sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Bindi: “Arrivederci”…
Pubblicato il 26-11-2014


In un’intervista Rosy Bindi non ha usato mezzi termini. Mentre Bersani intende, con la tipica logica emiliana, rimanere fedele alla ditta, la Bindi parla di un nuovo partito, simile all’Ulivo, che possa aggregare la minoranza del Pd e altre forze di sinistra. Da tempo ci pensa Civati e gli oltre trenta deputati che ieri non hanno votato il Jobs act non credo che siamo insensibili alla tentazione. Pierluigi Bersani, dal canto suo, non è solo fedele al partito del quale è stato segretario, ma non vede uno spazio politico alla sinistra del Pd. A tale proposto cita il caso dell’Emilia-Romagna, dove gli elettori del Pd non hanno votato Sel, né la lista stile Tsipras, che insieme fanno meno della lista presentata alle europee. Gli elettori del Pd sono rimasti a casa e solo una minoranza ha votato il vecchio partito.

Bisogna ragionare su questa affermazione anche in casa nostra. In molti sollecitano una maggiore autonomia da Renzi e anch’io penso che la nostra piccola comunità politica debba ingaggiare qualche battaglia che la caratterizzi maggiormente. Penso ai temi della democrazia, dei diritti civili, e anche del rapporto con l’Europa, sul quale il governo ha mostrato qualche debolezza di troppo. Tuttavia la politica è fatta di spazi. Il vecchio Nenni aveva paura del vuoto, un concetto che non è solo della fisica. Una forza politica deve coprire uno spazio vuoto. Non può coprirne uno pieno. Secondo la Bindi esiste uno spazio vuoto a sinistra del Pd, secondo Bersani no. Secondo me anche se quello spazio esistesse, e può essere che la prudenza di Bersani sia anche frutto della sua personale situazione, non potremmo coprirlo noi.

Non è un caso che questo spazio sarebbe ben coperto, secondo i più, dal segretario della Fiom Landini, che si dimostra il più aggressivo e combattivo. E potrebbe essere punto di riferimento credibile di un’area di sinistra integralista. D’altronde in altri paesi tale posizione è stata ben interpretata da nuovi personaggi quali lo stesso Tsipras in Grecia e oggi da Iglesias in Spagna. Recenti sondaggi li danno addirittura in testa nei loro rispettivi paesi. Credo che la situazione economica spagnola e greca, e in qualche misura anche quella italiana, possa favorire l’emergenza e anche l’affermazione di nuovi partiti che contestano, e anche a ragione, i vincoli europei, ricollegandosi a una tradizione veterosocialista sia pur condita con nuove e anche fertili intuizioni.

Per ora non vedo però in Italia il nostro Tsipras e nemmeno il nostro Iglesias. Landini non ne ha la statura culturale, Civati, forse il migliore del gruppo, non ha i crismi del leader, forse nemmeno Cuperlo, che parla troppo in politichese, non parliamo della Bindi che appartiene al secolo scorso. È vero che i leader spuntano come i funghi nella giusta stagione. Ma nel momento dei partiti leaderistici questo per ora è problema non da poco. Poi esisterebbe un altro problema. In Spagna esiste una legge proporzionale e così in Grecia. In Italia, se non si vota col Consultellum, ma con l’Italicum o Alfanellum, esisterebbe il premio di maggioranza e un partito del genere potrebbe fare la fine di quello di Bertinotti, che leader era davvero, oppure comporre un’alleanza o addirittura un’unica lista, nel caso di premio alla lista, col partito ripudiato. Beffardo destino.

Dunque a mio giudizio si potrebbe coprire uno spazio politico, ma non quello elettorale. E qualcuno può pensare che per sancire la nostra autonomia da Renzi, noi, che pure sulle cose essenziali manteniamo maggiore differenziazione dall’estrema sinistra, possiamo incunearci in un simile guazzabuglio, per poi tornare al punto di partenza? Per dirsi non addio, ma solo Arrivederci, per dirla alla Bindi… Umberto?

