lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La spunta De Magistris. Reintegrato dal Tar
Pubblicato il 30-10-2014


De Magistris reintegratoAgguerrito nei modi e nelle dichiarazioni sin da subito, oggi sembra che la parte iniziale della battaglia l’abbia vinta lui: Luigi De Magistris oggi è tornato – dopo quasi un mese, e a tutti gli effetti, – a sedere sulla poltrona di sindaco di Napoli. La prima sezione del Tribunale amministrativo regionale (Tar) della Campania ha infatti sospeso il provvedimento del Prefetto di Napoli, Francesco Antonio Musolino che, in ottemperanza alla legge Severino aveva sospeso De Magistris dalle sue funzioni dopo la condanna a un anno e tre mesi per abuso d’ufficio nell’ambito del processo “Why Not”. L’ex magistrato aveva però presentato ricorso e il suo atto è stato inviato alla Corte Costituzionale per questioni di legittimità rispetto a due articoli. Il Tar ha quindi deciso di inviare gli atti alla Consulta “per non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli articoli 10 e 11 del decreto legislativo 235”. Questo ha fatto sì che l’efficacia del provvedimento venisse sospesa fino alla Camera di Consiglio successiva alla decisione della Consulta.

DI LELLO (PSI): CONFONDE SEMPRE POLITICA CON GIUSTIZIA – Sulla vicenda è tornato a esprimersi il deputato Psi, Marco Di Lello dichiarando che “ancora una volta De Magistris si dimostra molto abile nel confondere una vicenda giudiziaria con una questione politica”. “È nelle prerogative del Tar – prosegue il componente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera – la possibilità di reintegrarlo provvisoriamente nella poltrona di Palazzo San Giacomo, ma la giustizia non può certo cancellare il suo fallimento politico da sindaco di Napoli. Tuttavia con lui su una cosa siamo d’accordo, ovvero che le questioni di costituzionalità delle legge Severino non appaiono del tutto infondate. Per questo abbiamo presentato la settimana scorsa una proposta di legge per l’abrogazione di quella parte della legge Severino che prevede una sospensione per gli amministratori locali dopo una condanna con sentenza di primo grado”. Secondo Di Lello questa legge, così com’è concepita, “esprime una deriva giacobina in grado di provocare più danni di quanti dovrebbe risolverne e il caso De Magistris è lì a dimostrarlo. La sospensione dovrebbe intervenire, salvo alcuni reati come quelli di criminalità organizzata, solo a sentenza definitiva. Ci chiediamo difatti – conclude il deputato – come si fa a lasciare una città o una regione senza vertice per mesi e mesi, per una decisione che deve necessariamente attendere il decorso della giustizia e può essere capovolta rispetto alla condanna iniziale”.

LA CONDANNA A DE MAGISTRIS – Lo scorso 26 settembre il sindaco di Napoli era stato condannato – in primo grado – a un anno e tre mesi di reclusione (pena sospesa) per abuso d’ufficio, in relazione all’inchiesta Why Not da lui condotta nel 2007, quando ancora indossava la toga da magistrato. In particolare l’accusa di abuso d’ufficio nei confronti del sindaco di Napoli – e del consulente informatico Gioacchino Genchi – concerne l’aver acquisito le utenze, senza le necessarie autorizzazioni parlamentari, – di Romano Prodi, Francesco Rutelli, Clemente Mastella (all’epoca ministro di Giustizia), Antonio Gentile e Marco Minniti.

Siria Garneri

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Commenti all'articolo
  1. Severino sia incostituzionale è talmente ovvio che lo sanno anche i bambini.
    Incredibile, in Italia si ricorrere alla Corte costituzionale.
    Ma come fa una legge ad essere retroattiva?
    Quando la legge ha stabilito la pensione a 65 anni, mica hanno richiamato in servizio i pensionati che hanno lavorato 14 anni, 6 mesi e un giorno.
    Ed ecco che (giustamente) De Magistris è riammesso a fare il Sindaco. Mentre il Senato non si rivolse alla Corte costituzionale (come ha fatto il TAR) e dichiarò decaduto Berlusconi.
    Robba da far ridere i polli. E’ vero che SEL, PD e 5s non aspettavano altro, ma i polli stanno ancora ridendo.

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