lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Autonomi alla cassa entro Il 1° dicembre
Pubblicato il 26-11-2014


INPS

Versamenti – Non c’ è solo il Fisco a bussare alla porta di artigiani, commercianti e professionisti titolari di partita Iva iscritti alla gestione separata Inps. Entro fine mese, infatti, questi contribuenti devono versare all’ ente di previdenza il secondo acconto della contribuzione per il 2015, sulla base dei redditi conseguiti lo scorso anno e denunciati nell’ ultimo modello Unico.

Autonomi – L’ aliquota contributiva degli artigiani quest’ anno è pari al 22,20%; mentre quella dei commercianti è fissata nel 22,29% (tre punti in meno per i collaboratori sino a 21 anni). Il minimale di reddito imponibile è di 15.516 euro, per cui il contributo minimo dovuto dagli artigiani è di 3.452 euro (compresa la quota di maternità) e di 3.466 euro per i commercianti. A conti fatti, nel 2014 gli artigiani pagano il 22,20% sul reddito fino a 46.031 euro e il 23,20% sulla quota eccedente, fino al massimale di 76.718 euro. Per i commercianti le aliquote sono leggermente più elevate 22,29% e 23,29%. Il tetto contributivo riferito a coloro che si sono iscritti a partire dal 1° gennaio 1996 e che non possono far valere alcun versamento al 31 dicembre 1995, è invece pari a 100.123 euro.

I contributi sul reddito minimo devono essere versati in 4 rate entro il giorno 16 dei mesi di maggio, agosto, novembre e febbraio dell’ anno successivo. Mentre le quote dovute sulla parte di reddito eccedente il minimale, vanno pagate in 2 rate uguali entro i termini stabiliti per il versamento dell’ Irpef. Pertanto chi per l’ anno 2014 ha dichiarato un reddito superiore a 15.616 euro (minimale 2014), deve ora corrispondere (entro il primo dicembre, attraverso il modello unificato F24) il secondo acconto: una quota pari all’ 11,10% per gli artigiani (e, 11,145% per i commercianti) della differenza tra l’ ammontare indicato nel modello Unico 2014 alla voce reddito d’impresa ed il minimale di 15.616 euro. L’ aliquota sale all’11,60% (per i commercianti all’11,645%) sulla quota di reddito 2013 compresa tra 46.031 (tetto pensionabile) e 76.718 euro (massimale contributivo). I codici da indicare nel modello F24, da usare per il versamento, sono AP per gli artigiani e CP per i commercianti. In occasione della compilazione di Unico 2015 si effettuerà il conguaglio sulla base dei redditi effettivamente prodotti nel 2015.
E’ opportuno, infine, ricordare che l’Inps non invia più le comunicazioni contenenti i dati e gli importi utili per il pagamento della contribuzione, in quanto tali informazioni devono essere prelevate, tramite l’opzione contenuta nel cassetto previdenziale “Dati del modello F24”. Attraverso tale link è possibile visualizzare e stampare, in formato Pdf, il modulo da usare per il versamento.

Professionisti – Il contributo dei professionisti (titolari di partita Iva, iscritti alla gestione separata Inps, è diviso in due: 22% per coloro che risultano già coperti da altre forme di previdenza obbligatoria (come i dipendenti che svolgono qualche attività extra) e i titolari di pensione; mentre è del 27,72%, per chi non beneficia di altra tutela previdenziale. Entrambi entro il previsto massimale di reddito (100.123 euro). Tenuto conto che l’acconto è dovuto nella misura del 40% per determinare l’importo occorre quindi: Considerare i proventi professionali 2013 assoggettati a Irpef (Unico 2014), entro il tetto di 100.123 euro; Applicare l’aliquota dell’8,80% oppure dell’11,088%, corrispondente al 40% dell’onere contributivo dovuto (calcolato sul 22 ovvero sul 27,72% a seconda del caso).