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Commenti all'articolo
  1. Hai ragione Caro Mauro, ma almeno qualche “spazio politico” va coperto, e quello rassicurato dal cosiddetto “Patto Federativo” non copre ne lo spazio elettivo né tantomeno quello politico.
    Mi sono sempre più chiari gli ammonimenti sulle politiche che non si devono perseguire, assolutamente oscure quelle intraprese e da intraprendere.
    La questione interroga tutto il gruppo dirigente : quello sistemato, quello sistematissimo, quello da sistemare , quello rottamato e da rottamare.
    In una situazione mobile restare immobili ed impassibili non ha alcun senso.
    Si possono dare buoni consigli a chi i consigli li accetta ed é in grado di ascoltarli, ma non mi pare il caso di Matteo Renzi.
    Siccome siamo un Partito e non un ufficio di consulenza o di collocamento non abbiamo altro che riflettere, discutere e capire che lo spazio socialista ( a dx, a sx , al centro dove si ritiene possa essere geometricamente idoneo) c’é ed é delittuoso da parte nostra non aprirselo.

  2. Condivido ogni virgola del tuo pezzo direttore, e il mio commento è sintetico dove stiamo noi non può stare la Bindi che come noto e la più antisocialista della compagnia di canto popolare del pd, ciò non toglie che a legge elettorale votata in parlamento non si può più anche come piccola comunità continuare a giocare dobbiamo scegliere cosa fare da grandi

  3. Per ora i nuovi leader greci e spagnoli sono coloro che hanno interpretato il malcontento, da noi non vedo personaggi in grado di occupare quell’ampio spazio lasciato dal “non voto” e nel quale vedo un gran bisogno di socialismo, non solo per le istanze di giustizia sociale, ma per la lucidità di pensiero e lo spirito critico e costruttivo di cui siamo portatori.

  4. Caro direttore, coprire uno spazio politico, ma non quello elettorale è come dire ad un autista, ecco l’auto ma è senza motore.
    Nel momento dei partiti leaderistici questo per ora è problema non da poco, e se invece di un leader pernsiamo in grande ad una troica? per esempio: INTINI MARTELLI NENCINI, l’ordine è alfabetico, ed i suggerimenti sono ben accetti.
    Poi come sostieni tu, caro Del Bue,esisterebbe un altro problema. In Spagna esiste una legge proporzionale e così in Grecia. In Italia, se non si vota col Consultellum, ma con l’Italicum o Alfanellum, esisterebbe il premio di maggioranza e un partito del genere potrebbe fare la fine di quello di Bertinotti, pazienza! Oppure comporre un’alleanza o addirittura un’unica lista, per salvare la cadrega?

  5. Direttore, analisi puntuale che registra un’attualità in movimento priva di uno sbocco chiaramente percorribile nell’immediato, però: salvo mia disattenzione, riferito al PSI, quale ipotizzata conclusione e quale credibile proposta?

  6. Carissimo Mauro
    La rivendicazione di autonomia fa parte della tradizione e della cultura politica dei socialisti. Sono consapevole della difficile situazione in cui ci dobbiamo confrontare e nelle tue analisi è costante l’impegno a cercare di frenarci verso facili scorciatoie, dettate dal sentimento, per assumere una posizione di indipendenza dal PD. All’alternativa di un ritorno all’Ulivo, cosa ne pensi se per limitare l’insoddisfazione della base socialista il nostro Segretario Nencini si impegnasse più a fondo per la stesura di un vero Patto Federativo col PD ?
    Tempo fa sull’argomento avevo letto un commento di Rino Formica che individuava lucidamente i vincoli e le garanzie di un vero Patto Federativo.
    Ti ringrazio e saluto fraternamente
    Nicola Olanda

