mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Alcune idee per la comunità socialista
Pubblicato il 29-11-2014


Prendo atto con soddisfazione che l’Avanti è diventato una tribuna di confronto. Perché non farlo diventare anche un’occasione di proposta? È infatti molto facile criticare le decisioni della nostra piccola comunità. Conoscendo la buona fede di chi le rivolge, anche se non di tutti, non posso non riconoscere che possono anche essere motivate. Resta sempre l’interrogativo su che cosa di diverso si sarebbe dovuto fare e cosa di diverso si potrebbe immaginare per il futuro. Metto sinteticamente sul tavolo alcune idee. Che giudico la cosa più complicata perché, come sempre capita, é assai più semplice criticare che proporre. Ma se non ci proviamo allora diventa molto difficile non solo vivere, ma anche solo sopravvivere.

Personalmente ero convinto che il Psi avrebbe dovuto presentare la sua lista alle elezioni politiche dello scorso anno. Non c’erano praticamente rischi, se non quello di non risultare la prima lista sotto il due per cento della coalizione. Difficile invero non riuscire nell’intento con la sola concomitanza di Tabacci. Difficile ma non impossibile, visto che la lista radicale si è fermata allo 0,3 per cento. E capisco che una simile, sia pur remota, eventualità, se si fosse verificata, ci avrebbe costretto ad abbattere per sempre la nostra traballante baracca. Abbiamo preferito percorrere un’altra strada. E questa ci ha consentito di rientrare in Parlamento con sei-sette esponenti. Il governo Renzi ci ha anche spalancati le porte del governo, che Letta ci aveva tenuto chiuse.

Non cambiarei questa collocazione in questa fase politica, non romperei l’unità col Pd di Renzi, non mi sentirei attratto dall’idea che si sta lanciando, e cioè di costruire un polo o un partito alla sinistra del Pd. Non possiamo stare con la sinistra radicale per collocazione internazionale, per programmi economici, per referenti politici. Certo va chiarito il rapporto fra noi e il Pd, e cioè se esista o meno un patto federativo. A mio parere non esiste. Un patto federativo implica la formazione di una federazione, che non c’è. Implica l’esigenza di un patto, con norme di carattere organizzativo al centro come in periferia, che non esiste. Il patto federativo è solo un’enunciazione, non una clausola di comportamento. Anzi il rapporto tra Psi e Pd è costituto dall’inesistenza sia di un patto, sia di una federazione.

Il rapporto con il Pd può diventare quello tra un piccolo partito alleato con un grande partito. Tralasciamo gli ovvi richiami alla mancanza di autonomia. Nel nostro sistema politico il concetto di autonomia ora si applica anche alle persone e alle correnti dello stesso patito. Si può benissimo applicare anche ad un piccolo partito alleato con uno molto più grande. Naturalmente ci vogliono idee per sviluppare un’autonomia, una capacità di portarle avanti e anche il necessario coraggio di remare controcorrente. Ce l’abbiamo, ce l’hanno in particolare i nostri parlamentari? Mi auguro di sì. Anzi, sono convinto di sì.

I temi sui quali sviluppare la nostra iniziativa sono a mio parere soprattutto quattro. Il primo di ordine democratico, riguarda non solo la riforma delle istituzioni, ma in generale il rapporto tra cittadini e politica sul quale a Viterbo ho presentato una relazione con proposte scritte (il cuore è il potere che deve tornare ai cittadini; no dunque all’eliminazione degli organi elettivi, più potere ai Consigli, una legge elettorale senza nominati). Poi quello dell’emergenza occupazionale, che deve costituire la priorità assoluta di una sinistra che guarda ai più deboli (Progetto Biagi e Ichino, allargare le protezioni, ma soprattuto ripartire con la crescita anche con forzature nei confronti dell’Europa). Il terzo è quello della giustizia sulla quale le nostre posizioni non sono certo identiche a quelle del Pd. Penso al tema della separazione delle carriere dei magistrati e allo sdoppiamento del Csm. Infine la laicità, con la questione delle coppie di fatto, dei matrimoni gay e del fine vita. Su questi quattro temi organizzerei quattro gruppi di lavoro che ci permettano di formulare proposte in grado di far breccia nelle televisioni e sui giornali, rendendoci visibili e dunque votabili.

Infine parliamo della nostra proposta politica. Agirei in due modi. Primo, tentando di allargare la nostra comunità promuovendo una Convention con tutte le presenze socialiste, circoli, giornali, siti internet che agiscono sul territorio. Magari allargandola anche ai socialisti presenti nel Pd e in altre forze. Secondo, seminando in un’area liberal socialista che possa aggregare radicali, verdi riformisti, liberali e libertari. Una Convention e un’area, dunque, per tentare di corroborare la nostra presenza, nella consapevolezza che anche l’eventualità di una lista elettorale liberal socialista non può essere scartata se si dovesse votare col Consultellum, pressoché proporzionale e con gli sbarramenti precedenti, sia se dovesse votare con l’Italicum 2 o Alfanellum, che dovrebbe restaurare il sistema delle preferenze solo escludendo qualche decina di capilista, rendendo così l’accordo col Pd difficilmente produttivo per una piccola formazione come la nostra. Sono proposte, idee di chi intende non mollare e contribuire a costruire il futuro, anche il nostro. Discutiamone.

