lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Alberto Burri
e Piero della Francesca,
così lontani, così vicini
Pubblicato il 17-11-2014


burriFino al 12 marzo 2015, al Museo Civico di Sansepolcro, una mostra-evento che per la prima volta affianca le opere di un maestro assoluto dell’arte contemporanea alle opere di uno dei simboli di quella rinascimentale.

“In tutta Italia si parla di questo evento – ha precisato il curatore della mostra, Bruno Corà. Un simile confronto tra antico e moderno è però possibile solo se gli artisti e le opere dei medesimi sono di prima e pari grandezza”. “Il confronto tra i due maestri – conclude Corà – non è su chi ha più muscoli, ma sulla qualità. Le opere devono essere viste dal punto di vista degli equilibri formali e spaziali, della tensione geometrica e dell’amore per i luoghi natali raggiunti in esse da entrambi. Infine bisogna cercare di assorbire l’aura che viene da questi capolavori”. Come dicono al Guggenheim di New York: “Il lavoro di Burri demolisce e riconfigura tutta la tradizione pittorica occidentale”.

L’evento, inaugurato lo scorso 31 ottobre scorso, ha avviato ufficialmente le celebrazioni per il centenario di Alberto Burri e precede un altro importante appuntamento che si svolgerà al Museo Guggenheim di New York nell’ottobre 2015: una mostra antologica con più di 100 opere dedicata al maestro tifernate.

“Burri/Piero della Francesca”: cinque secoli dividono i due grandi maestri, ma appena 15 chilometri separano i rispettivi luoghi d’origine, Città di Castello e Sansepolcro. Il sindaco di Sansepolcro Daniela Frullani ha dichiarato: “Si è avverato un sogno: poter avere sotto lo stesso tetto due grandi dell’Altotevere, nutriti entrambi dello stesso paesaggio, che hanno fatto la storia mondiale dell’Arte e dell’interpretazione della vita. Si abbatte finalmente uno ‘steccato’ tra i due comuni, grazie anche ad un unione tra due territori favorita dai cittadini”.

Sull’importanza dell’abbattimento delle barriere e sul superamento dei confini ha insistito anche il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta: “Il legame tra i nostri due territori e la scelta originale e coraggiosa di questa mostra valorizzano l’intera Alta Valle del Tevere. E’ troppo importante avviare nuove sinergie, basta saper guardare oltre il proprio naso”.

Nata da un’idea dell’avvocato biturgense Riccardo Lorenzi, la mostra è stata realizzata grazie alla Fondazione Palazzo Albizzini, all’Associazione Sbandieratori di Sansepolcro, alla Pinacoteca Civica, al patrocinio dei Comuni di Sansepolcro e di Città di Castello e all’aiuto di numerosi sponsor.

Le opere di Burri esposte nel Museo Civico, accanto alla Resurrezione (1458), al San Ludovico (1460) e al San Giuliano (1454) di Piero della Francesca, sono il Sacco e Verde (1956) Rosso plastica (1962) Grande Bianco Cretto (1974) e Cellotex (1975).

Karen Odrobna Gerardi

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