venerdì, 24 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

SCONCERTAZIONE
Pubblicato il 29-10-2014


Scontri-corteo-AST-Roma

Scontri al centro di Roma nel corso del corteo degli operai delle Acciaierie Ast di Terni. I manifestanti si stavano dirigendo verso il ministero dello Sviluppo Economico, quando sono stati bloccati dagli agenti della polizia. Il corteo si stava spostando dal presidio sotto all’ambasciata tedesca e ha cercato di forzare il cordone. I manifestanti sono stati respinti delle forze dell’ordine. Sono scoppiati dei tafferugli in cui in tre persone sono rimaste ferite. Contuso anche Gianni Venturi, coordinatore nazionale Fiom e Alessandro Unia del Rsu Fim Cis.

“Hanno caricato i lavoratori, tre sono in ospedale”. Ha detto il segretario generale Fiom, Maurizio Landini, che era presente agli scontri avvenuti intorno a piazza Indipendenza. “Non c’è stata nessuna carica, ma un’azione di contenimento” è stata la replica della Questura di Roma. “Sono stati i manifestanti ad andare verso il cordone degli agenti lanciando oggetti e ferendo un funzionario e tre poliziotti che li hanno dovuti contenere”.

E il caso è arrivato in Parlamento con la richiesta di tutti i gruppi parlamentari del Senato, in apertura dei lavori d’Aula, al ministro degli Interni Angelino Alfano di riferire domani al question time. Come risposta il Ministero dell’Interno aprirà un’inchiesta per verificare le responsabilità della carica di polizia nei confronti dei manifestanti. Lo ha fatto sapere il vice ministro dell’Interno, Filippo Bubbico, durante l’incontro con i rappresentanti di Fim, Fiom. Mentre il sottosegretario Graziano Delrio, che ha telefonato al leader della Fiom, ha assicurato che il Governo continua a essere impegnato nell’affrontare la crisi di Ast Terni: “Abbiamo seguito la vicenda da subito, siamo stati in contatto con Guidi, Alfano ed i responsabili sindacali. Vogliamo la massima trasparenza e verificheremo l’accaduto: in poche ore Alfano ha garantito tutta la documentazione per ricostruire in modo puntuale l’accaduto”.

“Dica Alfano – ha affermato il segretario del Psi Riccardo Nencini – cosa è successo a Roma. E lo dica in Parlamento. E se vi sono responsabilità, non le taccia. C’e’ troppa tensione e dentro un clima di tensione si moltiplicano i fattori destabilizzanti. Il contrario di cui ha bisogno l’Italia. Fermarsi, sedersi e parlarsi”.

Durissimo Maurizio Landini: “Il governo deve rispondere, siamo noi che paghiamo le tasse e che lavoriamo. La presidenza del Consiglio dica una parola invece di fare slogan del cazzo! Devono chiedere scusa, perché paghiamo le tasse anche per loro. Devono sapere che questo Paese esiste grazie alla gente che lavora”.

Successivamente una delegazione dell’acciaieria di Terni, guidata da Landini, ha ottenuto un incontro al ministero dello Sviluppo Economico. Un incontro in cui, hanno riferito i sindacati, il Governo si è impegnato affinché l’azienda ricominci a pagare gli stipendi a condizione che i lavoratori lascino entrare le tre persone dell’amministrazione. I sindacati si sono detti disponibili e hanno aggiunto che la settimana prossima saranno riconvocati per capire se ci sono stati passi avanti. In sostanza il Governo, come ha spiegato il ministro dello Sviluppo Federica Guidi, ha chiesto alla Ast “di ridurre l’impatto sull’occupazione a circa la metà della cifra proposta” dall’azienda, pari “al massimo a 290 unità invece di 550, e da gestire in un periodo di 24 mesi utilizzando la mobilità incentivata, con incentivi che l’azienda è stata disponibile a valutare tra i 50mila e gli 80mila euro”. Un nuovo tavolo tra azienda e sindacati sul piano industriale si terrà la settimana prossima al ministero dello Sviluppo economico mentre il ministro Alfano ha incontrato in serata al Viminale i leader dei sindacati presenti oggi in piazza a Roma.

“Ci sono persone che rischiano il posto di lavoro – ha detto il leader della Cgil Susanna Camusso – che oggi sono state picchiate dalla polizia. Si parli di questo e non delle sciocchezze”. Il numero uno del sindacato si è poi recato in ospedale a visitare i lavoratori condannando “con forza e sdegno” le cariche, esprimendo “piena vicinanza e solidarietà” alla piazza. Reazioni anche dagli altri leader sindacali: “Quanto successo è un fatto grave e inaccettabile – ha sottolineato Luigi Angeletti della Uil – sono le cariche la cifra della politica di attacco ai sindacati? In piazza c’erano solo lavoratori e non sindacalisti. Le forze dell’ordine non devono alimentare il disordine. Il governo deve intervenire e risponderne, perché episodi del genere non possono passare sotto silenzio”.

“Noi – ha aggiunto il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan – abbiamo sempre il massimo rispetto nei confronti delle forze dell’ordine che fanno il loro dovere. Ma è davvero incomprensibile e grave quello che è accaduto oggi. Caricare e picchiare i lavoratori e i dirigenti sindacali non è certamente un bel segnale per il clima generale del paese. Speriamo che il Governo faccia subito chiarezza su quanto è accaduto”.

Reazioni sono arrivate ovviamente anche da mondo politico: Dal Pd, il presidente del partito Matteo Orfini ha scritto su Twitter che “in casi così drammatici ci può essere tensione, ma i lavoratori dell’Ast vanno ascoltati non caricati”. E Stefano Fassina ha dichiarato: “In piazza c’erano dei lavoratori ed è gravissimo quello che è successo. Dobbiamo rispondere con la politica industriale non con la polizia”. “Gli operai – ha detto Gianni Cuperlo, deputato del Pd – si ascoltano. Non si caricano. Il sindacato si rispetta. Non si insulta”.

Da Bruxelles è arrivato anche il commento del vicepresidente dell’Europarlamento Antonio Tajani: “Il governo non perda altro tempo per risolvere la vicenda delle acciaierie di Terni. Serve un’azione forte a Bruxelles e a Berlino”.

Redazione Avanti!

Per saperne di più:
Terni. Acciaierie, città ferma contro la chiusura
Acciaierie Terni. È una liquidazione, ma non si dice

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Dopo la 2 guerra mondiale abbiamo rimesso l’Europa in mano ai tedeschi….Non ci siamo ricordati quello che è accaduto qualche decennio fà…Durante la ritirata dalla russia, mio zio Silvano, unico fratello di mio padre socialista, venne gettato nella neve dai tedeschi che stavano scappando ….mio zio era un sottoufficiale dell’esercito italiano..proveniva dall’accademia di Modena, ed era di Terni. Fù curato dai russi, ma morì di congelamento…Ciò è comprovato da una lettera di un commilitone siciliano, reduce dal fronte russo…Se i tedeschi vogliono l’Europa debbono stare alla pari dei FRANCESI, DEGLI SPAGNOLI, DEGLI ITALIANI e di tutti gli altri, e non fare i loro interessi e basta…

Lascia un commento