  7. Il PSI potrebbe occupare benissimo lo spazio che si è creato a sinistra del PD, perché il PD si è spostato al centro-(destra). Sarebbe sufficiente iniziare con la difesa dei lavoratori. Occorre coraggio, visione e capacità politica ad alto livello per superare il piccolo cabotaggio ed il calcolo elettoralistico (peraltro siamo molto aldilà da capire con quale legge elettorale si voterà…). Per rilanciare davvero il PSI, occorrerebbe convocare al più presto un nuovo congresso, confrontarsi e far eventualmente emergere un nuovo gruppo dirigente. D’altra parte, ripeto una domanda a cui non ho avuto risposta: quanti iscritti al PSI sono stati eletti in Emilia Romagna e in Calabria? L’attuale gruppo dirigente ha rinunciato ad una maggiore visibilità per sostenere tatticamente il PD. Quali i risultati per il PSI? La tattica ha pagato? Sarebbe ora di iniziare a parlarne.

  8. Michela però non essere dogmatica. Che significa difendere i lavoratori? Battersi contro il Jobs act che propone di ampliare i diritti a chi non ce li ha, abolendo per i nuovi assunti solo la reintegra in caso di licenziamenti economici?

  9. Strani ragionamenti opportunisti senza senso politico. Ciò significa che la nostra dirigenza ha perso appunto il ruolo di guida e di indicazione del domani. Perchè confondi le posizioni massimalistiche dei vari Landini, con quelle Riformiste e Socialiste a cui dovremmo attestarci. Lo scenario politico è liquido nel Centro-Destra, come nel Centro-Sinistra e se consideriamo, come disse Nenni al referendum sul Divorzio che 2 milioni di voti erano usciti definitivamente dalla DC, oggi si potrebbe considerare che una parte dei 700.000 voti persi dal PD in Emilia siano irreversibili. Lo spazio politico ed elettorale è collegato alle scelte e ai progetti politici per il futuro della Società che pensiamo. Purtroppo non siamo in grado neppure di chiedere le giuste correzioni alle Leggi sbagliate del populista Renzi, figuriamoci impegnarsi in un lavoro che determini un processo politico nuovo e non subalterno a Renzi. Basta leggere i commenti dei Compagni che chiedono al Partito di dimostrare almeno la dignità Socialista, difendendo lo Statuto e chiedendo più giustizia sociale, che è fortemente carente in questo Governo simil-inglese con guida a destra.

  10. Senti Assogna opportunista sarai tu. Poi spiegati meglio perché non ho proprio capito dove vorresti collocare il nostro partito. Spiegati col ragionamento e non con le invettive. E rispetta quelli che non la pensano come te che non sono contro i lavoratori, ma semplicemente contro quello che sostieni tu.

  11. E aggiungo che è l’ultima volta che ti chiedo di non offendere nessuno. Dopo sarò costretto a non pubblicarti più nulla. Devi imparare a dialogare, chiaro? Questo è un sito di confronto anche critico, non di aggressioni verbali. Devi cambiare il tuo stile, così non va. Soprattutto se sei un iscritto al Psi e per questo dovresti almeno rispettare i suoi militanti e dirigenti.

  12. Le difficoltà non vi è dubbio ci sono tutte per un partito che si è ridotto nelle condizioni attuali. Ma anch’io come tanti, credo che c’è ancora uno spazio politico per i socialisti in Italia soprattutto alla luce dell’evidente spostamento al centro del PD. Non credo che temi come l’uguaglianza possono essere lasciati solo agli interventi di Papa Francesco affermando che le disuguaglianze sono la radice dei mali sociali. Thomas Piketty nel suo “Il capitale del xxI secolo, pone l’accento a me pare, proprio sulla questione relativa alla distribuzione della ricchezza proprio peer ridurre le disuguaglianze sempre crescenti. Voglio ricordare a me stesso che, negli ultimi quattro anni i ricchi nel nostro paese sono diventati sempre più ricchi e d i poveri sempre più poveri. Dati Banca d’Italia hanno dimostrato che appena il 10% degli Italiani detengono il 50% della ricchezza del paese. Se questo non è uno spazio da coprire con il Socialismo !

