domenica, 19 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Al Quirino di Roma
in scena “Il Visitatore”,
commedia di Schmitt
Pubblicato il 26-11-2014


Il visitatore-Quirino“Il Visitatore” è una commedia elegante di carattere psicanalitico scritta da Eric-Emmanuel Schmitt, professore francese di filosofia e drammaturgo. Rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1993, “Il Visitatore” ha vinto tre premi Molière per il teatro ed è stata tradotta in numerose lingue. Dal 25 novembre al 7 dicembre andrà in scena al Teatro Quirino di Roma.

L’autore ci riporta nell’aprile del 1938. L’ Austria è stata da poco annessa di forza al Terzo Reich, Vienna è occupata dai nazisti, gli ebrei vengono perseguitati ovunque. In Berggstrasse 19, celeberrimo indirizzo dello studio di Sigmund Freud (interpretato da Alessandro Haber), il famoso psicanalista attende affranto notizie della figlia Anna, portata via da un ufficiale della Gestapo. Ma l’angosciata solitudine non dura molto: dalla finestra spunta infatti un inaspettato visitatore (Alessio Boni) che fin da subito appare ben intenzionato ad intavolare con Freud una conversazione sui massimi sistemi. Il grande indagatore dell’inconscio è insieme infastidito e incuriosito.

Chi è quell’importuno? Cosa vuole? È presto chiaro che quel curioso individuo non è un ladro né uno psicopatico in cerca di assistenza. Chi è dunque? Stupefatto, Freud si rende conto fin dai primi scambi di battute di avere di fronte nientemeno che Dio, lo stesso Dio del quale ha sempre negato l’esistenza. O è un pazzo che si crede Dio? La discussione che si svolge tra il visitatore e Freud, e che costituisce il grosso della pièce, è ciò che di più commovente, dolce ed esilarante si possa immaginare: Freud ci crede e non ci crede; Dio, del resto, non è disposto a dare dimostrazioni di se stesso come se fosse un mago o un prestigiatore. Sullo sfondo, la sanguinaria tragedia del nazismo che porta Freud a formulare la domanda fatale: se Dio esiste, perché permette tutto ciò?

Haber-Boni-QuirinoSiamo dunque di fronte ad un testo di grande attualità che, come dichiarato da Haber “sembra un carteggio tra Papa Francesco ed Eugenio Scalfari”. Un’opera che, con estrema delicatezza, ci induce a riflettere sul senso dell’esistenza. Non mancano tuttavia i momenti divertenti, come quando ad esempio Freud-Haber ad un certo punto recita: “I bambini sono filosofi naturali: piangono e fanno domande; gli adulti sono stupidi naturali perché non piangono e rispondono”.

Il Visitatore è una commedia in atto unico, in cui la scena è occupata, seppur non interamente, dalla disordinata casa di Freud con libri sparsi ovunque a testimonianza delle aggressioni portate dai nazisti ai danni del grande psicanalista, il cui padre era ebreo. A fare da sottofondo musicale, ora i canti nazisti che  vengono dalla strada ed ora le note di sottofondo di un pianoforte che accompagnano e sottolineano i passaggi chiave dei dialoghi.

Alla prima, la grande maestria artistica dei due principali attori Alessandro Haber ed Alessio Boni è stata sostenuta da una prova di ottimo livello di Nicoletta Robello Bracciforti nei panni della figlia di Freud e di Alessandro Tedeschi nel ruolo dell’Ufficiale nazista. Il pubblico presente in sala, tra cui spiccavano volti noti dello spettacolo, ha riservato ai quattro protagonisti un caldo e prolungato applauso, che ha indotto il gruppo a ritornare più volte sulla scena.

Un’opera da non perdere per chi voglia vedere uno spettacolo non solo per divertirsi ma anche per portare a casa un messaggio ed uno stimolo a riflettere su quanto accade nel mondo ai nostri giorni.

Al. Sia.

 

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