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Commenti all'articolo
  1. Bene provo a cogliere gli spunti che ci offri. Una Convention, ma perchè una nuova costituente? I punti poi con priorità alla giustizia e la crescita, per dell’emergenza occupazionale anche con forzature nei confronti dell’Europa, come sostieni tu, ma nella cornice di un programma industriale vero e credibile nei numeri e nel calendario, che vede l’intervento dello stato, smantellando, perchè confutato dai fatti, il postulato che privato è bello ed efficiente, Sono le mie proposte, idee di chi come te, non intende mollare e contribuire a costruire il futuro, anche il nostro.E comunque GRAZIE a tutti voi di esistere.

  2. secondo me, bisognerebbe puntare subito ad una federazione con Radicali e magari repubblicani all’insegna dell’azionismo liberalsocialismo e con un programma laico, di forte impulso alla scuola e alla sanità pubblica.
    Una nuova Rosa Nel Pugno che faccia tesoro degli errori della prima versione, un po’ troppo schiacchiata sui programmi radicali (occorre parlare di “lavoro”) e con i socialisti un po’ troppo ambigui tra bertinori e province.

    i radicali sono in difficoltà senza eletti, accetterebbero volentieri forse.
    e pur essendo in difficoltà hanno ottime palestre per i giovani socialisti, a cominciare da radioradicale e l’associazione coscioni. nonche’ alcune associazioni sul territorio come napoli e torino.
    mentre i socialisti dispongono di questo giornale e di mondoperaio dove i radicali potrebbe acquisire maggiore attenzione per il sociale.

  3. Sono d’accordo con te, facciamo in modo che la proposta della convention non rimanga solo un buon proposito. Ovviamente non bastano generici appelli rivolti ai vari socialisti dispersi in tanti rivoli, ma occorre avere una proposta programmatica che sappia ravvivare la politica socialista e offra un contributo alla politica italiana.
    I temi che tu hai indicato sono interessanti sopra tutto quelli che hanno come obiettivo la difesa della democrazia per evitare derive oligarchiche.
    Io aggiungerei anche l’impegno alla attuazione dell’art.46 della Costituzione attraverso una legge che riprenda, con gli aggiornamenti ovvi che rispondano alla condizione delle attuali imprese, le battaglie politiche che D’Aragona prima e Morandi successivamente fecero a nome del PSI nel lontano 1944 e 1945.
    In fin dei conti l’idea era contenuta nel programma di Renzi quando annunciava il Job Act.
    Forse sarebbe utile una nuova conferenza sul modello di quella che si svolse a Rimini, come forse tu ricorderai io l’ho proposta varie volte in direzione senza mai avere una risposta. Occorre una seria riflessione sull’Europa che se non riesce a riprendere il cammino delle riforme e non aggiorna il trattato di Maastricht rischia di offrire enormi spazi alle avventure dei movimenti antieuropei e anti euro.
    Occorre definire un disegno dell’edificio istituzionale italiano che ha subito varie modifiche senza una seria riflessione su ciò che si intenda fare. Basterebbe riflettere su come in pochi anni si sia modificato il titolo quinto della Costituzione; si sia predicato il federalismo senza incardinare la proposta in un nuovo disegno dello Stato; si siano modificate le Provincie in modo che tutto appaia in uno scenario gattopardesco; si assista alla presentazione di una legge che vorrebbe modificare i confini regionali senza prima capire quale definitivo ruolo assegnare alle regioni; si assista a qualche Presidente di regione che avanza l’idea che forse sarebbe bene eliminare le regioni; si taccia sull’anacronistica presenza delle regioni a statuto speciale fatte salve quelle motivate da minoranze etnico linguistiche……….e tanto altro ancora. Porrei anche la questione della democrazia dei partiti come condizione per accedere a ciò che è rimasto del finanziamento pubblico tramite la dichiarazione dei redditi.
    Ovviamente io premetterei una riflessione sui guasti di un mercato finanziario senza regole che ha determinato i guasti che ancora subiamo.
    Di materiale su cui riflettere c’è ne moltissimo. Penso che se imboccassimo questa strada che non pone alcuna questione di schieramento, ma ripropone ai socialisti il gusto di misurarsi sulle analisi del presente e sulle proposte, faremmo cosa utile a noi e all’Italia offrendo il contributo che la politica non dovrebbe mai far mancare.