  13. Scusa direttore. Ogni volta che qualche compagno critica, anche duramente i tuoi articoli, ti senti offeso. Qui non si vuole offendere nessuno anzi si vuole mettere in atto veramente quello che tu hai scritto su mondo operaio. Personalmente anche io credo alla socialdemocrazia come tu l’hai esplicitata, ma questo non significa annullarsi dietro renzi. Significa fare una lunga marcia: per cinquant’anni abbiamo subito una repubblica pseudo-sovietica con un partito comunista che faceva il moralista in casa e poi andava a prendere la borsa a Mosca. Per venti anni abbiamo subito la caricatura di una repubblichetta come quella di salò; si pensi ai governatori e ai sindaci piccoli podestà. Oggi abbiamo un renzi qualunque che vuole fare il partito della nazione. E tu affermi che non c’è spazio per noi socialisti, ma io vedo un mare di spazio altro che. Dopo vent’anni di sciocchezze chi dimostrerà di saper guardare al futuro avrà dietro di sè la maggioranza dei cittadini. A meno che: a meno che non si intende la politica come sistemazione personale allora non c’è proprio da discutere.

  14. Ti chiedo scusa se hai interpretato le mie considerazioni irrispettose. Tuttavia leggere la tua prosa che prende a riferimento soltanto Renzi, a cui non possiamo dire che l’Italicum è inaccettabile perchè considera i nostri voti validi per il Premio di maggioranza e il ballottaggio senza riconoscere alcun parlamentare e mi sento offeso nel sentire che i piccoli Partiti sono ricattatori (quindi noi). Sono stato costretto a votare PD e credo non lo farò mai più perchè bisogna garantire qualche posto a qualcuno senza un ruolo politico. Siamo ormai portatori gratuiti al PD, come in Calabria e in tanti altri posti, essenso scomparso il nostro simbolo dalle schede elettorali.
    Sento discorsi sull’art.18 inauditi, quando io in passato da Sindacalista sono dovuto andare a Pordenone a difendere una lavoratrice per il semplice fatto che si era iscritta alla CGIL e per mesi non gli hanno pagato lo stipendio con due figlie a carico. Così a Trapani, a Sassari, a Lecce e Rieti, con situazioni pesanti e drammatiche recuperate proprio per i diritti previsti dallo Statuto. Io cambio il mio stile arrabbiato, ma non posso accettare di essere considerato “quasi un traditore” perchè condivido le posizioni della Camusso e della CGIL che il lavoro va craeto con interventi e investimenti anche diretti dello Stato, magari con un piano straordinario per l’occupazione giovanile.

  15. Sono abbastanza d’accordo Direttore sul fatto che sia complicato ritagliarsi uno spazio politico tra Renzi e l’estrema sinistra, ma a mio parere qualche spazio ci potrebbe essere (concordo sul fatto che Civati potrebbe essere l’interlocutore con cui ci potrebbero essere le maggiori affinità e sinergie). Ai temi da lei citati certamente condivisibili rispetto ai quali si potrebbe cercare di essere più incisivi e stimolare il PD aggiungo l’ istruzione e una scuola pubblica di qualità. A mio parere andrebbero favorite le collaborazioni tra università e imprese per aumentare la ricerca e lo sviluppo perché la produzione di prodotti ad alto contenuto tecnologico è l’unica ancora di salvezza per le nostre imprese. Nel contempo favorire collaborazioni tra istituti tecnici superiori ed imprese per migliorare il livello tecnico formativo scolastico e far uscire ragazzi pronti per le imprese manifatturiere in cui a mio avviso andrebbe sponsorizzata e incentivata la staffetta generazionale per accompagnare alla pensione lavoratori quasi in età che potrebbero tramandare le loro competenze a giovani neo assunti che entrerebbero gradualmente nel mondo del lavoro. Sul fatto del riuscire o meno a coprire uno spazio elettorale tra Renzi ed estrema sinistra io sono ottimista.
    In questo senso sarà interessante vedere che piega prenderanno la legge elettrorale e l’elezione del nuovo presidente della repubblica. Come diceva qualche giorno fa personalmente Emma Bonino sarebbe un nome che mi piacerebbe molto ma non credo proprio che il PD condividerebbe questa proposta.