Contributi – Sono contributi accreditati, senza onere a carico del lavoratore, per periodi durante i quali: non ha prestato attività lavorativa né dipendente né autonoma; ha ricevuto un’indennità a carico dell’Inps; ha percepito retribuzioni in misura ridotta. A cosa servono? L’accertamento del diritto alla prestazione viene effettuato con la totalizzazione. Sono utilizzabili: “a copertura” se il periodo, durante il quale si è verificato l’evento, è completamente scoperto di contribuzione e non risultano, quindi, accreditate settimane per attività lavorativa soggetta a contribuzione obbligatoria; “ad integrazione” se nel periodo, durante il quale si è verificato l’evento, è stata corrisposta una retribuzione ridotta che ha determinato l’obbligo del versamento contributivo e, il conseguente, accredito di settimane sul conto assicurativo dell’assicurato; “ad incremento” se l’attività lavorativa è stata svolta nel settore agricolo. All’operazione si accede di norma previa richiesta diretta dell’interessato. Sono in particolare accreditabili solo a domanda, i periodi di: servizio militare; malattia e infortunio; assenza dal lavoro per donazione sangue; congedo per maternità durante il rapporto di lavoro; (ex astensione obbligatoria per gravidanza e puerperio); maternità al di fuori del rapporto di lavoro corrispondente al congedo per maternità; congedo parentale (ex assenza facoltativa post partum); riposi giornalieri (ex per messi per allattamento); assenze dal lavoro per malattia del bambino; congedo per gravi motivi familiari; permesso retribuito ai sensi della Legge 104/92 (handicap grave); congedo straordinario ai sensi della legge n. 388/2000 (handicap grave); periodi di aspettativa per lo svolgimento di funzioni pubbliche elettive o per l’assunzione di cariche sindacali. Sono invece accreditati d’ufficio, senza specifica domanda, i contributi figurativi per i periodi durante i quali il lavoratore è stato: in cassa integrazione guadagni straordinaria; assunto con contratto di solidarietà; impegnato in lavori socialmente utili. oppure ha beneficiato: di indennità di mobilità; di indennità di disoccupazione; di assistenza antitubercolare a carico dell’Inps.

EQUITALIA

Mauro Nori E’ Il Nuovo Vice Presidente – Mauro Nori è il nuovo vice presidente di Equitalia. La nomina, si legge in una nota, è stata formalizzata oggi dall’assemblea dei soci del gruppo pubblico della riscossione, a seguito dell’ingresso di Nori nel cda il 29 ottobre scorso su indicazione dell’Inps (socio di Equitalia con il 49% del capitale). Con la nomina del vice presidente si completa l’assetto di vertice di Equitalia che vede Vincenzo Busa nella carica di presidente e Benedetto Mineo come amministratore delegato.

LAVORO

Sale ad ottobre La Cassa Integrazione – Cresce ancora la cassa integrazione. Nello scorso mese di ottobre, comunica l’Inps, il numero complessivamente autorizzate è stato di 118,2 milioni, con un aumento del +19,3% rispetto allo stesso mese del 2013, quando le ore autorizzate sono state 99,1 milioni.  Nei primi 10 mesi dell’anno si raggiunge così quota 937 milioni di ore. Anche nel 2014 con tutta probabilità si sforerà quota un miliardo. I dati destagionalizzati evidenziano – rispetto al mese di settembre 2014 – una variazione congiunturale pari al +22,4% per il totale degli interventi di cassa integrazione. Le ore di cassa integrazione ordinaria (Cigo) autorizzate a ottobre 2014 sono state 20 milioni, contro i 33,7 milioni di ore autorizzate nel mese di ottobre 2013, con una diminuzione tendenziale pari al -40,7%. In particolare, la variazione tendenziale è stata pari al -45,1% nel settore Industria e al -21% nel settore Edilizia. Le variazioni congiunturali calcolate sui dati destagionalizzati riscontrano nel mese di ottobre 2014, in confronto al mese precedente, un lieve incremento, pari al +1,2%. Per quanto attiene la cassa integrazione straordinaria (Cigs), il numero di ore autorizzate a ottobre 2014 è stato di 65,4 milioni, con un rialzo pari al +27,1% rispetto a ottobre 2013, quando le ore autorizzate sono state 51,5 milioni. In confronto a settembre 2014 si registra una variazione congiunturale, calcolata sui dati destagionalizzati, del +22,2%. Infine, gli interventi in deroga (Cigd) sono stati pari a 32,8 milioni di ore autorizzate a ottobre 2014, con un aumento del +136,4% se raffrontati con ottobre 2013, mese nel quale sono state autorizzate 13,9 milioni di ore.
La destagionalizzazione dei dati, in questo caso, mostra una variazione congiunturale pari al +40,1% nel mese di ottobre 2014 rispetto al precedente mese di settembre. Passando all’analisi dei dati relativi alla disoccupazione involontaria, in base alle nuove prestazioni Aspi e mini Aspi, le domande che si riferiscono a licenziamenti avvenuti entro il 31 dicembre 2012 continuano ad essere classificate come disoccupazione ordinaria, mentre per quelli avvenuti dopo il 31 dicembre 2012 le istanze sono classificate come Aspi e mini Aspi. I dati specifici ci dicono che per il mese settembre 2014 sono state presentate 131.562 richieste di Aspi, 79.637 domande di mini Aspi, 435 istanze tra disoccupazione ordinaria e speciale edile e 11.426 richieste di mobilità, per un totale di 223.060 domande, il -2,3% in confronto alle 228.273 istanze inoltrate nel mese di settembre 2013.

