sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Notizie in breve
Pubblicato il 13-11-2014


Bruxelles. Annullata sentenza contro Riccardo Nencini

Il Tribunale dell’Unione Europea aveva condannato il 4 giugno 2013 il Sen. Riccardo Nencini al rimborso di 455.903.04 euro riferiti a indennità corrisposte direttamente ai suoi assistenti parlamentari e a titolo di rimborsi di viaggio per il periodo 1994/99, periodo nel quale Nencini ha esercitato il  mandato di parlamentare europeo.
La Corte di Giustizia della Unione Europea ha accolto l’appello del Sen Nencini annullando oggi la sentenza del Tribunale dell’UE. La sentenza è di particolare rilievo in quanto pone un nuovo principio rispetto alla precedente giurisprudenza anche in materia specifica delle spese dei parlamentari europei.
Il principio affermato dalla Corte è incentrato sul rispetto del giusto procedimento, del diritto della difesa e della certezza del diritto. Princìpi che il Parlamento Europeo aveva palesemente violato come motivato nella sentenza.
Per queste ragioni la sentenza del Tribunale della UE è annullata.
La sentenza della Corte di Giustizia Europea è definitiva.
Si ricorda che il Sen. Nencini:
1) sulla medesima questione inerente dette indennità il Sen. Nencini ha vinto due cause presso il Tribunale di Firenze negli anni 2003 e 2004;
2) nel 1999, ultimo anno del suo mandato, fu lo stesso Sen. Nencini a richiedere chiarimenti sulle modalità di registrazione degli assistenti di segreteria, avendo subìto continue evoluzioni la normativa in materia e avendo ricevuto lui medesimo dai funzionari del PE indicazioni iniziali verificatesi poi errate. Da notare che per la durata del suo mandato la normativa è variata ben tre volte. A tale richiesta, inoltrata con Racc. A/R, il PE non ha mai risposto;
3) in riferimento alle indennità di segreteria, il PE aveva rilevato una irregolarità formale (incompleta comunicazione agli uffici del PE dei nomi dei collaboratori), non contestando né il lavoro da loro effettivamente svolto, né la circostanza che il Sen Nencini non abbia percepito alcunché a tale proposito;
4) il Sen. Nencini ha evidenziato l’ingiustizia di dover rispondere per l’ingente somma, ripetiamo non personalmente percepita e non recuperabile dagli effettivi precettori. Da subito lo stesso aveva presentato una completa documentazione bancaria sugli avvenuti pagamenti ai collaboratori, documentazione mai presa in considerazione dal Parlamento Europeo. Peraltro i fondi venivano gestiti da un terzo erogatore, come la normativa prevedeva e non dal parlamentare.

MILANO. BISCARDINI, INCREDIBILE INTERVENTO DELLA CURIA SULLA QUESTIONE OMOSESSUALE
Dichiarazione di Roberto Biscardini, consigliere socialista di Palazzo Marino: “Ha dell’incredibile la mail inviata dalla Curia milanese agli insegnanti di religione delle scuole di Milano. Un messaggio che ha il sapore di mettere ordine sulla “questione” dell’omosessualità. È evidente in questo messaggio al di là delle intenzioni, il tono discriminatorio e la volontà di dividere i giovani in ragione delle loro tendenze sessuali. Inoltre c’è un’evidente ingerenza sugli insegnanti di religione, contraria allo spirito della libertà di insegnamento nelle nostre scuole. Sono perfettamente d’accordo con le note di biasimo che stanno arrivando dal mondo gay.”

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