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Opinioni e commenti
 

Ponte sullo stretto, all’estero c’è interesse
Pubblicato il 30-10-2014


Ponte stretto MessinaIl ponte di Messina è un’opera che non può dirsi archiviata: “potrebbero esserci capitali stranieri interessati a realizzarlo”. Lo ha detto il segretario del Psi Riccardo Nencini ospite di ‘Incontri Adnkronos’, che ha puntualizzato come la sua “non è un’affermazione generica”. Nencini vuole “mettere il punto interrogativo accanto alla frase ‘il ponte di Messina è un’opera archiviata’”. Anche perché si tratta di una infrastruttura “segnata da un fattore simbolico eccessivo”, perché “collegata al nome e al cognome Silvio Berlusconi”. Un’opera che, evidenzia, “ha generato nel tempo una frattura tra chi sta di qua e di chi sta là senza possibilità di ragionare sui contenuti”.

Per questo “fuori dai simboli”, secondo il Nencini “la domanda da porsi è se vi sia una utilità vera di quel ponte, una utilità per la mobilità delle persone e delle cose e quindi per la civiltà di un Paese”. Anche perché il ritardo infrastrutturale della Sicilia impone soluzioni concrete: “O il ponte o aumentiamo i servizi via terra e via mare. Tertium non datur”.

Diversi gli argomenti trattati nel corso dell’intervista. Sul rapporto tra Psi e Pd Nencini ha detto che “c’è un patto federativo che lega socialisti e compagni, amici del Partito democratico. Un patto federativo firmato un anno fa che ha valore nazionale, regionale, nelle piccole e medie città e lì rimaniamo. Quando si parla di Migliore e Orlando, parliamo di singoli che entrano in un partito. Altra storia è un partito che ha 120 anni di età che decide di entrare in un partito diverso. Sono due situazioni decisamente differenti. Penso – ha aggiunto – che l’azione che il Psi svolge, lo vedo sulla legge di stabilità, l’ho visto sull’incidente stradale, sulla lotta al gioco d’azzardo, alle slot machine alla fine si rivelerà utile non soltanto per il governo ma soprattutto per gli italiani”.

“Sulle grandi riforme – ha detto ancora Nencini – i soggetti sociali interessati devono essere messi a sedere, con loro bisogna discutere. Non è obbligatorio tornare ai tavoli di concertazione dove sedevano alcune decine di interlocutori ma sulle grandi riforme i soggetti sociali interessati devono essere messi a sedere, con loro bisogna discutere, assumerne le posizioni se le si condividono e comunque alla fine decidere perché si è eletti per prendere delle decisioni”.

Altro argomento l’Expo 2015: “Si terrà – ha detto – e sarà un ottimo biglietto da visita per l’Italia”. E poi riferendosi al codice degli appalti e al tema della corruzione Nencini ha affermato che “c’è l’esigenza di semplificare ma norme perfette anticorruzione non esistono. Si possono fare delle buone leggi ma la legge perfetta non esiste e le buone leggi sono figlie della semplificazione, di una vigilanza più attenta, come ad esempio la riduzione delle stazioni appaltanti che sono più di 30mila”. Inoltre, “si può fissare un criterio per avere un progetto esecutivo definito, certo che non consenta delle varianti o delle deroghe che siano insulse. Quindi si possono fare delle ottime cose, semplificando e adottando una normativa che sia la più stringente possibile per gli appalti”.

Infine un passaggio sugli scontri di ieri a Roma: “I filmati parlano chiaro. Gli operai non vanno verso la stazione Termini. E le botte iniziano indipendentemente da dove vanno gli operai. Se il ministro degli Interni non ha dei filmati alternativi, non deve tacere le responsabilità e dire che la polizia ha ecceduto. Alfano fa il ministro degli interni, non quello delle politiche agricole. Se le responsabilità sono accertate – ha concluso – deve assumere decisioni rispetto ai vertici che hanno governato la piazza”.

