mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Carrara, evacuati i piani terra delle case
Pubblicato il 10-11-2014


Zubbani-CarraraSacchi di sabbia davanti alle porte e abitazioni vuote nella ‘zona rossa’ di Marina di Carrara, dopo l’ordinanza del sindaco Angelo Zubbani che, considerata l’allerta meteo ha invitato i cittadini di evacuare i piani terra delle abitazioni fino a domani a mezzogiorno. In molti – tra le 5mila le famiglie che abitano nell’area considerata a rischio – hanno preferito lasciare le case e trasferirsi da amici o parenti.  Evacuati anche piani terra dei negozi, degli immobili dei cantieri navali e degli uffici pubblici che non siano interessati dalle attività di soccorso. Domani a Carrara ancora scuole chiuse. Prosegue intanto l’occupazione della sala di rappresentanza del Comune di Carrara da parte di un gruppo di cittadini che, dopo l’alluvione dei giorni scorsi, chiede le dimissioni del sindaco.

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La schiena dritta di Angelo Zubbani

di Emanele Pecheux

Immagini drammatiche ed eloquenti quelle che dalla tarda mattinata di sabato scorso hanno cominciato a girare in rete. Immagini dell’aggressione squadrista ad Angelo Zubbani, il sindaco socialista di Carrara, avvenuta sulla piazza antistante il palazzo del Comune.  Dal sonoro dei video si è potuto evincere facilmente che si è trattato di una jacquerie preparata e organizzata. Le modalità e gli slogan urlati si sentono solo nelle curve degli stadi. Non a caso si è appreso che il grosso dei dimostranti, che oltre ad aver tentato di aggredirlo fisicamente, hanno inalberato un cappio e bruciato un’immagine del sindaco, erano in gran parte i tifosi organizzati della Carrarese in libera uscita dalla curva per un fuori programma a base di cori, minacce e lancio di oggetti.

Carrara è una città ferita da un’alluvione devastante che tale è stata per l’inopinato cedimento di un argine del torrente Carrione, un torrente non un fiume, ingrossatosi a causa delle continue precipitazioni, i cui lavori di risistemazione erano stati affidati dall’amministrazione provinciale ad una ditta che dovrà rispondere penalmente e civilmente di un disastro che poteva e doveva essere evitato se solo i lavori, come era stato assicurato, fossero stati eseguiti a regola d’arte. Il sindaco Zubbani, prima ancora del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi ha chiarito ai media e all’opinione pubblica i termini della questione e non è stato smentito da alcuno: responsabile della risistemazione dell’argine era solo e soltanto la Provincia di Massa Carrara. Non l’amministrazione comunale.

Certo, si comprende e si giustifica la disperazione e la rabbia dei cittadini colpiti nelle abitazioni e nelle attività commerciali da un evento devastante che solo, giova ricordarlo, grazie all’attività messa in campo dal comune con un’informazione tempestiva, non ha fatto registrare vittime, tuttavia le modalità che hanno contrappuntato la gazzarra di sabato contro Zubbani autorizzano a ritenere che in piazza gli alluvionati, quelli veri, non ci fossero, ma la suburra sia stata preparata e orchestrata per ragioni che con l’alluvione nulla hanno a che vedere.

Lo dimostra l’occupazione di una sala del comune da parte di pochi e facinorosi armati di proposizioni confuse e fascistoidi contrappuntate da una desolante e aggressiva ignoranza e dell’organizzazione, che invero non è parsa improvvisata, di una raccolta firme allo scopo di dare una spallata all’amministrazione comunale. Vecchi arruffapolo di scuola sessantottarda e giovanotti da rispedire sui banchi di scuola per apprendere gli elementi fondamentali della democrazia e dell’educazione civica che, evidentemente, ai poverini nessuno ha insegnato.

Zubbani, a cui non è mancato il sostegno di Riccardo Nencini che, recatosi nel capoluogo apuano nelle ore successive al disastro assumendo, a nome del governo, impegni precisi con la popolazione, ha una volta di più ha dimostrato, se ancora ve ne fosse stato bisogno di essere, come dicono gli spagnoli, un “hombre vertical”. Nonostante le sue note precarie condizioni fisiche non si è sottratto ai suoi doveri, ha respinto agli esagitati mitetnti la richiesta di dimissioni ed è sempre stato (e continua ad esserlo in queste ore in cui la situazione metereologica è tutt’altro che rassicurante) in prima linea nella gestione della grave emergenza. In h 24. Contemporaneamente ha assicurato che, terminata la fase emergenziale, farà fronte con la schiena dritta al confronto politico nella sede ad esso preposta: il consiglio comunale.

In un’intervista rilasciata nelle ore successive al disastro il Procuratore della Repubblica di Massa Carrara, Aldo Giubilaro ha giustamente aperto un’indagine per perseguire chi, per dolo o imperizia, si è reso responsabile del disastro. Come ormai è consuetudine non si è sottratto al proscenio mediatico e in una lunga intervista al quotidiano locale non ha resistito alla tentazione di esternare una sottolineatura che si può benevolmente definire una ridondanza: “Non ci saranno sconti, soprattutto alla politica”. Giusto. L’auspicio è la stessa annunciata severità venga riservata a chi ha trasformato, ispirandola per fini inconfessabili, una tragedia evitabile in un altrettanto evitabile tentativo di linciaggio verso Angelo Zubbani.

Emanuele Pecheux

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Commenti all'articolo
  1. Ci sono indubbiamente delle responsabilità per la rovinosa caduta dell’argine del torrente Carrione.
    In primis della ditta che ha costruito il muro in cemento armato poi dell’ente che ha appaltato i lavori, di chi doveva controllare e non lo ha fatto in modo sufficiente,
    Giusto che la Magistratura vada avanti con l’inchiesta e chi ha sbagliato paghi con una condanna esemplare.
    I media, non solo locali ma anche quelli nazionali delle televisioni private e quelle statali, conducono l’informazione influenzando l’opinione pubblica ad assumere molto spesso posizioni irrazionali, dovrebbero fare più inchiesta e meno cronaca nera.
    E’ evidente che se le denunce fatte da imprenditori e singoli cittadini mettendo in evidenza le falle sul muro di contenimento fossero state oggetto di una campagna mediatica, chi di dovere compresa la Magistratura probabilmente sarebbero intervenuti evitando il peggio.
    Il Sindaco in questi casi, come in molti altri è il parafulmine.
    I facinorosi che contestano Angelo Zubani, approfittano
    dell’evento calamitoso per portare avanti un loro progetto politico, che non ha nulla a che vedere con la tutela di chi è rimasto purtroppo coinvolto in questo disastro ambientale.
    Coloro che hanno perso tutto nelle loro abitazioni e molto nelle loro aziende coinvolte, va la mia piena solidarietà con la speranza che abbiano un equo risarcimento.
    Altrettanta solidarietà la esprimo a Angelo Zubani, che conoscendolo bene, non si tira mai indietro dalle sue responsabilità, in questo caso è vittima come tutti i cittadini coinvolti.
    Coraggio Angelo, saprai superare anche questa avversità.

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