domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Colombia, in salita
i negoziati di pace  
Pubblicato il 21-11-2014


Colombia_Santos-pazI negoziati di pace tra il governo di Juan Manuel Santos e le Farc iniziarono formalmente il 18 Ottobre 2012 all’Avana. Questo processo di pace costituisce l’undicesimo tentativo di terminare il pluridecennale conflitto che ha martoriato il Paese fin dal 1948. Le FARC (Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia) e l’ELN (Ejèrcito de Liberaciòn Nacional) sono i gruppi guerriglieri più longevi di tutta l’America Latina, entrambi nati nel 1964 ed entrambi considerati organizzazioni terroristiche da diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Canada e Nuova Zelanda oltre che dalla stessa Unione Europea. Nonostante ciò a differenza di altri gruppi tacciati di terrorismo le Farc sono riconosciute come gruppo belligerante all’interno di un conflitto armato interno, il che le da il potere giuridico di interloquire con il governo Colombiano oltre che il diritto/dovere all’applicazione delle Convenzioni di Ginevra. Quest’ultimo tentativo di pace è stato accolto positivamente da buona parte dell’opinione pubblica; vi confluiscono le considerazioni di decenni di tentativi, in più, la linea militare delle FARC è stata scossa dalla morte dei suoi capi: ‘Tirofijo’, ‘Raul Reyes’, ‘Mono Jojoy’ e per ultimo ‘Alfonso Cano’; in altre parole, il fronte politico che si trova oggi a Cuba avrebbe la volontà e le capacità necessarie per porre fine alla lotta armata.

Il Sequestro
Il processo di pace, tuttavia, si contraddistingue per una singolarità: al tavolo dei negoziati le parti si stanno confrontando a conflitto in corso. Nonostante le pressioni da parte delle Farc per un cessate il fuoco il governo si è opposto a qualsiasi tregua armata che avrebbe potuto compromettere i progressi militari raggiunti in questi anni. Morti e prigionieri continuano ad essere quindi all’ordine nel giorno, tuttavia cinque giorni fa l’ennesimo sequestro ha dato il via alla crisi più acuta dall’inizio di questo processo di pace. Domenica 16 gennaio viene sequestrato a Las Mercedes, località nel dipartimento del Chocò, l’ufficiale dell’esercito, il generale Rubèn Darìo Alzate Mora, comandante della Fuerza de Tarea Titàn, un’unità speciale di lotta contro la guerriglia, insieme al suo autista e ad un avvocato.

Particolarità
L’unicità di questo sequestro è data da diversi fattori. In primo luogo si tratta dell’ufficiale di rango più alto mai sequestrato dalla guerriglia (nel 1994 fu sequestrato un colonello), in secondo luogo il generale, secondo fonti ufficiali, sarebbe stato sequestrato in abiti civili, all’interno di una zona notoriamente ad alto rischio (zona roja) ed al di fuori di missioni militari autorizzate. Il Ministero della difesa commentò a poche ore dal sequestro che “il generale Alzate ha rotto ogni protocollo di sicurezza”. Il generale è stato sequestrato dal Frente 34 delle Farc, una delle cellule del gruppo guerrigliero più coinvolte nel narcotraffico. Il fronte risponde a ‘Isaias Trujillo’, uno dei membri della squadra di negoziatori che rappresenta le Farc all’Avana. Strane sono anche le modalità del sequestro, secondo fonti non ufficiali, ma apparentemente attendibili (gli abitanti di Las Mercedes), Alzate sarebbe stato sequestrato senza l’uso della forza. Il generale, secondo queste testimonianze, avrebbe semplicemente seguito i guerriglieri senza porre alcuna resistenza.

Consequenze
Il Presidente Santos in un comunicato tenuto a poche ore dal sequestro ha annunciato la sospensione delle trattative fino ad avvenuta liberazione del generale Alzate, biasimando, inoltre, le Farc per aver alzato il livello di tensione in un momento così cruciale del dialogo.

Da parte sua ‘Timochenko’, attuale leader del gruppo armato, ha lasciato trascorrere ben due giorni prima di rilasciare una dichiarazione, nella quale rifiutava le accuse di sequestro (le Farc hanno da anni abbandonato la pratica dei sequestri a scopo di estorsione) e definiva Alzate come un prigioniero militare di enorme importanza politica.

Tra i critici sono molti quelli che definiscono il sequestro come un piano ben orchestrato dal ‘partito dei contrari al negoziato’: frange delle Farc e l’estrema destra colombiana, capeggiata dall’ex presidente Alvaro Uribe da sempre contrario ad ogni tipo di dialogo con la guerriglia ed in pessimi rapporti con il suo vecchio compagno di partito, il presidente Santos.

Evoluzioni
È di ieri (giovedì 20), la notizia che gli arbitri del negoziato, i rappresentanti di Norvegia e Cuba con l’appoggio della Croce Rossa Internazionale, hanno concordato con le parti un piano di rilasco per il generale Alzate da condursi all’interno del processo di pace e nel più breve tempo possibile.

L’Onu ha elogiato le parti per il raggiunto accordo e spera in una rapida ripresa del dialogo.

Paradossalmente la crisi sembra aver aumentato la fiducia nel processo di pace mettendo alla prova la volontà sia del governo che delle Farc di proseguire con i negoziati, tuttavia ha anche evidenziato la precarietà e l’incertezza del quadro politico-militare all’interno del quale questi si svolgono; gli interessi in gioco dopo 60 anni di conflitto sono molti, così come numerosi sono i gruppi di interesse ostili al raggiungimento di questa pace tanto agognata.

Giulio Levorato

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