  16. Andiamoci piano .Cosa ha detto di tanto male Assogna da minacciarlo con censura.La critica politica dev’essere pungente altrimenti non è più tale.Diventa noiosa ed ipocrita.Siamo già in pochi che si occupano delle sorti del PSI i ,se a ciò si aggiunge la chiusura della porta in faccia ,diventa veramente difficile che se ne possa venir fuor non provati e distrutti.

  17. Mauro, c’è una serie di passaggi del tuo ragionamento che trovo poco convincenti. Sono quelli che ti portano a negare che possa esserci uno spazio politico ed elettorale, a sinistra del PD, per una forza che si riallacci alle tradizioni dei partiti della sinistra storica, o anche solo – come pensa invece la Bindi – per un soggetto che si richiami all’esperienza del vecchio Ulivo, immaginando invece che l’unico spazio libero, almeno politicamente – ma non elettoralmente – sia quello per le formazioni della sinistra “integralista”.
    Non c’è nessuna ragione per ritenere che lo spazio politico lasciato libero dal PD di Renzi, caratterizzato tanto da un evidente “avvitamento a destra”, quanto dall’idiosincrasia per il rapporto con i corpi intermedi, sia necessariamente ed esclusivamente lo spazio della sinistra integralista e radicale.
    A mio parere è invece uno spazio che può essere occupato da una forza socialista, su posizioni marcatamente di sinistra (quelle di Montebourg e della Filippetti in Francia, per intendersi). Una forza che non sarebbe per nulla simile a Syriza o a Podemos.
    Sarei pronto a scommettere che, occupato lo spazio politico, arriverebbero anche i risultati elettorali.
    A questo proposito, i mancati successi delle mal riuscite imitazioni italiane di Syriza e Podemos (da “L’Altra Europa”, a SEL nella sua ultima versione) non rilevano. Queste forze hanno altri riferimenti, e soprattutto commettono l’errore di baloccarsi con l’idea di mobilitare “moltitudini” che però, in Italia, si fanno abbindolare molto più facilmente dai Masanielli e dai Ruffo di Calabria, che non dai rivoluzionari da salotto nostrani. Per contro, in Italia un soggetto politico su posizioni di sinistra socialista non esiste più da anni, e mi pare una forzatura affermare che un soggetto simile non avrebbe spazio politico ed elettorale, portando a controprova i deludenti risultati delle forze della sinistra radicale – che sono tutt’altra cosa.
    Quanto ai nostri potenziali compagni di strada, mi riesce difficile ascrivere Civati, Cuperlo, Fassina o la addirittura la Bindi all’area della “sinistra radicale”, e immaginarli emuli di Tsipras o di Iglesias.
    Se mai costoro si muoveranno per costruire un nuovo soggetto politico – cosa ancora tutta da vedere – si verrà a creare una situazione nuova, che dovremo valutare con la massima attenzione.
    Se, invece, non si muoveranno, la loro area è comunque quella con cui potremo avere le relazioni migliori e le intese più feconde – ed è questo il motivo del mio dissenso più forte rispetto alla linea che stiamo seguendo al momento. Infatti se, come scrivi, “una forza politica deve coprire uno spazio vuoto, non può coprirne uno pieno”, allora un PSI che, per amore o per forza maggiore, finisce per essere renzista (uso il termine nell’accezione in cui lo usa Oscar Farinetti, che lo ha coniato), a volte anche su posizioni che finiscono per essere più realiste di quelle del Re, non avrà più nessuna ragione e nessun titolo per sopravvivere.
    Un’ultimissima annotazione. Non è il tuo caso, ma mi pare che molti tendano a interpretare la realtà odierna con schematismi e semplificazioni che richiamano le vicende degli anni ’80 o ’90, e a vedere nella sinistra PD gli eredi dei “comunisti assassini che hanno ucciso Bettino”.
    La realtà è che la minoranza di sinistra del PD è sulle posizioni dei grandi partiti socialisti europei, Renzi e i suoi no; e che guardare la strada che si sta percorrendo oggi attraverso le lenti deformanti di un passato che è passato da trent’anni, è esercizio che presenta più rischi che utilità.

