lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Costruiamo insieme la nostra Democrazia!
Documento a cura della Federazione dei Giovani Socialisti dell‟Emilia-Romagna
Pubblicato il 13-11-2014


Motivi di questo documento

Se si pensa a tutte le conquiste sociali e politiche che l‟Italia ha avuto dal dopoguerra ad oggi, non si può non affermare come le cose siano decisamente migliorate. Il tenore di vita che in media abbiamo noi giovani è decisamente superiore a quello dei nostri nonni, e con esso anche la possibilità di avere una buona educazione. Anzi, bisogna dire che la nostra generazione, rispetto alla precedente, è una generazione che sa e che sa fare di più. Non solo, ma siamo la generazione che più di tutte ha la possibilità di essere informata di ciò che ci accade attorno e nel mondo. E con molta velocità. Non a caso Internet e l‟avvento dei social network hanno causato una vera e propria rivoluzione in questo ambito, e ancora non è finita.

Seguendo quindi questo ragionamento, molti sono portati ad affermare che anche sul piano politico i giovani di oggi, non solo sono più informati, ma posseggono anche una maggiore capacità di pensiero critico. La realtà però è ben diversa.

La verità è che, su questo lato rispetto ad anni fa, la situazione è degradata. Ai giovani la politica non interessa. Non a causa di un odio generale contro di essa generato dal recente dilagare dell‟antipolitica, ma perché ad essa semplicemente non ci sono abituati. Viene vista come “roba per grandi”, come cosa troppo complicata e difficile da capire, come qualcosa di lontano e fatta per pochi. Nella maggior parte delle volte il politico viene visto solo dietro il vetro della televisione, a parlare di chissà che cosa, e i provvedimenti o le riforme di cui tanto si parla sembrano cose astratte e di cui non si capisce come vadano ad incidere nella vita di tutti i giorni. Altre volte invece il disinteressamento è dovuto ad una tradizione familiare negativa e pessimista, conseguenza della cattiva immagine che ha la politica oggi, oppure al fatto che sono stati i genitori stessi a prendere parte a battaglie politiche in passato, magari durante il periodo della contestazione, e sono stati disillusi. E‟ comunque ormai nell‟immaginario comune una politica fatta da disonesti, che scendono in campo solo per i propri interessi personali. Se infatti Pertini affermava che “i giovani non hanno bisogno di sermoni, ma di esempi di onestà di coerenza e altruismo” un motivo ci sarà.

Certo, non si deve fare di tutta un‟erba un fascio. I giovani che si interessano alla Cosa Pubblica ci sono e non sono pochi (noi ne siamo un esempio), ma la democrazia è veramente tale quando tutti vi partecipano e lo scopo di questo documento è dare delle soluzioni concrete affinché essa ritorni ad essere tale.

Abbiamo deciso quindi di partire dalla Regione Emilia-Romagna, sfruttando l‟occasione delle elezioni, per dare come FGS regionale un contributo politico alla lista Emilia Romagna Civica. Lista della quale fa parte anche il Partito Socialista, di cui siamo la giovanile. Lo abbiamo fatto non solo tra di noi, ma coinvolgendo tutti: simpatizzanti, coetanei, amici, e associazioni di categoria. Questo per avere sempre il massimo dei pareri e di coinvolgere veramente tutte le parti in causa, perché a sentire questo problema siamo principalmente proprio noi giovani, ed è giusto che da noi venga la risposta. Una risposta che è fondamentale per una regione come la nostra che, proprio perché deve guardare al domani, deve anche far sì che i propri giovani si interessino alla Cosa Pubblica e Bene Comune, per costruire insieme la nostra Democrazia!

Un giorno saremo noi ad ereditarla, e per saper usare bene la Politica (quella vera), prima bisogna conoscerla.

Politica, ma che roba è?

“La democrazia è ciò che dice di essere: il dominio del popolo. Ed è buona o cattiva a seconda che il popolo sia l’una o l’altra cosa” Louis de Wohl

La politica nasce come un universo a cui tutti possono prendere parte. Non è solo l‟esercizio del potere da parte di soggetti che rappresentano una determinata corrente di pensiero e/o ideologia.

La politica è prima di tutto impegno e sacrifico da parte dellindividuo. Il cittadino mette a disposizione le proprie conoscenze e il proprio bagaglio di esperienze per contribuire alla crescita della propria comunità, della propria nazione: del proprio Stato di diritto.

Appartenere e riconoscersi in una bandiera è dunque più un piacere che un dovere. I doveri presuppongono uno sforzo il più delle volte compiuto con spirito negativo. Invece, se si affrontano i problemi quotidiani, cercando di cambiare le cose ed essendo partecipi in prima persona di una “evoluzione” in senso civico, ecco che il dovere si tramuta in piacere. Le soddisfazioni si ottengono certo con impegno e sacrificio, ma anche con l‟ottimismo e la buona volontà.