UIL

A ottobre è boom di Cassa Integrazione – Nei primi 10 mesi dell’anno sono quasi un miliardo le ore autorizzate di cassa integrazione, proprio come negli anni peggiori della crisi. E ottobre, addirittura, con oltre 118 milioni di ore autorizzate di cig, è stato il secondo mese più ‘cassintegrato’ dall’inizio della fase recessiva. E’ questo lo scenario che tratteggia il decimo Rapporto della Uil sulla cassa integrazione. Numeri che, come ha evidenziato il segretario confederale Guglielmo Loy, danno “plasticamente, l’immagine drammatica di un paese che, come al gioco dell’oca, ritorna alla casella di partenza”. “In questo percorso all’indietro – ha sottolineato Loy – sono stati lasciati sul campo oltre 1 milione di posti di lavoro, si sono registrati 2 milioni di avviamenti al lavoro in meno e il quasi dimezzamento delle assunzioni stabili. Ed altrettanto inesorabilmente, il parallelo ‘no pil’ (cioè la non crescita economica e produttiva) ‘no jobs’, va ormai in automatico”.

DALLE SCUOLE ALLE ASL

Arriva il pin unico per accedere ai servizi – Il Pin unico per accedere a tutti i servizi online prende forma. Si chiamerà ‘Spid’ un acronimo che sta per Sistema pubblico di identità digitale. E c’è già una tabella di marcia, che prevede due fasi, la prima scatterà ad aprile del 2015 per arrivare al 2017 con 10 milioni di utenti collegati, ovvero un italiano su sei. Una sola chiave quindi per accedere da casa, senza fare file allo sportello, ai diversi servizi web, da quelli previdenziali (Inps) alle pratiche fiscali (Agenzia Entrate). Porte aperte anche per Comuni, scuole o asl: basterà un click. Lo Spid, mira così a facilitare la vita dei cittadini, riducendo costi e tempi (sarà un caso, ma la pronuncia coincide con la parola che in inglese sta per velocità). Ma non è l’unica novità. L’accordo tra Stato, regioni e comuni sull’Agenda per la semplificazione contiene molti altri elementi. In tutto si tratta di 37 punti, muniti di scadenze e obiettivi.
A dare l’annuncio, via web, dell’intesa è stato lo stesso ministro della Pa, Marianna Madia. In un tweet il ministro, sotto l’hashtag #Repubblicasemplice, ha sintetizzato così l’accordo raggiunto in Conferenza unificata: “tempi certi su digitale, fisco, welfare, edilizia, impresa”. Cinque capitoli quindi che raccolgono semplificazioni sbandierate da anni ma mai realizzate, promesse pronunciate di recente e new entry come la dichiarazione di successione online, con riduzione di tempi e oneri (basterà un adempimento unico per denuncia di successione, voltura catastale e trascrizione). Per lanciare definitivamente l’Agenda per la semplificazione, prefigurata dal dl Madia, serve però ancora un passaggio in Consiglio dei ministri, che dovrebbe avvenire a breve, entro l’anno. Tra i punti inseriti nell’Agenda, anche la marca da bollo digitale, acquistabile su internet senza dovere andare dal tabaccaio. Pure in questo caso è fissato un target, dovrà adeguarsi alla versione telematica il 90% dei comuni entro il 2017.

Carlo Pareto

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