  18. Premesso che Mauro è stato fra i.pochi ad avversare totalmente italicum , sarebbe opportuno fuori dagli slogan che coloro fra di noi che hanno avuto esperienze di vario tipo nel sindacato evitino di cantare le lodi di un movimento sindacale che non esiste più come un tempo.Per molti motivi il primo perché non c’è più selezione nella scelta dei quadri dirigenti, si entra solo per cooptazione , una volta si faceva la gavetta e chi no n era delegato in fabbrica ica e non aveva consenso fra la gente non poteva ambire ad alcun ruolo dirigente , questo tempo è finito i quadri sindacali molto spesso sono costituiti da persone che non riescono ad emergere nel loro lavoro e non c’è la fila per diventare segretari di categoria .Il risultato è che i sindacati affidano tutti i contenziosi ad avvocati e magistratura sono stati chiusi quasi tutti gli uffici vertenze interni , quelli appunto che evitavano di rivo lgersi alla magistratura ad esempio nella pratica concreta un lavoratore veniva licenziato, noi lavoravamo sulla giusta causa , ma considerato che i rapporti i fra il lavoratore e l’azienda si erano guastati optavamo da subito su indenizzo economico e non sullla reintegra, assogna , il 90% di l avoratori non vuole rientrare dopo una causa di licenziamento e ci sono anche passato per sonalmente.Quindi pochi slogan ora bisogna scrivere i decreti attuativi e qui si vedrà se il job act sarà utile al paese scusa mauro per la lunghezza.

  19. Alla Bindi io dico felicemente addio e non arrivederci…., ma penso che siamo d’accordo. Di spazi politici, a saperli coprire, ce ne sono tantissimi in questo momento. E non occorre inseguire nessuno, ma solo tornare ad essere noi stessi e riuscire a comunicarlo. Una vera forza liberal-socialista può coprire spazi sia a destra che a sinistra di Renzi. Deve trovare il modo di rivolgersi al popolo. Il problema sta lì. Chi trasmette e fa conoscere le nostre idee? Comunque ribadisco: rimanere fermi sarebbe spegnere quella pur piccola fiamma che si è accesa.

  20. Io ho aperto l’Avanti a tutti, andiamoci piano cosa? Ho già detto che tutte le critiche sono accolte, le offese no. Se uno definisce le posizioni di un altro compagno “strani ragionamenti opportunisti senza senso politico” lo offende. È chiaro. Io uso un linguaggio sempre rispettoso anche quando tratto il dissenso e pretendo uguale linguaggio. Altra cosa che raccomando è di non fare sull’Avanti il congresso del PSI. Questo è stato fatto l’anno scorso e ha determinato maggioranza e minoranze, organi eletti che votano i deliberati. E che vanno rispettati. Sull’Avanti io pubblico tutti i documenti, anche quelli non approvati e tutti gli interventi anche quelli delle minoranze. Mi sembra di essere esemplare quanto a rispetto di tutte le opinioni e le posizioni presenti nelle nostra piccola comunità. Aggiungo che ci sono compagni che scrivono due, tre commenti critici al giorno e io non li ho mai censurati. Anzi non so neanche come si fa. Quanto al merito della questione io continuo a ritenere che lo spazio a sinistra del Pd, ammesso che ci sia, non sia il nostro. Io ho aderito nel 2007 a una Costituente socialista che aveva come riferimento la triade Fortuna, Marco Biagi e Tony Blair e che aveva affidato una relazione a Pietro Ichino. Oggi non voglio che venga sostituita da una nuova triade Camusso, Landini e Fassina. Ma avete letto oggi sul Corriere l’intervista di Blair? È possibile anche non condividerla, ma io la condivido in pieno. Sono sempre stato su quelle posizioni. Credo che lo siano la stragrande maggioranza del nostro piccolo partito e i suoi organi eletti. Che non sono fatti di usurpatori.