I giovani che si affacciano alla vita dopo gli studi sono sempre più lontani da questo concetto di politica, intesa come servizio disinteressato. Non si può più pensare che la politica sia praticata come lavoro o come possibile fonte di reddito. Essa necessita di un “ringiovanimento” e di forze fresche e nuove, traboccanti di entusiasmo. Nuove battaglie attendono le nuove generazioni come il potenziamento del Welfare State e di tutti quei diritti sociali riconducibili al principio di solidarietà, base della nostra democrazia.

La politica però, non sta solo in tutto quello che abbiamo detto fin ora: non sta solo nella grandi battaglie, nel Parlamento o nei Partiti. Essa ad esempio è anche la rappresentanza scolastica! Dai rappresentanti di classe a quelli di Istituto o Consulta: tutto è politica. Inoltre anche il mondo dell‟associazionismo lo è (da Libera ad Amnesty International), quello dei movimenti (dai No Tav ai No Vivisezione), quello del volontariato (dalla Caritas alla Protezione Civile), senza contare i sindacati (sia studenteschi che quelli che riguardano il mondo del lavoro).Tutto ciò che si occupa di un bene comune è politica.

A questo punto può sorgere però una domanda: ma allora per prendersi cura del Bene Comune bisogna per forza attivarsi tutti in prima persona attraverso questi modi?

Assolutamente no, e la miglior risposta la dà Pericle, un grandissimo leader della democrazia Ateniese, che nel lontano V secolo A.C. in una sua celebre orazione affermava:

“Un cittadino non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Un uomo che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e, benché soltanto pochi siano in grado di dar vita ad una politica, noi siamo tutti in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come ostacolo sulla strada dell’azione politica, ma come indispensabile premessa ad agire saggiamente”.

Traduzione: non è necessario che tutti scendano in politica e si impegnino in prima persona nel proporre soluzioni ai problemi, ma tutti sono e devono essere in grado di giudicare queste proposte e decidere se condividerle o no.

Il voto serve esattamente a questo.

Che fare?

Tutto parte dalla scuola. Essa infatti, più che riempire gli studenti di nozioni e contenuti di cui la maggior parte delle volte nessuno sa che farsene, ha lalto compito di formare il cittadino. Certamente una buona cultura generale è importante, ma a cosa serve che uno studente sappia dove e quando è morto Napoleone se poi quando finisce il suo percorso scolastico non conosce la costituzione? A che serve saper fare le equazioni se poi una persona non conosce i propri diritti e i propri doveri all‟interno della società? Per questo è necessario introdurre linsegnamento di Educazione Civica (oggi chiamata “Cittadinanza e Costituzione”) nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, rendendo questa una materia obbligatoria e da valutare allinterno del voto complessivo di Storia. Seppur infatti essa in teoria ci sia già, nella misura di un‟ipotetica ora a settimana all‟interno delle ore di “Storia e Geografia”, nella pratica, non essendo obbligatoria da valutare, rimane una materia affrontata a discrezione dell‟insegnante, il quale spesso la trascura

e nella maggior parte dei casi non la affronta nemmeno! Per questo è importante invece rendere questa materia obbligatoria da valutare e incisiva del voto complessivo.

Tutto ciò però interessa lo Stato, e più in particolare il Ministero dell‟Istruzione: dove può intervenire la Regione allora? In un‟altra importantissima maniera: quella di sensibilizzare i giovani delle scuole attraverso un progetto regionale di Educazione alla Cittadinanza e alla Politica. Intraprendendo così una campagna per far sì che le scuole organizzino al proprio interno degli incontri con costituzionalisti, politologi, professori ed esperti vari, che insegnino in maniera più incisiva e coinvolgente ai giovani studenti quali sono i loro diritti, i loro doveri, cos‟è e come funziona lo Stato e la Politica. Compito della Regione è quindi spingere affinché le scuole facciano tali iniziative, e mettere eventualmente a disposizione di esse un team di esperti di tale ambito.

Sempre nelle scuole poi, la Regione può intervenire per incentivare anche la diffusione del progetto “il Quotidiano in Classe”. E‟ un progetto che interessa la maggior parte delle scuole secondarie italiane, promosso dall‟Osservatorio Permanente Giovani-Editori, in collaborazione con vari giornali online e cartacei, che ha proprio come scopo quello di “fare dei giovani di oggi i cittadini liberi di domani”. Una volta alla settimana, sotto la guida del docente, tre diversi quotidiani (cartacei o online) vengono messi a confronto nel corso di una vera e propria lezione di educazione civica, realizzata giorno per giorno, così da aggiungere un ulteriore tassello alla costruzione di una propria opinione e soprattutto allo sviluppo dello spirito critico dei giovani. Inoltre il progetto coinvolge anche gli insegnanti in un breve periodo di formazione in cui ad essi vengono dati utili contributi scientifici che permettono di presentare correttamente il giornale agli studenti e di fornire spunti utili per lo svolgimento della lezione con la lettura del quotidiano.

