venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

UNA SPINTA ALL’ECONOMIA
Pubblicato il 30-10-2014


Sbloccaitalia

Sì dell’Aula della Camera al decreto legge Sblocca Italia. Il testo, è stato approvato con 278 sì, 161 no e 7 e astenuti. Ora passa al Senato dove deve essere approvato entro l’11 novembre. L’esame inizierà martedì prossimo. Poco prima del voto la seduta è stata sospesa, dopo che uno striscione giallo è stato appeso dagli attivisti di Greenpeace dalle tribune del pubblico dell’Aula. Durante la votazione, inoltre, i deputati M5S hanno esposto dei manifestini con una croce a lutto e la scritta «Sblocca Italia».

Per i socialisti nel corso della fiducia è intervenuto il deputato Oreste Pastorelli: “Un voto favorevole e convinto al disegno di legge di conversione del decreto 133 – ha detto Pastorelli – poiché ha individuato temi e obiettivi sensibili del Sistema-Paese, verso i quali tutte le Istituzioni devono concentrare le proprie energie”. Le misure di questo pacchetto sono “tutte orientate a promuovere un generale ammodernamento del Paese, tra cui quelle volte a sbloccare numerosi cantieri e a potenziare la rete infrastrutturale del Paese. In particolare, le disposizioni contenute nell’emendamento ‘Genova’, presentato dall’esecutivo sono di fondamentale importanza perché consentono che gli interventi sul dissesto idrogeologico, a tutela dell’incolumità pubblica, possano essere ‘sbloccati’ anche se pende un ricorso davanti al tribunale amministrativo”. Pastorelli ha poi rilevato l’importanza di quelle misure “finalizzate a valorizzare non solo gli immobili demaniali non utilizzati, ma anche le risorse energetiche nazionali, nonché la promozione del made in Italy anche attraverso la valorizzazione delle produzioni agricole d’eccellenza, e la difesa dei nostri marchi all’estero”. Pastorelli nel suo intervento ha ricordato che alcuni temi contenuti nel decreto erano stati in precedenza sollevati dalla componente socialista.

Per il movimento 5 Stelle la fiducia alla Camera “dimostra che il governo Renzi in realtà se ne frega del Parlamento, nel suo complesso”. Molto critico anche il commento di Pippo Civati che ha votato contro. “È un omnibus mostruoso, e lo è nel senso che dentro ce n’è di tutti i colori possibili. In ragione dell’articolo 67 (tutto intero, parola per parola) ho votato contro” ha  scritto sul suo blog. “Mi dispiace – ha detto ancora – per i colleghi che hanno generosamente lavorato per migliorare il testo, e mi scuso con loro se la mia posizione appare irrispettosa, ma l’impianto dello Sblocca Italia non va bene per niente e non è riformabile”.

Cosa c’è in questo provvedimento che nelle intenzioni del Governo mira a far ripoartire l’economia?

Le novità dello sbocca Italia

Dall’ok “preventivo” dell’Ue sulle modifiche delle concessioni autostradali al via libera ai cantieri di opere connesse alle emergenze ambientali, anche in presenza di ricorsi al Tar, norma inserita sull’onda dell’alluvione a Genova. Sono diverse le modifiche introdotte nel decreto Sblocca Italia, un provvedimento nato già con oltre 40 articoli che spazia da misure sulle infrastrutture e i trasporti all’edilizia e al patrimonio immobiliare pubblico, dall’ambiente all’energia, alla banda larga e ultralarga, sino a misure per le imprese e gli enti territoriali.

Il decreto ha avuto un iter tormentato: circa 50 modifiche introdotte dalla commissione Ambiente sono state cassate per mancanza di copertura dai tecnici della Ragioneria generale dello Stato e dalla commissione Bilancio, compreso il raddoppio, da 50 a 100 milioni di euro delle risorse per le emergenze e dunque anche per la città ligure. È saltata anche la novità che riduceva da una parte al 4% l’Iva sulle ristrutturazioni edilizie e dall’altra parte aumentava al 10% l’imposta sul valore aggiunto per le nuove costruzioni. Sui rinnovi delle concessioni autostradali le cui richieste di modifiche devono essere presentate al ministro dei Trasporti entro il 31 dicembre (che dovrà rispondere entro il 31 agosto 2015) è stato imposto l’ok preventivo dell’Ue; le richieste di modifica devono prevedere nuovi investimenti da parte dei concessionari, i quali sono comunque tenuti alla realizzazione degli investimenti già previsti nei vigenti atti di concessione.

Non è invece passata la defiscalizzazione degli investimenti legati ai nuovi piani finanziari presentati dai concessionari. Per quanto riguarda lo sconto Irpef del 20% per chi acquista una casa, nel testo originario valeva per l’acquisto effettuato dal primo gennaio 2014 al 31 dicembre 2017 di unità immobiliari a destinazione residenziale, di nuova costruzione  od oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia: il testo finale restringe da una parte la platea alle case di nuova costruzione purché invendute alla data di entrata in vigore della legge e dall’altra la amplia a quelle oggetto di restauro e di ristrutturazione.

È stato invece prima cancellato e poi reintrodotto l’obbligo di affittare la casa acquistata entro sei mesi e per almeno otto anni per godere dello sconto Irpef ma si precisa che lo sconto non viene meno “se per motivi non imputabili al locatore, il contratto di locazione si risolve prima del decorso del suddetto periodo e ne viene stipulato un altro entro un anno dalla data della suddetta risoluzione del precedente contratto”.

Infine il decreto punta a dare tempi certi alla realizzazione di opere come le linee ferroviarie Napoli-Bari e Palermo-Messina-Catania su cui ci sarà la supervisione dell’ad di Fs, Michele Elia, che viene nominato commissario straordinario senza la corresponsione di gettoni, compensi, rimborsi spese o altri emolumenti.

Redazione Avantiì

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