venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Corruzione, ungheresi in piazza contro Orban
Pubblicato il 18-11-2014


Budapest-protesteSembrava uno dei Paesi più stabili tra quelli “sorti a Est” in Europa e invece anche l’Ungheria si trova a dover affrontare il malcontento popolare, poche ore fa sono state registrate a Budapest almeno 10.000 persone scese in strada per protestare. Ieri c’è stata la quinta, grande manifestazione contro il governo in Ungheria in appena tre settimane. Il movimento di protesta nato per chiedere l’abolizione della tassa di internet si è trasformato pian, piano in un movimento di critica contro la destra nazionalista di Viktor Orban e il suo governo apertamente accusato di corruzione. Ma la protesta non riguarda solo Budapest, il movimento, grazie ai social network, è riuscito a riempire le piazze di diverse città ungheresi e a raggiungere altre città europee, sono state registrate numerose proteste organizzate da cittadini ungheresi residenti all’estero (Londra, Berlino e Bruxelles). Ieri è stato chiamato “il giorno della pubblica indignazione” su Facebook per dire sì “alla libertà, alla trasparenza, a un governo responsabile”. E no alle tasse su Internet, alla corruzione di Stato, all’aumento delle imposte, all’attuale politica estera del governo… troppo sbilanciata verso Est.
Nonostante il malcontento e la crescita dell’impopolarità di Viktor Orban, resta da chiarire come mai nell’ultima tornata elettorale (nemmeno un mese fa) i risultati hanno confermato la netta supremazia del partito al governo, Fidesz. Per la terza volta quest’anno l’Ungheria è stata chiamata al voto, e per la terza volta il partito arancione ha confermato la maggioranza in tutte le contee (maggioranza che detiene dal 2010), 20 capoluoghi su 23 (ne aveva 22) e soprattutto ha confermato la posizione dominante a Budapest dove il sindaco Tarlós viene confermato ed il partito guadagna più dei 2/3 del consiglio dei Sindaci di quartiere.

Per molti, la governance di Orban è solo una dittatura mascherata ma ieri gli slogan dei magiari per chiedere la fine della corruzione ungherese avevano un sapore di déjà vu: ieri quando la folla ha raggiunto Kossuth ter, la piazza antistante il Parlamento ha urlato più volte “Europa, Europa” e oltre alle bandiere ungheresi, c’erano quelle dell’Ue.

Il rischio è quello di ritrovarsi di fronte all’ennesima “protesta colorata” che inneggia all’Europa e a cui l’Ue difficilmente riesce a far fronte (vedi Kiev). Altro punto importante da tenere a mente sul “risveglio delle Piazze” magiare è il supporto di Washington come risposta all’opposizione di Budapest alle sanzioni contro la Russia di Putin. Durante la manifestazione contro la tassa su internet è interessante notare la presenza dell’incaricato presso l’ambasciata statunitense Andre Goodfriend, che un paio di giorni prima promosse varie sanzioni politiche contro il primo ministro Orban.

Ma non è l’unica iniziativa degli Usa per cercare di far abbassare la cresta a un Orban sempre più fuori dalla linea dell’Ue: con la giustificazione del sistema di tasse corrotto sono stati banditi cittadini ungheresi dal territorio americano. Come il caso della responsabile dell’Ufficio delle tasse ungherese Ildiko Vida che si è vista revocare il visto d’ingresso in Usa sulla base di un’inchiesta per presunta corruzione.

Maria Teresa Olivieri

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Commenti all'articolo
  1. Ormai dovremmo aver compreso, anche per averlo provato sulla nostra pelle, che le accuse di corruzione ai governi sono lo strumento della CIA per destabilizzare paesi e governi “non allineati” completamente all’ordoliberismo. Spesso anche con la complicità, paradossale, delle sinistre massimaliste. Esemplare il caso recentissimo del Brasile, prima con le contestazioni organizzate appositamente per avere audience globale durante i mondiali di calcio e poi con l’incredibile appoggio al ballottaggio della candidata sedicente socialista al candidato delle destre.
    Non ho alcuna simpatia per Orban ma……. per dirla con Cicerone “amicus Mago, sed magis amica veritas”.

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