  4. Io mi rendere promotore di un confronto tra M5S, Lega, l’altra Europa , e F.d’I. Per la costituzione di un Comitato di Salvezza Nazionale per 4 obiettivi:
    1°) FUORI dall’Euro;
    2°) FUORI dalla Nato;
    3°) PARTNERSHIP con i BRICS Russia e Cina in testa;
    4°) ASSEMBLEA COSTITUENTE.

  5. Fare proposte è più difficile che criticare vero! La situazione è difficile e più passa il tempo e più peggiorerà, mi riferisco al sociale. La prima cosa che proporrei è come risolvere il debito pubblico senza stressare ulteriormente l’opinione pubblica: sono del parere che l’eliminazione delle province e delle regioni permetterebbe di risolvere il problema e quei due milioni di disoccupati che si creerebbero potrebbero essere sostenuti per un termine finito con il reddito garantito di sostentamento e nello stesso tempo l’eliminazione del debito attraverso la vendita parziale dell’oro in deposito alla Banca d’Italia – si parla di 6000 miliardi toglierne 2000 per un periodo limitato non comporterebbe un gran danno – permetterebbe realmente di rimettere in moto l’economia attraverso una vera riforma del lavoro che non dovrebbe riguardare i lavoratori ma tutta la normativa sulle aziende. Finora le leggi hanno garantito gli imprenditori, ma non le aziende con i lavoratori annessi. Le tasse sulle aziende non dovrebbero esserci a fronte dell’impegno di essere autosufficienti dal punto di vista energetico e ambientale , cioè non dovrebbero distruggere l’ambiente come è stato fatto finora. L’annoso problema delle tasse va risolto. Mi rendo conto che tutto quello scritto sopra potrebbe essere considerato fantasia. Ma non sarebbe fantasia se il PSI guardasse veramente al futuro e aprisse un dibattito con i cittadini educandoli alla responsabilità cominciando a essere noi trasparenti e presentarci con le nostre idee di fronte ai cittadini cominciando a presentarci con il nostro simbolo, che non appoggia liste civiche ma solo le nostre idee e i nostri programmi. Vorrei riferire un ultimo paragrafo anche questo criticabile come fantasia: la COSTITUZIONE non si tocca anzi vanno eliminate tutte le modifiche fatte in questi vent’anni di decadentismo e ritornare ad avere una Repubblica moderna e laica e non come adesso catto-fascio-comunista.

  6. Mi piace l’idea di una Convenzione (io preferisco usare l’italiano… siamo italiani non anglosassoni), purché sia genuina e non di facciata. Concordo con il direttore Del Bue sul fatto che l’Avanti! stia acquisendo sempre più i connotati di una tribuna di confronto per i socialisti. Debbo osservare, tuttavia, che lo sia più per la base che per i nostri dirigenti nazionali, con l’importante eccezione di Bobo Craxi che, talvolta, è intervenuto nel dibattito. Evidentemente i nostri eccelsi dirigenti, soggiornando sul Monte Olimpo, non ritengono di doversi confrontare con i militanti. Questo è anche il motivo per cui non posso non avere qualche perplessità in merito alla fattibilità e, soprattutto, autorità decisionale di una Convenzione, pur così meritoriamente ed autorevolmente proposta dal Direttore dell’Avanti!. Ho l’impressione che, anche nel PSI, le decisioni giungano dall’alto e che il confronto con la base sia giudicato, almeno da qualcuno, un fardello di cui disfarsi. Spero comunque di sbagliarmi, a partire, almeno, dalla reale volontà della dirigenza del PSI di volersi confrontare su questo scellerato patto di sudditanza col PD. Sarebbe già un buon inizio…

  7. Grazie per l’opportunità Direttore, io aggiungerei ai punti la pubblica istruzione perché senza istruzione di qualità non ci può essere sviluppo ed innovazione che a mio avviso sono tra le poche armi disponibili per rilanciare il paese e l’occupazione. Altro punto importante è la riqualifica ambientale sia per migliorare la qualità della vita e la sicurezza dei cittadini sia per creare occupazione. Altro punto su cui spingere é la difesa della legalità e la lotta alla criminalità organizzata e alla collusione tra politica e criminalità. Questo a mio avviso potrebbe incentivare gli investimenti anche stranieri probabilmente più dell’abolizione dell’articolo 18

