sabato, 21 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Al 3% con Pannella e Verdi
Pubblicato il 17-11-2014


Va dato atto al Direttore di aver ripristinato e riportato all’attenzione di molti di noi l’esistenza di una possibilità di autonomia che si chiama Rosa nel Pugno, un’esperienza chiusa forse troppo in fretta e, in molti casi, non per colpa dei Socialisti o perlomeno non soltanto per loro demerito.

Scrive infatti Del Bue che in vista di una probabile attestazione sul 3% della soglia di sbarramento nella nuova legge elettorale questa potrebbe essere una strada, un viatico che condurrebbe alla creazione di una lista e forse di un movimento capace di una forte forza di gravità per i socialisti, per i radicali e per quelle forze orfane di rappresentanza che hanno un comune denominatore nella laicità e nella compatibilità ambientale.

Ma ragioniamo per gradi.

Intanto : è plausibile una soglia al 3%? Ad oggi parrebbe proprio di sì, se non altro perché interessa anche ad altre forze cruciali, se non determinanti, per la vita dell’esecutivo Renzi, quali il NCD. E la tradizione dell’italico mercanteggiamento politico vede realizzabile uno scambio fra soglia “gradita” da Alfano ed amici con una morbida apposizione sul jobs act. Quindi siamo ottimisti e consideriamola acquisita.

Secondo. Può esistere un collante di lista-movimento? A mio avviso sì, se non altro per la storica intesa socialista – radicale che tanti buoni risultati ha prodotto per il nostro Paese. Ma anche con i Verdi-ecologisti ci sono state produttive intese in un passato non lontanissimo. Quindi prendiamo anche questo per buono e fattibile.
Terzo: ma oggi, questa intesa non può aprirsi anche ad altre forze che altrimenti si troverebbero a disagio per lo sbarramento e che hanno almeno in parte una radice se non uguale e comune almeno simile alla nostra ed un programma che rispetta laicità ed ambiente? Non amo i “convitati di pietra” non perché non ami Rossini -per carità- ma solo perché oggi non ce li possiamo proprio permettere. Per questo farò il nome e tale elemento indicativo dice una sigla: SEL.

Qui il discorso si fa se non complesso almeno più articolato come dimostrano i commenti proprio all’editoriale di Del Bue che subito hanno colto una duplicità di indirizzo nell’impostazione dell’autore, un aut ed aut che secondo il modestissimo avviso dello scrivente è forse del tutto- se non fuori luogo- non conforme né alla realtà politica attuale né alle intenzioni del Direttore.

Ma anche qui andiamo per gradi e proviamo ad analizzare le posizioni emerse.
Pur esaltandola come momento di rinnovamento ed innovazione, ci si dice dubbiosi ed incerti su di una riedizione della RNP perché troppo legata alla figura di Marco Pannella. Ma – domando- il Pannella di oggi, quasi in odor di conversione dopo l’avvento di Papa Francesco, è il Pannella del 2006-2007 ? Certamente ci sono delle cose che anche per il Marco radicale sono e saranno intoccabili, come la denuncia di quella clausola di “religione più favorita” che è il Concordato, ma su altre cose siamo certi che il “maitre à penser” del liberalismo di sinistra italiano non possa convergere con la visione di un Pontefice su cui sono recentemente calati anche i dubbi di una sua intima appartenenza al movimento progressista mondiale? Le comuni posizioni su situazione carceraria e lotta alla fame nel mondo testimoniano un “sì” senza se e senza ma.

Altrettanto innegabile e più forte è oggi il legame di una parte della “galassia radicale” con il mondo Ecologista che vede la partecipazione in periferia di esponenti di tradizione “pannelliana e boniniana” ai movimenti di tutela del territorio.
Ma veniamo ai commenti su SEL .

Alcuni interventi pongono una domanda a dir poco sconcertante: alleanza “con i Laici o con SEL?”.
Io oserei una risposta: con entrambe le realtà politiche.

E questo non per l’aritmetica politica del 1+1+1 = 3% quanto per la realtà dei fatti ed anche in ossequio della Storia alta, gloriosa e mai doma del PSI.
La concretezza ci induce a provarci. Perché al netto della deludente , anche se comprensibile, scelta piddina di Migliore e della sua LED, è innegabile che il primo personaggio di sinistra a rivalutare seriamente la figura di Craxi è stato Niki Vendola che nel 2010, in un ormai celebre intervento a Bari ha saputo tracciare del Segretario Socialista un perfetto ritratto evidenziandone i meriti, ma soprattutto rivalutandone i risultati ottenuti da Presidente del Consiglio.

Ma c’è dell’altro. Che cosa è da sempre stato il PSI se non il luogo d’incontro e di sintesi fra i Socialisti liberali ed i socialdemocratici declinati in ogni loro gradazione? Che cosa siamo stati, siamo ed abbiamo l’ambizione di ritornare ad essere se non il minimo comun denominatore di una proposta politica che, partendo da questo connubio, possa interessare l’intera collettività nazionale in ogni sua esigenza di governabilità e/o trasformazione ? Ecco questa è la mia analisi, questo il mio auspicio.

