martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Catalogna. Artur Mas tratta
ma pensa alle elezioni
Pubblicato il 13-11-2014


catalongna-masIl presidente del governo catalano, Artur Mas, ha cominciato un giro di consultazioni dei partiti favorevoli al referendum sull’indipendenza in Catalogna, per esplorare le possibilità di un accordo sulle elezioni anticipate e concordare insieme i prossimi passi dopo la consultazione sull’indipendenza di domenica.
Il leader di Convergencia i Uniò ha previsto riunioni con il leader di Esquerra Republicana (Erc), Oriol Junqueras, con quello degli ecosocialisti di Icv, Joan Herrera, con il segretario della Candidatura d’Unitat Popular (cup), David Fernandez, con Josep Rull (CDC) e Ramon Espadaler (UDC) della federazione CiU.
Mas, secondo fonti della Generalitat de Catalunya, il governo catalano incontrerà anche il segretario dei socialisti catalani (PSC), Miguel Iceta, con il quale a oggi non esclude prossimi accordi, dopo l’offerta del Psc di un accordo per l’approvazione della Finanziaria 2015.

Restano esclusi ovviamente dalle consultazioni il Partido Popular e il movimento Ciutadans. L’iniziativa per arrivare a un referendum legale sull’ indipendenza della Catalogna va dunque avanti, nonostante il rifiuto opposto ieri dal Presidente del governo spagnolo, Mariano Rajoy.

Il 24 novembre, il Presidente Mas ha convocato in un atto solenne al Palazzo dei Congressi della Catalogna circa duemila esponenti della “società civile catalana” ai quali esporrà la sua ‘road map’ per la fine della legislatura o come sospettano in molti analisti, l’inizio della prossima legislatura.

Da Madrid Rajoy avverte che il governo della Spagna “non negozierà la liquidazione della sovranità nazionale”, come chiede l’esecutivo catalano di Artur Mas. A quattro giorni dal ‘processo partecipativo’, che ha mobilitato 2,3 milioni di catalani, dei quali oltre l’80% ha detto sì alla secessione, il premier Mariano Rajoy è comparso in conferenza stampa, per dire che la posizione di Madrid non si è mossa di una virgola. Dialogo sì, ma senza le condizioni imposte dal fronte indipendentista, e nei limiti segnati dalla “legalità costituzionale”.

L’ennesima ondata indipendentista in tre anni andata in scena domenica, si infrange alle porte del Palazzo della Moncloa, dove il presidente Rajoy avverte: “L’unica strada legale è una riforma della Costituzione”, sostenuta anche dal Psoe, il principale partito dell’opposizione.

“Il Parlamento della Catalogna ha facoltà per avviare l’iter per la riforma. E Mas lo sa”, ha esortato il leader del Partido Popular. Tuttavia, Rajoy ha anticipato che il suo governo maggioritario e il suo partito restano inamovibili sulla secessione: “Non negozierò mai sulla sovranità nazionale”, ha ripetuto. Inutile creare false aspettative al popolo catalanio. Per il premier Rajoy, domenica è andato in scena un mero “atto di propaganda”, che ha violato le decisioni della Corte costituzionale che per due volte ha vietato il referendum.

Un atto di forza da parte di Artur Mas per accreditarsi nuovamente come leader di quella Catalogna stanca di subire le politiche di Madrid e per continuare in sicurezza a governare il popolo catalano anche per il prossimo mandato.

Un referendum per la volontà del popolo ma soprattutto per la voluttà del proprio Presidente.

Sara Pasquot   

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Commenti all'articolo
  1. Gentile Sara,
    le scrivo da Barcellona. Faccio parte del Col·lectiu Emma, un gruppo di volontari che si occupa di seguire la stampa estera quando si occupa della Catalogna; le ho lasciato il nostro sito web. Noto con piacere che lei è ottimamente informata sui fatti, anche se non capisco bene il suo “punto di vista”, cioè se lei è stata in Catalogna, se ci vive, che fonti usa. Attendo una sua risposta e la ringrazio.

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