  8. Mauro, innanzitutto grazie per mettere a disposizione dei socialisti l’Avanti come luogo di confronto sulle possibili strategie per il nostro futuro, visto che in altre sedi tutto tace. E ciò è molto preoccupante, oltre che avvalorare la tesi sempre più diffusa al nostro interno che sia in atto un progressivo spegnimento della fiammella socialista come forza politica autonoma. I recenti risultati delle regionali in E. Romagna e in Calabria e ancora prima in Piemonte sembrano confermare questa tendenza. Vedo con piacere che anche tu prendi atto dell’esistenza del problema a tal punto che ipotizzi delle strategie per uscire da questa situazione e tentare di dare una prospettiva politica al futuro dei Socialisti. Condivido sostanzialmente sia l’indicazione di stare lontani dalla sinistra radicale e da quel magma indefinito che sembra si stia coagulando a sinistra del PD che le quattro linee di azione che hai prospettato per rilanciare la politica socialista sempre nel quadro della maggioranza politica e di governo di cui facciamo parte. Lo spazio c’è eccome, basta volerlo con coraggio e determinazione, senza preoccuparsi troppo degli equilibrismi vista la dialettica esistente all’interno del PD su diversi temi a cominciare dal lavoro, non vedo perchè ciò non sia possibile anche per una forza esterna al PD come la nostra. Per quanto mi riguarda avrei dei distinguo da fare, sia sulla politica del lavoro dove avrei evitato il totale appiattimento sul disegno di legge governativo causa la sua eccessiva indeterminatezza in particolare sulle risorse economiche necessarie per mettere in atto le politiche attive del lavoro e la rottura del governo con le forze sociali, tenendo ad esempio una linea più vicina a quella della UIL e al suo nuovo segretario regionale Barbagallo. Credo che il 12 dicembre in piazza ci saranno molti socialisti me compreso, e faranno bene ad andarci. Inoltre dovremmo introdurre nel dibattito politico e sociale il tema della cogestione almeno per le aziende medio grandi con dibattiti e assemblee pubbliche coinvolgendo anche le organizzazioni sindacali. Sarebbe una gran bella novità per le vecchie e stantie relazioni tra le parti sociali che con l’obiettivo di stanare i veri conservatori ovunque si annidino. Chi meglio dei Socialisti potrebbe farlo ? Un altro tema sul quale invece andrei piano è quello relativo ai matrimoni gay, lo dico con convinzione conoscendo bene la nostra base, eviterei eccessive fughe in avanti, puntando su una regolamentazione delle coppie di fatto che includa tutte le sue forme possibili e ottenga in questo modo il più ampio consenso sia nel paese che in parlamento. Bene invece l’idea dell’iniziativa politica verso l’insieme del mondo socialista anche non organizzato nell’attuale PSI onde rompere il recinto entro il quale stiamo lentamente morendo e bene anche l’apertura verso quel mondo laico, radicale, libertario e ambientalista attualmente sommerso che con una proposta politica giusta potrebbe riemergere federato con noi. Un po’ quello che abbiamo cercato di fare in regione E.R. non centrando l’obiettivo per poco, un’esperienza che non va però a mio parere buttata a mare, oppure se vuoi una riedizione a livello nazionale riveduta ed aggiornata di quella Rosa nel Pugno buttata a mare anche quella anzitempo.

  9. Condivido appieno l’articolo di Mauro. Oggi come oggi le alternative sono poche, ciò non significa però, visto che anche secondo me il patto federativo si è dimostrato inesistente, essere sudditi del PD. Alleati nessuno nega sia al momento l’unico percorso possibile, ma senza nascondere né bandiere, né simboli, né tantomeno idee e proposte di cui, da veri riformisti, da veri socialisti europei ed internazionalisti siamo portatori. Lontano da idee massimaliste, ma pronti ad essere presenti e a rappresentare le aspettative e i bisogni di chi ha meno. Dove nel mondo c’è un padrone, si sarà sempre un socialista a difendere i diritti dei più deboli. Questa la nostra missione, ieri come oggi.

  10. Caro direttore apprezzo la tua proposta. Per quanto riguarda l’emergenza occupazionale il tema è il lavoro. Eviterei di discutere di progetti, Biagi o Ichino, entrando nel merito del problema: come creare lavoro? Sono convinto che l’unica strada possibile sia quella dello sblocco degli investimenti soprattutto pubblici. La disoccupazione al 13% e quella giovanile al 40% dimostrano il fallimento del mercato nel caso del lavoro. Laddove il mercato fallisce è giustificato l’intervento pubblico. Riproporre lo stato come volano dell’economia significa contrastare il declino e riavviare la crescita. E’ estremamente necessario ridiscutere i limiti imposti dall’europa e poi partire magari con un piano di crescita continentale finanziato con l’emissione di eurobond. E’ estremamente necessario intervenire anche sulla distribuzione dei redditi considerato che l’indice di Gini è aumentato di due punti indicando che la ricchezza è sempre peggio distribuita. Quindi vedrei positivamente una maggiore progressività dell’imposizione fiscale spostando il peso del prelievo sulle ricchezze improduttive e sulle rendite finanziarie.