Domenica prossima proprio nella Regione di Mauro Del Bue si terranno le Elezioni Regionali alle quali parteciperà una Lista formata da Socialisti, Verdi-Ecologisti e Laici. Potrebbe essere una ‘cartina al tornasole’ non trascurabile per l’inizio di una nuova fase politica, forse attraente in seguito, anche per la stessa SEL.
Vedremo. Se son … rose, fioriranno … anche se, per me il Garofano non sarà mai solo un fiore.
Fabrizio Manetti

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Commenti all'articolo
  1. Fabrizio, condivido la tua analisi, per questo in Emilia Romagna siamo tutti in attesa di vedere come andrà a finire. Ci siamo impegnati a fondo come Socialisti con spirito unitario con ambientalisti, laici liberal democratici e per i diritti civili. Non manca un mondo civico espressione degli operatori culturali della romagna e dell’emilia. Noi socialisti hanno da imparare anche da questi mondi come loro da noi. Come ha detto chiaramente dal prof.Balzani ex sindaco di Forlì e candidato alle primarie per la presidenza della regione, l’UNICA VERA NOVITA’ di queste elezioni e nel campo del centro-sinistra. Purtroppo il clima generale non è dei migliori e si teme una crescita dell’ assenteismo, speriamo sia smentito dai fatti, domenica prossima TUTTI andiamo a votare ” EMILIA ROMAGNA CIVICA “

  2. S’è già detto in data precedente.Ok per la Rosa nel pugno ma anche il tentattivo dialogo a sinistra di trovare nelle parole di Vendola un incoraggiamento per tessere possibilità di ipotesi di governo.

  3. Sono d’accordo nell’affermare e promuovere sempre lo spirito e le iniziative libertarie, laiche e liberali (ecologiste un pò meno, basta una visione pragmatica per soluzioni realistiche della difficile situazione ambientale), nella visione e nelle prospettive dell’attuale momento politico. Ma, al di sopra delle parole pronunciate da Vendola, che apprezzo da Socialista, i fatti mi dicono, anche per esperienza personale, che questa parte politica non ha una visione della Società e della Persona che può somigliare alla nostra, come i “Verdi” per altre ragioni, in quanto entrambi hanno una visione politica abbastanza univoca, salvo poi agire per convenienza. Allora, fatti sempre salvi i corretti rapporti politici, come è sempre stato con tutti, per queste alleanze esprimo dubbi.
    Con stima.

  4. Sono spiacente per non poter condividere ciò che scrive Del Bue, Pannella e compani è meglio lasciarli dove si trovano e proseguire seppur con il naso turato come stiamo marciando adesso e facendo più opposizione interna al PD

  5. Se si continua a ritenere il PSI un partito esclusivamente laico, vicino quasi esclusivamente alla soluzioni dei problemi “civili” e di quelli degli extracomunitari, mettendo da parte ( oramai definitamente? ) la soluzione dei problemi del mondo operaio e delle periferie operaie, allora credo che il PSI non arriverà nemmeno all’1%. Perchè perderà tanti voti quanto ne guadagnerà con l’alleanza !
    A questo punto, perchè non allearsi con Scelta Civica ? O con il Nuovo centro destra ? Sono convinto che in quel caso il PSI aumenterebbe i voti ! A me pare che tutti questi problemi di alleanze, il PD non se li pone !

  6. Non so se la cosa abbia una qualche affinità, ma in tempi non sospetti c’era un grande socialista come Pietro <Nenni che diceva:
    “Il partito socialista è un partito di frontiera, con uno spazio politico insidiato da sinistra e da destra: in tali condizioni ci si difende sempre male. Basta un piccolo passo a sinistra e si rischia d’esser risucchiati dai comunisti, un piccolo passo a destra e si rischia di apparir moderati. Ci vogliono idee chiare se non si vuole cadere nell’orbita degli uni o degli altri, e difendere il socialismo”. Oggi in condizioni molto diverse ci troviamo ancora a discuture quale possa essere la nostra posizione e quali possano essere gli eventuali alleati. Guardando verso destra sinceramente non trovo spazi e disponibilità di chicchessia, verso sinistra gli spazi si fanno enormi vista la frammentazione dei partiti o movimenti di quest'area. Cosa fare a questo punto è la domanda impellente. Per non scomparire quella prospettata da Fabrizio e Mauro insieme a tanti altri è una, tra le soluzioni finora credibili che potrebbe essere, in prospettiva, un buon viatico senza però pregiudizi di sorta. Certo che è molto affascinante l'idea della nostra autonomia PSI con tutto quello che ne consegue, ma realisticamente parlando siamo ancora all'anno zero e francamente mi sembra la storia arcinota di don Chisciotte contro i mulini a vento.

  7. Con il premio di maggioranza, sia esso al primo turno o al ballottaggio, al partito e non alla coalizione la governabilità è garantita dal partito vincitore. Cadono le necessità degli sbarramenti per evitare il ricatto dei partitini all’interno delle coalizioni ed è buon principio democratico garantire il diritto di tribuna ai partiti che hanno una presenza sul territorio. Io penso che in questo caso la riedizione della rosa nel pugno possa garantire questo diritto di tribuna per un partito movimento che si pone come sale di una sinistra liberale e riformista.

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