  21. Interessante, ma spetta alla Segreteira dare input. In ogni caso geometria a parte, dobbiamo muoverci. Ci vuole un tema, ho proposto la Mitbestimmung, che ci renda visibili e non ci comprometta. Poi le alleanze si vedranno piu’ avanti, a legge elettorale fatta.
    Occorre profilarci e la Mitbestimmung è ottima perché non ne parla nessuno è di sinistra é lavoro e azienda, crescita e condivisione produttività ed altro. è un cavallo di battaglia ottimo per far parlare di noi senza compromettere la presenza al Governo. Posizionamenti a parte, credo che dobbiamo fare la nostra parte di socialisti democratici, promuovere la democrazia industriale e difendere il sistema paese. Se questo è a destra a sinistra del PD sopra o sotto, lasciamo giudicare agli altri. Magari un giorno saranno gli altri a doversi posizionare nei confronti nostri.

  22. Caro Mauro, mentre mi associo alle Tue considerazioni, su questi post, (PCI oppure DC), aggiungo semplicemente una mia discreta considerazione:” ma questi dirigenti politici, che pur formalmemnte si trovano all’interno del PSE” – con quale spirito è tutto da scoprire?- ma che ammettpno che dall’Europa non si puo prescindere (salvo volere un doppio disastro economico per il NS/ Paese), come fanno a non rendersi conto che il Partito, Nazionale e TransNazionale, nel quale unirsi, c’è già!?

  23. Caro direttore,
    ho sempre apprezzato le tue analisi e continuo a farlo.
    Deduco che dalle reazioni ad esse siamo entrati in una fase di grande confusione, prima ne usciamo e meglio sarà per quello che è rimasto del Partito.
    Propongo di aprire una fase di discussione sul programma del Partito evitando i personalismi che sono tali e lo rimarranno fine a se stessi senza utilità.
    Il programma si può condividere in toto, in parte o rigettare.
    Ogni compagno, non solo coloro che intervengono anche più di una volta sul solito argomento, convinti di essere sempre dalla parte della ragione, (beati loro) ma tutti coloro che amano ancora veramente questo Partito e con il loro contributo possano contribuire a renderlo più credibile e affine agli ideali fondativi.
    Finita questa fase di discussione, di riflessione, di proposte, il segretario Nencini con i componenti la segreteria, dovranno trarne delle conclusioni. Mi sembra un metodo di ampia partecipazione tenendo di conto che le Sezioni del Partito ormai sono cosa rara.
    Non escluderei che sia da rivedere il Patto Federativo con il P.d e di riacquisire la nostra piena autonomia o di convocare il Congresso e in quella sede ridefinire la politica del Partito.
    Mi auguro una cosa sola: quella di uscire da questa grande confusione il più presto possibile.

  24. Caro Mauro apprezzo sempre i tuoi postulati presentati con ferrea logica aprioristica nelle conclusioni ma devi convenire che la realtà spesso è diversa dalle conclusioni logiche che possono accompagnarci al postulato che la tartaruga è più veloce della freccia. Renzi non è un politico attento ai consigli o ai suggerimenti persino dei parlamentari del suo gruppo politico che apostrofa come gufi solo se si permettono di esprimere pareri diversi da quelli da lui progettati, Caro Mauro a me non piace il pensiero unico. Concordo con te che bisogna occupare lo spazio, ed oggi l’ unico spazio libero è quello lasciato da Renzi che si sta avvitando a destra e noi socialisti dobbiamo cogliere tale opportunità ed occuparlo per sviluppare una politica riformista. Ritengo quindi che una posizione occupata ed opportunamente difesa non sia un disvalore né tantomeno una offesa. Il PSI ci ha insegnato prima di ogni cosa si esprimere le nostre opinioni e di arricchirli con le opinioni di chi non la pensa come noi.
    Caro Mauro non convieni con me che andare dì accordo con Renzi devi accogliere senza opinioni i suoi progetti? è cultura socialdemocratica? fraterni saluti Alfonso

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