  11. Molto bene, tra i temi propongo quello ambientale e l’energia, in particolare le tematiche riguardanti la gestione del territorio, la tutela degli ecosistemi, la gestione dei rifiuti, la gestione della risorsa idrica, la depurazione dei reflui, gli impianti di produzione da fonti rinnovabili.
    Sono temi di interesse attuale che coinvolgono la generalità dei cittadini in termini di sicurezza (gli attuali eventi atmosferici hanno evidenziato la criticità del nostro territorio), e di oneri da sostenere direttamente (vedasi ad es. costi per lo smaltimento dei rifiuti, per l’acqua e depurazione dei reflui).
    Credo che il nostro Partito possa svolgere una funzione importante con il coinvolgimento di Enti Associazioni, ecc.

  12. Personalmente, in questo momento, darei la precedenza, nel senso di concentrarvisi, alle questioni “materiali”, ossia quelle riguardanti la nostra economia e l’occupazione (agricoltura, artigianato, casa, commercio, industria,……, secondo l’ordine alfabetico) o il nostro quotidiano (burocrazia, giustizia, sanità, scuola, sicurezza, tasse….), e mi sembra in tema l’idea di “introdurre nel dibattito politico e sociale il tema della cogestione”, come si dice in un commento

    Rallenterei invece un attimo (o andrei comunque piano, e senza fughe in avanti, come suggerisce lo stesso commento) sulle questioni etiche, cioè “immateriali”, o quantomeno su qualcuna delle stesse che potrebbe ingenerare divisioni, non perché siano di scarso rilievo e non se ne debba parlare, ma piuttosto perché oggi le priorità e le incombenze, sulle quali misurarsi e dimostrare capacità di proposta, paiono essere altre, e dunque occorre mettere in fila le cose da affrontare.

    Quanto alle alleanze, credo che “l’apertura verso quel mondo laico, radicale, libertario e ambientalista” possa avvenire sul presupposto che vi sia una qualche importante coincidenza sulle idee di fondo, circa le materie che dicevo in premessa, e in ogni caso ritengo che andrebbe coltivata in primo luogo “l’idea dell’iniziativa politica verso l’insieme del mondo socialista anche non organizzato nell’attuale PSI”, ma forse ci si rende conto che la “diaspora” della famiglia socialista è nata da motivazioni e differenze non facilmente ricomponibili, atteso che una sua parte non vede probabilmente con molto favore la “riedizione a livello nazionale riveduta ed aggiornata di quella Rosa nel Pugno…” e non pensa altresì che “ al momento l’unico percorso possibile” sia l’alleanza col PD.

    Paolo B. 30.11.2014

  13. Caro Direttore, trovo la sua proposta pienamente condivisibile. Individuare un luogo dove fare proposte anziché discussioni contro qualcuno o qualcosa ravviverebbe il dibattito politico.

  14. Caro Direttore, concordo pienamente con la profondità di analisi e dunque di proposta. Anche io penso che una piattaforma politica collocata a sinistra del PD non faccia altro che spostare le lancette dell’orologio socialista indietro di quasi 40 anni e che ci ponga a contatto con un elettorato ancor più antisocialista di quello renziano. Sono altresì convinto che il grande astensionismo ci permetterebbe di riedificare il progetto politico radicalsocialista de La Rosa nel Pugno allargata anche alle istanze liberali e repubblicane. Gaetano Salvemini, Carlo Rosselli, Ernesto Rossi, Aldo Capitini e molti altri coraggiosi liberi pensatori eretici attendono i loro epigoni in un’Italia sostanzialmente ancorata al cattocomunismo e in un’ Europa dei banchieri e dei poteri forti che non è l’Europa sognata da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni. Parafrasando i nostri ultimi firmatari del manifesto di Ventotene “la via da percorrere non è facile nè sicura, ma deve essere percorsa”.

  15. aggiungiamo Mitbestimmung ed Erasmus. Quanti Erasmus ci sono ogni anno? quanti ne tornano indietro? Allego bella lettera da Repubblica che potrei scrivere a memoria. Salvo che non tutti sono ricercatori, ma sono comunque emigrati. Quanti limiti di visione in Italia. Tant’é. Un caro amico mi diceva che aveva visto 3 generazioni, una dopo guerra con molta voglia di fare, poi quella che ha fatto l’Europa, tutti universitari, ed ora la terza, universitari con in piu’ esperienze professionali estere. Questo amico é tedesco. Ecco bene, in Italia non si è capito che l’esperienza estera è un asset per il Paese e non un modo per ridurre la quota disoccupati. Che dire.

    http://www.repubblica.it/scuola/2014/12/01/news/lettera_ricercatore-101806697/?ref=HRER2-1

  16. ottima riflessione, ottime idee: bravo Mauro e siccome non c’è tempo da perdere ,tu che ne hai la possibilità,proponi subito la costituzione di gruppi operativi,, di menti eccelse, per preparare un progeteto politico visto che ( secondo me e non solo ) si andrà a votare nel 2015.
    per noi sociaalisti, oltre che una questione di orgoglio e una questione di vita o di …morte politica.Se non agganciamo il piccolo carro socialista al treno della politica di oggi ma con tutto il bagaglio styorico e di valori che da sempre abbiamo forse sarà troppo tardi visto che ormai sono socialisti anche Renzi e anche pendsate un pò, anche la Bindi.