Per quanto riguarda prettamente i programmi scolastici invece (altro argomento di competenza non della Regione, ma del Ministero), è necessario rivedere e rielaborare il programma di Storia, facendo sì che ci si focalizzi di più sull800 e il „900, restringendo quindi le tempistiche con cui si affrontano le vicende storiche dei periodi precedenti. Non è possibile stare lezioni e lezioni sulla concezione di Dio o del tempo nel Medioevo oppure sulla scoperta dell‟America, argomenti che possono essere conclusi in decisamente meno tempo: riteniamo invece sia più importante affrontare e approfondire bene gli avvenimenti che riguardano il „900, ed in particolare quelli dal dopoguerra in poi (raramente considerati). Non è possibile che nella scuola italiana di oggi, che dovrebbe stare al passo coi tempi, ai giovani studenti viene fatto studiare un mondo e una storia che si è conclusa ben 80 anni fa!

Un‟altra importantissima parte per la politica è rappresentata dal cosiddetto Terzo Settore, che in Italia e ancor più in Emilia-Romagna ha un enorme potenziale ancora da sviluppare: esso è composto da soggetti organizzativi di natura privata volti alla produzione di beni e servizi a destinazione pubblica o collettiva, come cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, ONLUS, ONG e le già ricordate associazioni di volontariato. Va ampliato il raggio dazione del terzo settore andando a migliorare e ad implementare tutti quei servizi che il Welfare State non riesce oggi a erogare in maniera soddisfacente. Ed è proprio in questo contesto che entrano in scena i giovani; forze fresche ed entusiaste, pieni di motivazioni e spirito di sacrifico per aiutare i più deboli. Questo è il vero significato della politica: aiuto, ascolto, azione. Per fare questo è necessaria quindi una redistribuzione del Fondo Sociale Europeo al fine di creare una rete di giovani che partecipano a corsi ed attività legate al terzo settore e al volontariato, di cui si fa promotore la Regione attraverso la collaborazione con le scuole. Come già ricordato il Terzo Settore ha un enorme potenziale, capace di creare occupazione, ricchezza, e soprattutto il senso di società e bene comune che, come già detto, sono indispensabili.

Infine come ultima proposta vogliamo riportare un altro modo di sensibilizzare i giovani verso la politica, e in particolare il voto. Questa proposta non rappresenta altro però che la “ciliegina sulla

torta” di quanto detto fino adesso, e che noi giudichiamo più importante e fondamentale. Sarebbe infatti utile sensibilizzare i neo maggiorenni di ogni Comune con delle cerimonie di consegna della tessera elettorale e, dove ce ne sia la possibilità economica, di una copia della

Costituzione da parte del Sindaco della città.

Con questa proposta ci rivolgiamo quindi semplicemente ai sindaci e alle amministrazioni dei singoli comuni che possono permettersi tale iniziativa. Se infatti esso non rappresenta un impegno particolarmente gravoso sul lato economico, diventa molto difficile essere applicato in città particolarmente grandi, dove i giovani che diventano maggiorenni ogni anno sarebbero troppi. Malgrado ciò, pensiamo che comunque un giovane si possa sentire più coinvolto e vicino alle istituzioni se la tessera elettorale sarà il Sindaco in persona a consegnargliela, in seguito alla pronuncia di un discorso fatto per l‟occasione, che non riceverla per posta.

Le nostre proposte, in breve

Che cosa può fare lo Stato?

1) Introdurre l‟insegnamento di Educazione Civica nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, rendendo questa una materia obbligatoria e da valutare all‟interno del voto complessivo di Storia.

2) Rivedere e rielaborare il programma di Storia, facendo sì che ci si focalizzi di più sull‟800 e il „900, restringendo quindi le tempistiche con cui si affrontano le vicende storiche dei periodi precedenti.

la Regione Emilia-Romagna

1) Sensibilizzare i giovani delle scuole attraverso un progetto regionale di Educazione alla Cittadinanza e alla Politica.

2) Incentivare la diffusione del progetto “il Quotidiano in Classe”.

3) Redistribuzione del Fondo Sociale Europeo al fine di creare una rete di giovani che partecipano a corsi ed attività legate al Terzo Settore e al volontariato, dei quali si fa promotore la Regione attraverso la collaborazione con le scuole.

Che cosa possono fare i Comuni?

1) Sensibilizzare i neo maggiorenni con delle cerimonie di consegna della tessera elettorale e, dove ce ne sia la possibilità economica, di una copia della Costituzione da parte del Sindaco della città.

ringraziamenti

Si ringraziano per la scrittura di questo documento tutti i compagni, i simpatizzanti e gli amici della Federazione dei Giovani Socialisti dellEmilia-Romagna. Si ringrazia inoltre per il prezioso contributo anche la Rete degli Studenti di Cesena.

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