lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Manuel Magnani
Socialisti e non subalterni alla Cgil
Pubblicato il 30-10-2014


Ora come ora il PD è in una fase di minimo apprezzamento politico da parte della sua base, vedi i recenti scontri dialettici interni, ma ahime anche fisici con chi lavora e chi li rappresenta. Lungi da me l’idea di difendere la CGIL, io sono per un sindacato riformista, di sicuro non massimalista.

Ma tuttavia penso che in questo momento dovremmo essere più presenti con le nostre idee, il nostro pensiero, se  qualcosa nel governo non va (e diverse cose non vanno) puntare i piedi e dirlo senza paura!! Noi siamo socialisti, siamo il partito di chi lavora, di Brodolini, Santi, di Luigi che è precario, di Giovanna che ha due figli da crescere, della famiglia Bianchi che ha un mutuo da pagare, siamo il partito della gente comune!

Siamo il partito di tante persone che si svegliano ogni mattina per andare al lavoro; finché c’è, perché è vero che il posto fisso non c’è più almeno nel privato. Siamo il partito di color che si impegnano perché i propri figli abbiano un destino migliore, possano studiare e realizzarsi. Sto sognando? Mi sbaglio? Questo è stato per la mia famiglia ma penso per la famiglia di tanti compagni e di tante persone. Questo è l’insegnamento che ho ricevuto in famiglia e parlando con tanti compagni più esperti e anziani di me.

Dobbiamo essere più concreti nei fatti, nelle azioni e nelle opinioni, noi con la Leopolda abbiamo poco a che fare, lasciamo i finanzieri a Renzi, noi pensiamo a chi lavora, senza massimalismo, ma con il riformismo pragmatico che da sempre ci contraddistingue.
Dobbiamo dare la massima visibilità a chi oggi non ha l’art. 18, quindi precari e simili, altro che difenderlo, per questi proprio NON esiste! E questi sono miei coetanei, ragazzi di 25-35 anni, spesso laureati a pieni voti, che non hanno nessuno che li difende (ovvio, non hanno nessuna tessera da pagare, quindi non contano).

Smarchiamoci da questo PD in preda a isterismi interni ed a una resa dei conti tra ex PCI ed ex DC, vicino alla finanza e poco a chi lavora. Smarchiamoci da chi vuole la fine della concertazione, il futuro non deve essere l’imposizione tout court per mezzo di decreti, smarchiamoci anche da chi dice sempre no (e nel PD ci sono eccome); costoro sono la vecchia politica che non ha saputo contrapporre nulla ai vent’anni di Berlusconi. Smarchiamoci da Pina Picierno, Alessandra Moretti, Cuperlo e Fassina, parliamo della gente comune, di quelli che nessuno ascolta, tranne quando ci sono le elezioni, in cui improvvisamente diventano importanti.
Abbiamo ora la possibilità di essere l’alter ego della sinistra, una sinistra moderna, riformista, europea, non schiava di veti incrociati interni, la stessa possibilità che Craxi sfrutto nel 1976. Sono tempi diversi è vero, ma il vuoto che il PD sta lasciando è impressionante, perché non sfruttarlo?

Se possibile vorrei aiutare il direttore dell’Avanti, on. Del Bue, nell’organizzare una manifestazione di disoccupati, gli attuali intoccabili per la società post industriale a cui tutti tendono ma che pochi aiutano. Sarebbe l’occasione per dare loro voce e se possibile aiutarli. Altrimenti, se restiamo schiacciati, succubi e impauriti dal PD lasciamo lo spazio per la crescita a sinistra del massimalismo tipo Tzipras e simili. Senza dimenticare coloro che, non provenendo da ex PCI o DC sono delusi politicamente dal PD, sono persone a noi vicine come idee, se trovassero un interlocutore serio e responsabile si potrebbe senz’altro rinforzare il nostro partito. Se non pensassimo a questo per noi sarebbe un clamoroso autogol.

Concludo dicendo che se guardiamo dentro a noi stessi, ai nostri ideali, ma anche ai bisogni e alle richieste della gente, possiamo garantire un futuro al nostro partito, ai suoi iscritti, persone che oggi si impegnino perché il domani sia migliore, perche il “Sol dell’Avvenire” non tramonti mai!!

Manuel Magnani
Segretario Federazione provinciale PSI – Parma

 

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Commenti all'articolo
  1. Si, è il momento di dare un segnale di diversità, gli elementi ci sono tutti nel solco della nostra tradizione. Aspettare sarebbe oltre che sbagliato, perdere un’ occasione forse irripetibile.

  2. Io spero proprio che il compagno Riccardo Nencini ascolti quello che tu Manuel hai detto con grande realismo, dimostrando anche un reale attaccamento al P.S.I.
    Per fortuna possiamo riscontrare che altri giovani oltre a tu, cito Enrico Maria Pedrelli che ho conosciuto personalmente alla Festa Nazionale a Marina di Carrara e cito volentieri anche il mio segretario della Federazione provinciale di La Spezia Giacomo Gianello, fatte parte ormai del patrimonio del partito
    Detto questo penso che voi con tanti altri giovani sparsi in tutta Italia, saprete svolgere nel futuro un ruolo importante nella sinistra riformista e nel governo del Paese.

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