martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Agricoltura, la PAC
e i redditi troppo concentrati
Pubblicato il 21-11-2014


Agricoltura-PACLe nuove misure della Politica Agricola Comunitaria (PAC) per il periodo 2014-2020 hanno conservato i due pilastri (il primo a sostegno dei redditi agricoli; il secondo a sostegno dello sviluppo rurale), rafforzando i collegamenti tra di loro e fornendo così la possibilità di realizzare forme di intervento più integrate e conformi agli obiettivi perseguiti. Specificamente, esse hanno introdotto una più mirata organizzazione dei pagamenti diretti, orientata alla tutela dell’ambiente, nonché una rete di sicurezza più solida, per un efficiente sviluppo rurale.

Le prestazioni d’interesse generale, che l’agricoltura è tenuta a fornire ai sensi dell’articolo 104 della Costituzione federale, sono promosse, ciascuna, attraverso un tipo specifico di pagamenti diretti. L’indirizzo di fondo dei singoli pagamenti è espresso nella denominazione specifica di ciascun tipo di contributo: per il paesaggio, per la sicurezza dell’approvvigionamento, per la biodiversità, per la qualità del paesaggio e, infine, per i sistemi di produzione.

Questo nuovo regime di aiuto non è più legato a ciò che realmente viene prodotto (seminativi, allevamenti, ecc.), bensì alla superficie aziendale complessivamente destinata all’attività agricola, per la quale deve essere garantito il mantenimento delle buone condizioni agronomiche e ambientali, dei criteri stabiliti in materia di sanità pubblica, salute delle piante, benessere degli animali e rispetto dell’ambiente, dettati dalla Commissione europea. In tal modo, il nuovo regime di aiuto al settore agricolo ha realizzato il “disaccoppiamento” del sostegno rispetto alla produzione.

Con riferimento all’impatto del nuovo regime dei pagamenti sulla distribuzione del reddito in agricoltura, l’Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA), nell’ambito di un più ampio quadro di attività di ricerca e assistenza tecnica svolte a supporto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, ha pubblicato di recente i risultati di un progetto di ricerca finanziato dal Ministero stesso; il progetto ha analizzato due aspetti della politica agricola comunitaria: il processo di diversificazione dei redditi agricoli e il ruolo svolto dal regime dei pagamenti diretti come strumento di sostegno ai redditi agricoli.

L’analisi del primo aspetto, cioè del processo di diversificazione dei redditi agricoli, ha consentito di evidenziare la dinamica in atto, indotta dal rinnovato ruolo sociale che l’agricoltura è chiamata a svolgere nelle economie europee, concernente la differenziazione produttiva e la diversificazione delle fonti reddituali. Il nuovo sistema dei pagamenti si sta rivelando come un potente stimolo dello sviluppo rurale, ma anche del cambiamento dell’agricoltura in generale; infatti, con il nuovo regime dei pagamenti, l’imprenditore agricolo è considerato, non più come produttore di beni e servizi destinati ai mercati nazionali e ed esteri, ma anche come produttore di beni e servizi non destinati al mercato, cioè di beni e servizi intangibili, che trovano il favore dei consumatori, in quanto contribuenti; un tipico esempio di tali beni e servizi intangibili è offerto dalle nuove funzioni che il settore, assieme a tutti gli attori che in esso operano, è chiamato a svolgere: la cura del paesaggio, la gestione razionale delle risorse naturali e l’offerta di servizi turistici, ricreativi e terapeutici. Alcune di queste attività riguardano la produzione di beni pubblici, per loro stessa natura intangibili, e perciò non rimunerati dal mercato, mentre altre riguardano la produzione di beni e servizi rimunerati che, “complementandosi” con quelli derivanti dalla produzione di beni e servizi diretti al mercato, concorrono a migliorare la produttività complessiva del settore agricolo.

L’analisi effettuata dal progetto di ricerca dell’INEA riguarda l’impatto del nuovo regime dei pagamenti sulla politica di sostegno dei redditi agricoli. La ricerca campionaria limitata ai soli redditi individuali, condotta utilizzando il database italiano della Rete di Informazione Contabile Agricola (RICA), istituita dalla Commissione Economica Europea nel 1965, ha messo in evidenza che il reddito netto delle imprese agricole individuali italiane è, rispetto alle realtà agricole europee, molto concentrato; inoltre, la ricerca ha consentito di evidenziare che la lieve contrazione delle concentrazione verificatasi nel periodo anteriore alla riforma Fischler del 2003 della PAC, e in quello successivo, è da imputare principalmente alla minore concentrazione dei redditi di mercato, ovvero della componente del reddito agricolo complessivo non derivante dai pagamenti diretti.

Dai risultati conseguiti, l’INEA ha tratto alcune considerazioni politiche riguardanti le possibili conseguenze che potrebbero essere originate dall’attuazione delle nuove misure della Politica Agricola Comunitaria per il periodo 2014-2020. Innanzitutto, se si vuole consolidare la tendenza alla diminuzione della concentrazione dei soli redditi agricoli di mercato, occorre evitare qualsiasi riduzione dei pagamenti diretti all’interno del primo pilastro delle PAC (sostegno dei redditi agricoli) a vantaggio di quelli che saranno effettuati all’interno del secondo pilastro (sostegno dello sviluppo rurale); ciò perché, un travaso di risorse dal primo al secondo pilastro potrebbe impedire il perseguimento di un’equa distribuzione dei redditi agricoli: se per il periodo 2014-2020, oltre che promuovere la maggiore propensione dell’imprenditorialità agricola verso al produzione di beni e servizi pubblici, la PAC intende realmente contribuire a ridurre la concentrazione dei redditi, questa dovrà essere attuata anche col proposito di contribuire a realizzare una redistribuzione dei pagamenti diretti tra i diversi beneficiari; ciò in considerazione del fatto che, con la produzione di beni e servizi pubblici, tra i quali quelli ambientali, gli agricoltori svolgono una funzione sociale di non poco conto, sul piano dello stato di salute e del benessere esistenziale dell’intera comunità.

Gianfranco Sabattini

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