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Opinioni e commenti
 

Corte dei Conti, necessaria una riforma per l’8 per mille
Pubblicato il 28-11-2014


Corte dei conti-8xmilleNel 1990 la Chiesa cattolica riceveva 200 milioni di lire. Nell’anno in corso è arrivata a toccare vette oltre il miliardo di euro. Questa e altre anomalie hanno fatto mettere sotto la lente della Corte dei Conti l’otto per mille, la quota di imposta, ricavata dall’Irpef che la Repubblica Italiana ripartisce – in base alle scelte dei contribuenti – fra lo Stato stesso e varie confessioni religiose (Chiesa cattolica, valdesi, comunità ebraiche, evangelici luterani e battisti, ortodossi, buddhisti, induista e avventisti, chiese cristiane avventiste del settimo giorno e pentecostali, ndr). Secondo i magistrati “è opportuna una rinegoziazione” del sistema introdotto nel 1985 che risulta “opaco, senza controlli, senza informazione per i cittadini, discriminante dal punto di vista della pluralità religiosa” e i cui fondi – nonostante la congiuntura di consistente riduzione della spesa pubblica – si sono incrementati in modo considerevole e costante.

DISTORSIONE – I magistrati tributari hanno rilevato come “i beneficiari ricevono più dalla quota non espressa che da quella optata. Su ciò non vi è un’adeguata informazione, benché coloro che non scelgono siano la maggioranza e si possa ragionevolmente essere indotti a ritenere che solo con un’opzione esplicita i fondi vengano assegnati”. Si tratta di una distorsione enorme, considerato che nel corso degli anni sempre meno contribuenti hanno espresso la loro scelta: per esempio, nel 2011 alla Chiesa Cattolica è andato il 37,9% delle scelte espresse, ma la quota effettivamente distribuibile arriva a toccare l’82,2%. Per lo Stato, dal 6,1% si passa al 13,3%.

Fonte: elaborazione della Corte dei conti su dati dell'Agenzia delle entrate

Fonte: elaborazione della Corte dei conti su dati dell’Agenzia delle entrate

CONTRIBUTI INGENTI E SCARSA TRASPARENZA – Secondo quanto messo alla luce dalla Corte, i contributi alle confessioni risultano ingenti, “tali da non avere riscontro in altre realtà europee, avendo superato ampiamente il miliardo di euro per anno”. Si parla infatti di 1,2 miliardi all’anno. Inoltre, i magistrati contabili hanno rilevato la mancanza di trasparenza poiché “sul sito web della Presidenza del Consiglio dei Ministri, infatti, non vengono riportate le attribuzioni alle confessioni, né la destinazione che queste danno alle somme ricevute”.

Fonte: elaborazione della Corte dei conti su dati dell'Agenzia delle entrate

Fonte: elaborazione della Corte dei conti su dati dell’Agenzia delle entrate

STATO DISINTERESSATO A SUA QUOTA COMPETENZA – Ma anche il comportamento ‘pubblico’ sembra essere piuttosto censurabile: “Lo Stato mostra disinteresse per la quota di propria competenza, cosa che ha determinato la drastica riduzione dei contribuenti a suo favore, dando l’impressione che l’istituto sia finalizzato solo a fare da apparente contrappeso al sistema di finanziamento diretto delle confessioni”. Secondo l’indagine della Corte, l’anno scorso la Chiesa cattolica ha speso oltre 3 milioni e mezzo in spazi pubblicitari Rai, contro i 30mila di quella valdese.

Silvia Sequi 

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Commenti all'articolo
  1. Appare chiaro che la stragrande maggioranza dei contribuenti non conosca che la loro quota non espressa venga comunque assegnata ugualmente,in base alle scelte di chi ha scelto.Una bizzaria contabile ma anche un furto ai danni dello stato in un periodo di grande crisi,al quale le quote non espresse dovrebbero rimanere.Basti pensare che qualcuno che avrebbe avuto diritto a 486 milioni di euro se ne è presi invece 1 miliardo e 54 milioni .Smettiamo di farci derubare.

  2. Il documento dell’UAAR(Unione Atei Agnostici Razionalistici) Associazione riconosciuta, Dopo un’accuirata ricerca , per l’anno 2008, sui costi annui della Chiesa recita quanto segue:
    LA STIMA AGGIORNATA DEI COSTI DELLA CHIESA E’
    EUJRO 6:086.565.703
    Tabella riepilogativa

    Otto per mille 1.067.000.000
    Otto per mille di competenza della Stato 66.307.085
    Cinque per mille 54.500.000
    Erogazioni liberali 13.800.000
    Esenzione ICI 500.000.000
    Riduzione IRES 100.000.000
    Riduzione IRAP 150.000.000
    Esenzione IVA 100.000.000
    Esenzioni fiscali e doganali 20.000.000
    Pensioni 22.000.000
    Benefici su publicità 2.000.000
    Contributo per Cappellan i in Polizia 6.000.000
    Contribuiti statali per servizi nelle carceri 8.000.000
    Insegnamento religione nelle scuole di Sato 1.500.000.000
    Contributi alle scujole cattoliche 261.000.000
    Contributi Statali all’università Cattolica 53.000.000
    Contributi all’Editoria Cattolica 12.000.000
    Tariffe popstali agevolate 7.500.000
    Riduzione Canone TV 37.000
    Contributo al consumo idrico 4.000.000
    Fondo edifici Culto 70.000.000
    Servizio civile 3.720.417
    Legge mancia 12.500.000
    Altri contributi Statali 50.000.000
    Spese per eventi Cattolici 20.000.000
    Contributi Amm/ni locali scuole cattoliche 400.000.000
    Utilizzo fondi Europei 107.000.000 Cambi destinazioni d’uso 150.000.000
    Altri contrib. delle Regioni 242.000.000
    Servizi appalti convenzioni 150.000.000
    Convenzioni con Santa Sede pe Sanità 167.000.000
    Contrib.region ali per cappellani in H. 35.000.000
    Contributi Regionali agli Oratori 50.000.000
    Altri contrib. erogati dalle Province 70.000.000
    Contrib. Comunali per edilizia di culto 94.100.000
    Contributi Comunali per cappellanio nei cimiteri 6.000.000
    Esenzione su tariffe x rifiuti 10.000.000
    Edifici cmunali eccessi canone di favore 1.000.000
    Altri contributi erogati dai Comuni 257.000.000
    Benefici concessi da fondazioni apart.Pubbl. 200.000.000
    Cerimonie di cujltgo in orari di lavoro ad AmmNI
    pubblichein ‘Enti e nelle Società dello stato 1.500.000.000
    =============================
    Questo è lo Studio – come abbiamo detto. molyto costoso – del 2008. Certo le cose possono essere leggermente cambiate ma se queste voci di contribuzione sussistono tutt’ora saranno modificate in peggio sicuramemnte. Ai pesteri ladi vina sentenza. Grazie per l’attenzione

  3. Ritengo corretto che venga assegnato alle confessioni regionali quanto destinato connome e cognome dai contribuenti. La parte non espressamente destinata dai contribuenti vada a costituire un fondo di rotazione per la costruzione di case per giovani coppie, da vendere a prezzi convenienti e da pagare da parte della giovane coppia una volta che arriva a superare una soglia minima di reddito.

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