venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Contro la violenza a Salvini senza se e senza ma
Pubblicato il 10-11-2014


Quello che non sopporto é la condanna alla violenza condizionata. Cioè io la condanno, però. É il caso di Salvini che è lontano anni luce da quel che penso io sull’emigrazione e anche sui rom. Le spara sempre poi grosse e fa anche centro perché tutti i sondaggi lo danno in aumento. Ha ereditato una Lega distrutta dal cosiddetto cerchio magico e adesso l’ha rilanciata spostandola decisamente a destra, sulle posizioni lepeniste. A Bologna è stato aggredito da un gruppo di facinorosi e si è trovato a mal partito. Via alle dissociazioni. Che in genere suonavano così: “Siamo contro la violenza però Salvini se l’è cercata con le sue dichiarazioni e le sue iniziative”. La Moretti lo ha anche invitato a non fare la vittima. Ora, che uno con l’auto bastonata e fracassata possa anche fare la vittima mi pare poi anche giustificato. Però non capisco. Questa attenuazione della condanna alla violenza in rapporto alle dichiarazioni e alle iniziative mi spaventa. In una democrazia si possono fare tutte le dichiarazioni e le iniziative che non siano proibite per legge senza essere aggrediti. E poi anche quelle non permesse dalle leggi dello stato (penso al negazionismo o alla ricostituzione del partito fascista) mica devono essere i centri sociali a proibirle, ma semmai le forze dell’ordine. Personalmente sono contro la violenza sempre. Anche quando viene esercitata da chi ha le posizioni più lontane dalle mie. Questo coniugare la condanna della violenza con le posizioni politiche è quanto di più ambiguo e incoerente possa esistere per una cultura liberale. Lasciamo perdere Voltaire, anche perché quella frase non è neanche sua. E diciamolo noi così: “Non condivido nulla di quel che dici, ma condanno tutti coloro che te lo impediscono con la violenza”. Punto e a capo.

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Commenti all'articolo
  1. Giusto direttore. Salvini, oggi più che mai, è lontanissimo da noi; ma non si può giustificare una violenza, anche se fosse provocata da lui. Come non giustifico l’occhio per occhio di Calderoli (vice presidente del Senato?), da brividi. Saluti socialisti!

  2. Caro Mauro, se io voglio tornare a casa intero non entro in un centro “sociale” del Veneto Fronte Skins al grido di NAZISTI DI MERDA! Se mi riportano a casa con il cucchiaino non posso obiettivamente fare la vittima ma sono la causa di chi deve piangere se stesso! Non mi si dica che uno deve poter andare dove vuole! Io non credo in DIO ma non per questo vado a bestemmiare in Chiesa oppure pur detestando la Lega Pound non vado ad un loro raduno a gridargli RAZZISTI DI MERDA!

  3. CONTRO LA VIOLENZA SENZA SE E SENZA MA, titola molto giustamente il Direttore, e trovo parimenti condivisibile il suo concetto sulla libertà di pensiero “In una democrazia si possono fare tutte le dichiarazioni e le iniziative che non siano proibite per legge senza essere aggrediti”.
    Anche a me è capitato di chiedermi, in altre circostanze, e fors’ anche su queste stesse pagine, come possano conciliarsi certe “censure” con il dettato della nostra Costituzione, art. 21, che sancisce il . “diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

    Ma a questo punto mi viene da fare un’ulteriore e conseguente riflessione. Se per la cultura liberal riformista il garantismo vero, quello cioè che non si attiva a giorni alterni secondo la convenienza politica, rappresenta un valore fondante e irrinunciabile, ovvero non negoziabile come oggi si usa dire, ritengo che i socialisti dovrebbero prendere le distanze, non solo a parole, ma attraverso i comportamenti politici, da quegli eventuali alleati, o potenzialmente tali, che sono garantisti con tanti “distinguo” e “mal di pancia”

    Passare cioè “dalle parole ai fatti”, o quantomeno predisporsi mentalmente a farlo posto che non è di sicuro facile “porre condizioni” per una forza dai piccoli numeri – e che vuole legittimamente restare sulla scena politica – specie su argomenti che in questo momento possono essere ritenuti marginali dalla pubblica opinione rispetto ad altre emergenze, pubblica opinione semmai anche un po’ distratta, ma se ci guardiamo intorno vediamo che le società senza principi vanno sovente a “liquefarsi”, e verrà forse un giorno in cui chi si è fatto custode e paladino dei “principi” potrà vedersi riconosciuto questo suo ruolo, perché ci si accorgerà che, senza principi saldi, la ragione va sempre a finire nelle mani del più forte e “potente”, alla faccia della “pari dignità” e della “democrazia”.

    Paolo B. 13.11.2014.

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