E proprio sul Jobs Act, dopo gli scontri di ieri, la Fiom ha proclamato uno sciopero generale di 8 ore a novembre “per – si legge in un comunicato – rivendicare scelte diverse di politica economica e industriale”. Lo ha deciso il Comitato centrale dei metalmeccanici della Cgil, dando mandato alla segreteria nazionale di “articolare lo sciopero generale della categoria in almeno due grandi manifestazioni nazionali da svolgersi indicativamente il 14 novembre a Milano e il 21 novembre a Napoli”.

Il Jobs Act, è stato anche al centro della riunione della segreteria nazionale del PSI. Questo il comunicato al termine dei lavori:

“La segreteria nazionale del Psi, che si è riunita a Roma presso la sede della direzione nazionale, ha approvato oggi il seguente documento politico proposto dal segretario, Riccardo Nencini, che, al termine della riunione, commenta: “Un’ottima riunione della segreteria del partito. Voto unanime – con un contrario – sul documento finale. Un buon clima. E impegni politici importanti da costruire insieme per i prossimi tre mesi”.

Documento politico:

“Il Jobs Act è una buona riforma. La legge di stabilità è una buona legge. Sono stati recepiti i nostri contributi in materia di lotta al gioco d’azzardo e soprattutto di detassazione delle nuove assunzioni. In generale la manovra del governo intende alleggerire il peso fiscale sulle aziende e sul lavoro, utilizzando i margini di manovra dei vincoli europei, senza soggezione alcuna alla burocrazia del rigore, e allargando i diritti del mondo del lavoro. Il modello del contratto unico a tutele crescenti è sempre stato tra le forme di contratto auspicate dal nostro partito e dai partiti aderenti al PSE. Così come la tutela dei lavoratori che oggi sono privi di qualsiasi copertura, in caso di licenziamento, e che viene per la prima volta sancita per legge. Si tratta delle proposte già avanzate dalla delegazione socialista prima a Letta e quindi a Renzi. Per questo i socialisti, che fanno parte di questa maggioranza e di questo governo, non hanno aderito alla manifestazione di Piazza San Giovanni. Oltretutto mai in passato il Psi aveva aderito a iniziative che dividevano il sindacato, parte importante della vita democratica italiana, e che non prevedevano anche l’adesione della Cisl e della Uil.I parlamentari del PSI si impegnano in Parlamento a proporre modifiche alla legge sulla responsabilità civile dei magistrati, a procedere verso il conseguimento di nuovi obiettivi di diritti civili e di laicità dello stato. Dalla questione, tornata di attualità, sia per il nuovo orientamento di Forza Italia sia per le aperture della Chiesa, delle unioni civili, al testamento biologico, alla nuova legge sulla fecondazione (quella vecchia è di fatto stata invalidata dalla Corte), i socialisti, che sono oggi l’unica componente, dopo il Pd, ad  essere ancora in piedi, si impegnano, come sempre, a produrre iniziativa politica e parlamentare per sostenere istanze di equità sociale e di equità civile. Il bel risultato elettorale raggiunto a Reggio Calabria – torniamo in consiglio comunale dopo oltre dieci anni – fa ben sperare per le elezioni regionali emiliane e calabresi. L’autonomia politica e organizzativa mantenuta dal partito con il ‘patto federativo’ sottoscritto con il PD ci ha consentito di concorrere, con nostri candidati in parte eletti, nelle elezioni provinciali scorse e ha favorito l’adesione al partito di amministratori locali soprattutto nel Mezzogiorno. Città di Castello e Melfi diventeranno luogo di riflessione politica stabile della ‘Fondazione Socialismo’ e del partito fino dal prossimo dicembre. In gennaio terremo invece una ‘Convention riformista’ nazionale aperta a quelle componenti democratiche e di area socialista che scelgono di schierarsi nel campo della sinistra delle riforme”.

Redazione Avanti!

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