  17. L’obiettivo di una convenzione socialista è ottimo. Va bene anche di farlo precedere da una messa in rete dei siti e dei blog che al socialismo si ispirano. Importante è che si voli alto; una convenzione di basso profilo potrebbe affossare il futuro.
    Ecco: prendendo come base la situazione italiana, europea e mondiale, quali vie percorrerebbero i socialisti, se fossero alla guida delle istituzioni?

  18. Bene Direttore condivido la tua proposta.
    Intanto ti propongo attraverso l’Avanti di fare una battaglia socialista per la riduzione delle oltre 8000 partecipate di cui nessuno parla più.
    saluti socialisti

  19. Un apprezzamento per l’iniziativa in quanto, se pur nelle difficoltà attuali, sono convinto che le ragioni del Socialismo in particolar modo nel nostro paese ci sono tutte. Concordo sostanzialmente sui quattro punti da Lei indicati su cui sviluppare delle iniziative. Aggiungerei alle sue proposte una attenzione particolare alla scuola ed alla sanità pubblica. Non mi trovo d’accordo invece quando sostiene di “non sentirsi attratto dall’idea di costruire un polo o un partito alla sinistra del PD” giustificandolo che “non si può stare con la sinistra radicale”. Intanto alla sinistra del PD dovremmo collocare il PSI in quanto l’attuale partito credo abbia fatto una svolta a destra impressionante e lo dimostra non solo il calo dei tesserati ma anche l’astensionismo alle ultime elezioni regionali, sia in Emilia ed anche in Calabria nonché alle primarie in Veneto. Apostrofare poi il partito di Vendola sinistra radicale mi sembra un po esagerato. Credo infine che il partito dovrebbe essere collocato nell’ambito della Socialdemocrazia e non nel Socialismo-Liberale passando magari ad un liberalismo conservatore di cui non si sente veramente il bisogno. Ci vuole un partito che da voce a chi non c’è l’ha e che mette al centro la distribuzione della ricchezza al fine di ridurre le disuguaglianze sempre più crescenti nel nostro paese.

  20. Finalmente qualcosa si muove e nella giusta direzione.
    Aspettiamo di vedere in concreto l’avvio dell’iniziativa secondo i suggerimenti sopra avanzati.
    Ma sia chiaro che tutti i di Lenzi non appartengono ai socialisti, lasciamoli a Grillo con cui forse quel Lenzi si troverebbe più a suo agio!

  21. Caro Direttore il tuo commento ha scatenato una serie di interventi in gran parte condivisibili e profondi. Qusto mi riconferma, putroppo nella mia valutazione che questa generazione di socialisti: è composta ga gente capace di una visione complessiva dei problemi e genuinamente preoccupata di organizzare le istituzioni al servizio dei cittadini. Bravi. Sinceramente bravi.
    Tuttavia in quasi nessuna di queste proposte vi è qualcosa che possa minimamente sfiorare la fantasia dell’elettorato.
    Ragioniamo come gente “dell’apparato”. Non come politici che hanno una proposta aggregante e tantomeno come politici che hanno il coraggio di cambiare.
    Lo ripeto: questi non sono discorsi riformisti sono teorie conservatrici.
    Altro che mettersi a sinistra del PD.
    Se passa l’alfanellum non cerchiamo alleanze con alcuno, le alleanze hanno sempre resa opaca la nostra già scarsa luce politica. Proponiamo un programma minimo, ma incisivo, leggibile credibile e con un po’ di fantasia e proviamo s sfondare questo limite del 2%.

  22. Convengo pienamente col progetto di una convention, che riunisca le idealità socialiste; temo i salti nel vuoto, quando non si sa dove si atterra. Dopo tutto, l’assenza di un patto federativo può rivelarsi un fattore di forza, non di debolezza; sta a noi utilizzarlo adeguatamente. E poi, mi piace molto l’idea che questio spazio sia l’occasione per aprire un dibattito. Avanti così!

  23. Sono d’accordo totalmente con te, Direttore. Battersi in maniera convinta su quattro questioni, sono più che sufficienti per un partito piccolo come il nostro. Io proporrei di dirottare le stesse riflessioni anche a livello periferico, a livello locale. Inutile aggiungere altri temi. Noi, non siamo mica il Partito della Nazione che si deve occupare, per forza, di tutto…

