lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Altri soldati a Ferguson
dopo una notte di caos  
Pubblicato il 25-11-2014


Ferguson-scontri

Manifestazioni e incidenti non solo a Ferguson, nel Missouri, ma in tutti gli Stati Uniti dopo che un Gran giurì, composto da 9 bianchi e tre neri, ha deciso ieri (lunedì) che nel caso di Darren Wilson, il poliziotto che il 9 agosto ha ucciso il diciottenne nero disarmato, Mike Brown, che non c’erano prove sufficienti per un rinvio a giudizio.

Una situazione che non è migliorata dopo che il governatore dello Stato, Jay Nixon, ha annunciato di aver chiesto l’invio di altri soldati della Guardia Nazionale per aiutare a reprimere la più dura ondata di proteste che ha sconvolto il martoriato quartiere di St. Louis dove è morto il giovane nero.
In un tweet, il Governatore ha fatto sapere anche che stava incontrando le forze dell’ordine e la Guardia Nazionale “per assicurarsi che le persone e la proprietà privata sarebbero state protette”.
“La violenza, come abbiamo visto ieri sera non può ripetersi” ha poi aggiunto.
Linea dura dunque dopo l’annuncio di lunedì sera di non incriminare l’ufficiale, Darren Wilson, per la morte di Michael Brown e l’arresto di 82 persone.

La decisione del Gran Giurì che si rincorreva da giorni ha comunque colto di sorpresa la comunità di 21mila abitanti, di cui i due terzi afroamericani mentre il pm si è giustificato dicendo che era stata “fatta un’indagine completa”.

A Ferguson, una dozzina di edifici sono stati dati alle fiamme, macchine della polizia distrutte, con colpi di arma da fuoco come sottofondo e una No-fly zone sulla contea. Altri scontri anche nelle principali città americane. Da New York (tre ponti chiusi a Brooklin), a Seattle, Los Angeles, Chicago, Cleveland, Oklahoma City, Oakland e Pittsburg. A Saint Louis un poliziotto è stato ferito a colpi di pistola.

Il presidente Barack Obama è intervenuto a sorpresa in diretta tv, esortando ancora una volta i manifestanti a protestare pacificamente e invitando la polizia a “mostrare moderazione”. “Non ci sono scuse per la violenza. I progressi non si fanno lanciando bottiglie”, ha proseguito il presidente. Obama che ha però sottolineato come quella di Ferguson sia “una questione che riguarda tutta l’America, una questione reale” e che l’America è un Paese basato “sullo Stato di diritto” e che bisogna “accettare il fatto che questa è stata una decisione del Gran Giurì”.

Il problema infatti è che le leggi sono dichiaratamente a favore della polizia.

 

 

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