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Opinioni e commenti
 

Caso Cucchi, aperto un fascicolo sul medico legale
Pubblicato il 07-11-2014


Cucchi-percosseUn fascicolo, senza ipotesi di reato, né indagati è stato aperto dalla procura di Roma in seguito all’esposto presentato dalla famiglia di Stefano Cucchi nei confronti del medico legale, Paolo Arbarello con riferimento alla perizia del processo di primo grado. Il fascicolo aperto oggi concernerà gli episodi indicati nell’esposto, e non rappresenta l’avvio di nuove indagini sulla morte di Stefano Cucchi che, secondo la recente sentenza della Corte d’Appello non ha responsabili, essendo stati assolti tutti gli imputati, agenti, infermieri e medici. Claudia Sferra, medico legale ricorda all’Avanti! che “basta una virgola spostata nel riportare gli atti per stravolgere tutto”. Non essendo a conoscenza degli atti non esprime alcun giudizio, ma ricorda che un medico legale – chiamato ad effettuare un’autopsia giudiziaria – “deve rispondere a determinati quesiti formulati dal magistrato, e che questi richiedono una causa biologica e una umana: in quella biologica si deve indagare se e quanto il fattore umano abbia giocato sull’intervenire in questa causa”.

IL BOTTA E RISPOSTA ILARIA CUCCHI/ARBARELLO – A presentare l’esposto contro Arbarello era stata Ilaria, sorella della vittima che – anche a nome dei suoi genitori – accusa lo stesso Arbarello di aver redatto una perizia pilotata. Secondo la donna l’ex direttore di medicina legale della Sapienza “difende l’operato dei colleghi periti e pure quello dei magistrati”. “Mio fratello – aggiunge – è morto per il dolore tremendo alla colonna vertebrale e all’addome per un globo vescicale di urina di ben un litro e mezzo che gli ha prodotto lacerazioni interne”. Arbarello – che sin dall’inizio si era dichiarato certo che la morte del giovane fosse “un caso di colpa medica”, e non fu dovuta alle percosse ricevute – ha annunciato una controquerela.

L’APPELLO DEL CAPO DEL SENATO – Mercoledì scorso il presidente del Senato, Pietro Grasso ha fatto visita alla famiglia Cucchi, e ha ribadito che la morte di Stefano non deve essere vana: “Bisogna costruire una società che rispetti i diritti dei più deboli: ciò deve fare uno Stato che si definisce civile. Chi sa parli, lo Stato non può sopportare una violenza impunita di questo tipo”.

LA FIACCOLATA PER STEFANO – Domani (sabato 8 novembre) a Roma, da Piazza dell’Indipendenza – davanti alla sede del Csm – alle 17 – la fiaccolata “Mille candele per Stefano Cucchi”, promossa dai familiari e dalla onlus Acad (Associazione contro gli abusi in divisa). Ad aderire alla iniziativa numerosi comitati, associazioni, municipi, centri sociali e cittadini.

LA MORTE DI STEFANO CUCCHI – Il geometra romano venne arrestato per possesso di droga il 22 ottobre 2009, e morì una settimana dopo all’ospedale “Sandro Pertini”, dove era stato ricoverato in condizioni pietose per le percosse ricevute durante la detenzione, aveva commentato la sentenza di primo grado. Per l’accusa il giovane venne pestato nelle celle di Palazzo di Giustizia, “dopo l’udienza di convalida e prima dell’ingresso al carcere”. Successivamente morì per “sindrome di inanizione”, ovvero per malnutrizione, a causa della condotta di chi doveva curarlo e non lo fece, cioè per una condotta “contrassegnata da imperizia, imprudenza e negligenza”.

Silvia Sequi

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