  24. La proposta avanzata da Del Bue rischia, per i laici e per i socialisti, di apparire come la classica “ultima spiaggia” considerando che, allo stato del quadro politico rappresentativo, una reale area laica da aggregare, non si riesce a scorgere. Il Congresso di Perugia avrebbe potuto rappresentare nel medio tempo, l’occasione di provare a risollevarla se una cortina di cloroformio non avessse invaso la platea socialista. Il saporifero fu fatto discendere sulla voglia di ripresa d’iniziativa politica, ben incarnata nei volto dei militanti presenti, trasformandola in una culla nella quale inseguire l’illusione che un accordo col PD, forti del nostro 1% di voti, avrebbe riportato in Parlamento una consistente rappresentanza socialista. Non era la prima volta, in questi vent’anni, che le platee congressuali socialiste hanno creduto che “Cristo fosse morto dal sonno”. Così, venne archiviata qualsiasi ipotesi politica diversa e soprattutto, fu fatto calare il sipario sul presupposto per il quale ogni partito fonda la propria ragione sociale: presentarsi al giudizio degli elettori. Nasce lì, in realtà, il PSI come partito nuovo cui ha fatto riferimento Del Bue qualche settimana addietro per giustificare la linea della Segreteria: “un partito non elettorale che, in quanto tale, non si presenta alle elezioni politiche, ma solo alle regionali e comunali”. Con quali risultati si è visto cammin facendo! Lì è scomparsa l’idea della politica imperniata su un progetto politico nazionale che potesse preservare un minimo di autonoma ad un area socialista aperta alle sensibilità democratiche, radicali, ambientaliste, liberali e libertarie. Il tema che Del Bue ripropone giusto a punto oggi, fu sollevato anche allora; in verità non fummo in molti a prospettarlo e rilanciarlo anche dopo l’appuntamento di Perugia, ma si scontrò sempre con la linea pervasiva del pragmatismo: “meglio 10/12 uova (parlamentari) oggi, che una gallina domani”. La mancata presentazione di una candidatura alle primarie e della lista alle elezioni politiche non sono state altro che lo sviluppo coerente di una scelta di rinuncia all’autonomia politica ed elettorale . Solo quando si palesò che le uova erano discese a tre-quattro si è incominciato a prendere consapevolezza come tale epilogo avrebbe potuto dispiegare la strada al “cupio dissolvi” che via, via è andato sempre più materializzandosi. Esser corsi poi, in modo precipitoso e avventato alla “resa dei conti” di Venezia senza prospettare (ancora una volta) nessuna rilancio di politica autonoma, limitandosi a formulare in via esclusiva la richiesta di entrare nel Governo senza delineare nessuna visione sulla quale riannodare i fili delle soggettività politiche e culturali socialiste, democratiche e liberali (le stesse su cui Del Bue chiama oggi a riflettere) per altro propedeutica a lenire fratture interne al quadro dirigente e a restituire passione e fiducia all’impegno militante era inevitabile, al di la di chi ne fosse uscito vincitore o vinto, che avrebbe finito per rappresentare un rimedio peggiore del male. Il “patto federativo” non è stato che l’ultima finzione per tentare di attraversare l’ultimo tratto della strada imboccata a Perugia e per assicurare al PSI un diritto di tribuna quando si andrà a votare. Per cui si può continuare ad affermare quanto si vuole che il PSI non si scioglie, ma se a rimanere in piedi e solo l’idea che tutto debba continuare a muoversi nella direzione di fargli riconoscere il diritto di tribuna alle prossime elezioni, equivale come ad annunciarne la morte. Ecco perché, stante così lo stato del partito è irrilevante la verifica telefonica sugli “oliviero” che se ne sono andati e che se ne andranno e sui consiglieri comunali nel frattempo, approdati. Uno spirito critico imporrebbe al gruppo dirigente di chiedersi piuttosto, se gli “oliviero” di turno sarebbero rimasti, se i consiglieri comunali sarebbero arrivati più numerosi, se il PSI avesse potuti eleggerne di più, se anzichè lanciare in ultimo, messaggi del “si salvi chi può” (implicito nel protocollo di “patto federativo” che è valso solo per l’elezioni europee e che non si è mai “rafforzato” sui territori per l’evidente ragione che il PD non l’ha mai riconosciuto nelle Regioni e nei Comuni) avessimo in questi anni rivolto l’ impegno a dotarci di un progetto nazionale? Chiedersi. avendolo dispiegato in modo inclusivo ed aperto verso la rete dei movimenti riformisti, laici e civici via, via formatisi e tradotto in una lista dei socialisti, riformisti e liberaldemocratici da presentare in tutte le tornate elettorali che, da Perugia in avanti, si sono succedute se ci saremmo trovati oggi, al punto in cui siamo? Ma davvero, bisognava arrivare a sbattere il culo per terra per prendere atto della necessità di invertire la rotta? ” Ora si cambia” sembrerebbe essere l’imperativo che Del Bue, come spesso accade, anticipa per conto della Segreteria. Bene! Era l’ora! Sono dell’opinione che qualsiasi cambiamento di linea politca e qualsiasi tentativo volto a ricercare i presupposti della ridefinizione di un progetto liberal socialista non possa prescindere dalla necessità di “riportare a casa” tutti quelli che, per una ragione o per un’altra, si sono distaccati dal partito. Ecco perché, a mio giudizio, è preliminare azzerare la politica avviata a Perugia e provvedere a demolire il “fortino” innalzato a Venezia; se prima non si afferma l’idea che si vuole uscire dalla caserma nel quale il PSI è stato rinchiuso per trasformarlo in un soggetto politico nuovo è aperto, è presumibile che qualsiasi tentativo di rianimare un progetto liberal socialista sia destinato a fallire, già in partenza.

