profila all’orizzonte. Tu affermi che su molte cose Renzi sbaglia nella forma, detto per inciso in politica spesso la forma è rilevante non meno della sostanza, ma a me sembra che a prescindere dalle iniziative a cui ho fatto riferimento, ci sia una questione che tu in modo impeccabile hai descritto a Viterbo. Per dirla con le tue parole, la legge elettorale proposta e le riforme costituzionali portano ad una democrazia oligarchica. Io più volte mi sono spinto oltre ricordando che il fascismo aveva un limite, ovvero il potere esercitato sull’esercito dal re, che invece nel nostro caso mancherebbe come contrappeso al potere esercitato da chi avesse la presidenza del Consiglio dei ministri. Non credi che uno scenario del genere dovrebbe da solo impensierire chiunque abbia a cuore la difesa della democrazia? Non credi che la tendenza autoritaria che esprime Renzi se si esprimesse in un contesto come quello da te ricordato dovrebbe preoccuparci? Se cresce un movimento che manifesta insofferenza per questioni che possono trovarci anche in disaccordo, ma rappresenta una chiara opposizione al tentativo di rendere irrilevanti i corpi intermedi e poi si estende all’azione di governo del Paese che su una questione così delicata come la forma di democrazia rischia di affermarsi, non ti pare che sia giusto sostenerla? Se non ora quando allora? Che centra la contrapposizione fra massimalisti e riformisti, fra nuovo e vecchio con il tema della difesa di un sistema democratico che può essere riformato anche in nome della governabilità, ma senza mai trasformalo in una democrazia autoritaria o se più ti piace in un sistema oligarchico.

  5. Pienamente condivisibile nella forma e nei contenuti. Quando un Governo fa uso della forza per disperdere chi legittimamente protesta, significa che teme la piazza; un metodo arcinoto che fa pensare a realtà molto sudamericane, tanto per intendersi. Non sono renziano, questo è noto, e non lo sono per due ragioni: la prima è perché sono socialista e l’ex sindaco di Firenze non lo è (anche se si nasconde dietro il PSE), la seconda è perché, pur riconoscendogli una buona dose di faccia tosta e molto dinamismo, i suoi slogan e le sue proposte ad oggi non mi convincono fino in fondo. Ciò non toglie che, su alcune questione, serva in effetti assumere quelle decisioni che da troppo tempo languono in qualche remoto angolo del nostro Paese senza che nessuno, per interessi di varia natura (che tutti abbiamo ben chiari) metta mano a concretizzarli. Per fare questo occorrono riforme vere, non pannicelli caldi, inutili palliativi del momento, ma sempre per realizzarli serve davvero il coinvolgimento di tutti, parti politiche e forze sociali, in un corretto rapporto di ascolto, di dialogo e di confronto: dopo di ciò chi è legittimato a decidere, decida (e anche su questo Renzi, legittimato lo è poco!). Credo che questo Paese abbia davvero poco bisogno di effetti speciali, di sorprese, di abbacinamenti: la sorpresa più attesa non è una Quartapelle, ma come non riuscire a dover mettere la “pelle da rovescio” per arrivare a fine mese per tante persone, come aver fiducia nel futuro, come avere certezze di giustizia ed equità per tutti, riacquistando fiducia nelle Istituzioni che anche ieri, con l’assalto ai lavoratori, hanno dimostrato tutta la loro credibilità ed autorevolezza. Istituzioni autorevoli e non autoritarie, l’esatto opposto di ciò a cui assistiamo. Qualcuno di tutto questo dovrà rispondere, così come Floris lo dovrà fare al suo editore per ciò che, subdolamente, ha voluto significare con il suo gesto birichino.

  6. All’avvocato posso solo rispondere con un Mi appello alla clemenza della corte. Ad Aldo preciso che divido, come Berlusconi, ma al suo contrario, le riforme istituzionali da un patto di governo. In buona sostanza no all’Italicum, anche se adesso non si capisce cosa sia, ma sì al Jobs act. Che mi sembra anche la posizione della maggioranza del Psi.

    • Spesso si fanno osservazioni su ciò che si sente dire e on su ciò che si apprende “de visu”. Così in ordine al Jobs Act. Se è vero che sopprime l’art. 18 che, invece, andrebbe esteso a tutti i lavoratori per prevenire e/o sanare gli aspetti patologici di un rapporto di lavoro; se è vero che si consente il controllo visivo a distanza del lavoratore (art. 4); se è vero che si consente il demansionamento (art. 13) con la conseguente riduzione del trattamento economico, se tutto questo è vero, come può la parte positiva, costruttiva del provvedimento in fieri, bilanciare siffatte lesioni del diritto dei lavoratori?

  7. Vorrei soffermarmi sul problema delle acciaierie di Terni. (anche se sono fuori tema) Vi invito a riconsiderare il fatto che un’azienda Finlandese si era proposta per rilevare l’impianto industriale umbro.Ora Vi invito a considerare la possibilità di fronteggiare un nemico (il mercato e l’industria cinese) con le mani legate dalle regole europee di una regolamentazione fatta tra paesi con le stesse regole , per evitare il monopolio di settore, bene noi siamo tenuti ad osservare le regole mentre i cinesi spadroneggiano un mercaro autocastrato. Clinton ed il WTO sono all’origine, e la finanza mondiale ne è il vettore principale. Il problema sappiamo dov’è ma ci vuole coraggio per smantellarlo!

  8. Le affermazioni della Picerno sono vergognose ma tipiche del tenzismo. I congressi della Cgil sono cosa ben più seria delle primarie del PD. Andare aRoma alla manifestazione non è un divertimento ma una faticaccia ed i pulman non li ha pagati il Serra di turno ma i lavoratori. Quegli stessi che si vedono tagliare i diritti sul posto di lavoro e prendere a bastonate.