  25. Non ho problemi a partecipare a questo dibattito.
    Non vorrei che siano parole al vento come è sempre stato nel nostro partito.
    Decidono sempre i soliti e la base non è mai considerata, siamo solo quelli che si devono farsi un mazzo così . . .
    Noi Socialisti le idee le abbiamo e le abbiamo sempre avute, navighiamo avanti gli altri circa 20 anni luce, ma solo che quando le proponiamo non vengono considerate; solo dopo 20 anni quando qualcuno del PD (PCI, PDS, DS, ecc) si sveglia, le fa proprie come se fossero frutto del loro intelletto.
    Il nostro attuale problema è che non abbiamo una leadership che ci dia visibilità, anzi siamo nell’ombra più oscura, forse per incapacità del nostro segretario non riusciamo a sfondare sui media.
    L’altro è che il lavoro dei nostri parlamentari non viene pubblicizzato andando vanificare il lavoro dei nostri compagni.
    L’ultimo problema che a mio avviso è il problema dei problemi, non può Nencini fare il viceministro e nello stesso tempo il segretario del partito; occorre una Segreteria che abbia il coraggio di porsi anche in contrasto con la maggioranza, non che si appiattisca per tenere incollato il proprio sedere sulla poltrona.

    Piero Ricci

  26. io sinceramente credo che siete nel mondo dei sogni. Il più simpatico è “il più puro che mi epura”; cosa che mi conferma che sono nel giusto :-)

    Il più divertente, invece, è chi pensa di vendere un oro (che non è più di proprietà dello stato italiano perché è iscritto a bilancio di una azienda privata che si chiama Banca d’Italia e per una buona parte non è nemmeno più nei confini nazionali) e ricavarne 6.000 miliardi “de che”? (ammesso che ci fossero le 2500 tonnellate d’oro della riserva il valore non arriverebbe a 80 miliardi di euro mentre il debito pubblico è oltre il 2150 miliardi anche grazie all’apporto degli ultimi tre governi abusivi!)
    La maggioranza poi vagheggia di cose che non appartengono al novero del possibile e mostrano di non avere capito assolutamente nulla di cosa è successo tra il 1989 ed il 1993 quando il PSI è stato distrutto perché il suo leader era uno dei pochi politici europei che si sarebbe potuto opporre agli accordi in tema di euro, all’assalto al patrimonio della Nazione così come era stato costituito dal dopoguerra, ed alla globalizzazione della economia senza nessuna globalizzazione di diritti.

    Oggi la situazione è che l’Italia è priva di ogni leva di governo economico: non ha più quella fiscale (anche perché continuando a tassare la bestia muore), non ha quella monetaria e non ha quella valutaria.
    In questa situazione non c’è Berlusconi, non c’é Renzi, non c’é Grillo, Salvini o domineddio che possa fare assolutamente nulla.
    Anche se non vi piace sentirvelo dire, quando si sogna la sveglia scocci, ma nell’euro ci si può stare solo se si ha un bilancio attivo DOPO aver pagato gli interessi e non solo prima :-)
    In caso contrario, ogni punto di deficit si trasforma automaticamente in un aumento dello stock del debito; cioè a dire che si affonda di un pochettino.

    Ma queste sono cose talmente banali che non c’è bisogno di averle studiate all’università perché le capiscono anche i sassi del fiume e le può negare solo chi ha interesse alla deflazione.
    Ma è un interesse egoistico e di brevissimo respiro perché gli immobili sono già tassati al punto che ti fanno pagare l’affitto di casa tua (anche se non ti danno nessun reddito) e a breve inizieranno a tagliare le pensioni in termini assoluti e a licenziare sia nelle grandi aziende private che nel pubblico.

    Quindi chi mi invita ad andare con Grillo, lo ringrazio perché Grillo nonostante l’attacco a palle incatenate, la “disinfomatia” quotidiana del regime PDdino e la diffamazione dei media asserviti, tiene attorno al 20% ed oltre mentre Salvini prendendo posizione netta contro l’euro e l’oppressione finanziaria eurocratica (che fa parte della azione della finanza arabo/anglo/americana) ha preso un partito regionale che era al 3% e in pochi mesi lo ha portato al 13% su base nazionale …..
    e su questo chiudo perché non vorrei trascendere e finire col parlare della fisica delle particelle (ma che hanno fatto la scissione dell’atomo, mi disse un “tale” ……)

    Auguri a tutti.

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