  9. IO non capisco perché un Sindacato che indice una manifestazione a Roma, ed ovviamente vuole che riesca, non possa pagare i pullman agli aderenti alla stessa, con i soldi che gli stessi inscritti pagano volontariamente per mantenere efficiente ed efficace un sindacato E’ nella sua natura far proselitismo. Non sono iscritto alla CGIL! Non so se il mio sindacato ha le possibilità economiche di sostenere tali manifestazioni, questo dipende dal numero di iscritti. E allora siamo sempre lì. Più iscritti più possibilità economiche più potere contrattuale e più visibilità e così di seguito

  10. Ho appena finito di leggere il contributo del Segr. Nencini sull’esistenza delle due Sinistre. Nulla di nuovo direi, anzi no! dopo i fattacci di ieri l’altro, dovrebbe aggiornare la matematica politica. Si perché alle due storiche sinistre se ne aggiunge una terza: quella dei manganelli! quella dei renziani per intenderci… chissà quando ritornerà anche l’olio di ricino?
    NB: nei giorni scorsi il Direttore ha fatto un “ritrattino” di Landini niente male. Massimalista con venature potenzialmente terroristiche, attribuibile ai suoi antenati reggiani. Garibaldo. Rinaldini, Sabatini che fanno rima con i Franceschini… ecc. Io non condivido molte delle cose che dice o che fa il Segr. della FIOM, però sarei più cauto nei giudizi, anche per non dare il là a qualche questurino..

  11. Condivido le considerazioni su Renzi che sbeffeggia con arroganza la CGIL e gli altri Sindacati, che prima invita il 27/10 all’incontro e poi non soltanto non ci va, ma manda fior di Ministri solo ad ascoltare e riportare senza confronto sulle osservazioni ed eventuali controproposte. Poi si qualifica ovvero si squalifica dicendo che “con i Sindacati non si tratta” benchè interviene su elementi definiti con la contrattazione, come il TFR. Mi sconcerta invece la sorpresa sui treni e i pulman pagati dall’organizzazione perchè è stato, giustamente, sempre così anche negli anni in cui tanti Dirigenti Sindacali erano Socialisti. Guardiamo i problemi seri della crescente povertà e di una prospettiva di drammatica disoccupazione dei giovani e dei non più giovani e vediamo se le proposte dei Sindacati siano più valide di quelle del Governo che si rimettono alla bontà degli imprenditori, a cui si danno sgravi senza alcuna finalizzazione di investimenti e di lavoro (anche alle aziende che licenziano).

  12. Giacomo, ma basta. Nessuno sopprime l’articolo 18. La proposta è di confermarlo così com’è per chi cel’ha e di modificarlo solo marginalmente per i nuovi assunti che non solo non hanno l’articolo 18, ma non hanno nemmeno il lavoro. Ma perchè continuate a dire falsità? Rocco, io ho raccontato una storia vera e anche affettuosamente. Mi mandino i questurini, anche quelli che hanno picchiato in piazza e saprò dfendermi. Se ho detto cose è perchè sono inappuntabili. E non ho mai accusato nessuno di terrorismo. Ho detto che in Italia chiunque abbia tentato di cambiare il diritto del lavoro o é stato ucciso, o è stato ferito o vive blindato. È falso?

  13. Fammi capire.
    Come dire: siccome non hai un lavoro accontentati di un articolo 18 un po più piccolo.
    Allora alla fine ci saranno 2 articoli 18 uno per chi ce l’ha già in dote ed uno un po meno garantista per i nuovi assunti. E’ così???

  14. E pensi che questo sia un grande problema? Io penso che i grandi problemi siano nell’ordine: la disoccupazione, il lavoro nero e senza contratto, il precariato. Ma credo che lo sappiano anche Landini e la Camusso, che non sono scemi. Magari agitano il 18 perché sono colpiti i poteri del sindacato, visto che si prevede l’allargamento della contrattazione aziendale. Giustissima per i lavoratori e gli imprenditori, meno per il potere del sindacato.

    • Ho fatto una piccola domanda e mi bastava una piccola risposta se ci saranno o no due art. 18 uno più garantista dell’altro. Per quanto riguarda le problematiche che evidenzi e che ben conosco: disoccupazione, lavoro nero, precariato,..aggiungerei evasione fiscale corruzione diffusa , rendite di posizione, ecc, ecc, sono assolutamente vere ma le considero devianti rispetto alla semplice domanda fatta.

  15. Ma che domanda è mai questa? È evidente che se le modifiche si applicano solo ai neo assunti, gli altri si terranno la vecchia normativa. Ma sai quanti sono i contratti previsti oggi? Mica sono solo due…

  16. Adesso che ti ho dato una risposta, poi mica sono io il ministro del lavoro, io leggo e elaboro, la domanda te la faccio io. Nella realtà di oggi pensi che il primo problema sia questo e cioè di una lieve modifica dell’art, 18 per i neo assunti, per favorire nuove assunzioni e nel contempo attrarre un po di capitali stranieri, e non la protezione della maggioranza dei lavoratori che oggi non solo non dispone dell’art.18 ma non ha alcuna protezione? Aspettiamo di capire almeno. Io dico, le intenzioni sono buone, valuteremo i fatti. Invece la CGIL come sempre, contrariamente alla Uil e alla Cisl, grida al colpo di stato. Esattamente come sulla scala mobile, trent’anni fa. Che era anche più grave come decisione, perché c’era stato un decreto e tagliava i i punti di scala mobile, cioè dava meno soldi in tasca ai lavoratori, in base a una promessa di minore inflazione. E anche stavolta la CGIL come allora verrà sconfitta dalla maggioranza degli italiani. Chiedano il referendum e vedremo.

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