venerdì, 22 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Doc politica e scuola FGS dell’Emilia-Romagna
Pubblicato il 25-11-2014


Costruiamo insieme la nostra Democrazia!

Documento a cura della Federazione dei Giovani Socialisti  dell.Emilia-Romagna.

Iniziamo dalla regione, perché il domani è ancora nostro!

Conoscere la buona politica, per saperla usare bene.
Motivi di questo documento

Se si pensa a tutte le conquiste sociali e politiche che l.Italia ha avuto dal dopoguerra ad oggi, non
si può non affermare come le cose siano decisamente migliorate. Il tenore di vita che in media
abbiamo noi giovani è decisamente superiore a quello dei nostri nonni, e con esso anche la
possibilità di avere una buona educazione. Anzi, bisogna dire che la nostra generazione, rispetto
alla precedente, è una generazione che sa e che sa fare di più. Non solo, ma siamo la
generazione che più di tutte ha la possibilità di essere informata di ciò che ci accade attorno e nel
mondo. E con molta velocità. Non a caso Internet e l.avvento dei social network hanno causato una
vera e propria rivoluzione in questo ambito, e ancora non è finita.

Seguendo quindi questo ragionamento, molti sono portati ad affermare che anche sul piano politico
i giovani di oggi, non solo sono più informati, ma posseggono anche una maggiore capacità di
pensiero critico. La realtà però è ben diversa.

La verità è che, su questo lato rispetto ad anni fa, la situazione è degradata. Ai giovani la politica
non interessa. Non a causa di un odio generale contro di essa generato dal recente dilagare
dell.antipolitica, ma perché ad essa semplicemente non ci sono abituati. Viene vista come “roba
per grandi”, come cosa troppo complicata e difficile da capire, come qualcosa di lontano e fatta per
pochi. Nella maggior parte delle volte il politico viene visto solo dietro il vetro della televisione, a
parlare di chissà che cosa, e i provvedimenti o le riforme di cui tanto si parla sembrano cose
astratte e di cui non si capisce come vadano ad incidere nella vita di tutti i giorni. Altre volte invece il
disinteressamento è dovuto ad una tradizione familiare negativa e pessimista, conseguenza della
cattiva immagine che ha la politica oggi, oppure al fatto che sono stati i genitori stessi a prendere
parte a battaglie politiche in passato, magari durante il periodo della contestazione, e sono stati
disillusi. E. comunque ormai nell.immaginario comune una politica fatta da disonesti, che scendono
in campo solo per i propri interessi personali. Se infatti Pertini affermava che “i giovani non hanno
bisogno di sermoni, ma di esempi di onestà di coerenza e altruismo” un motivo ci sarà.

Certo, non si deve fare di tutta un.erba un fascio. I giovani che si interessano alla Cosa Pubblica ci
sono e non sono pochi (noi ne siamo un esempio), ma la democrazia è veramente tale quando
tutti vi partecipano e lo scopo di questo documento è dare delle soluzioni concrete affinché essa
ritorni ad essere tale.

Abbiamo deciso quindi di partire dalla Regione Emilia-Romagna, sfruttando l.occasione delle
elezioni, per dare come FGS regionale un contributo politico alla lista Emilia Romagna Civica. Lista
della quale fa parte anche il Partito Socialista, di cui siamo la giovanile. Lo abbiamo fatto non solo
tra di noi, ma coinvolgendo tutti: simpatizzanti, coetanei, amici, e associazioni di categoria. Questo
per avere sempre il massimo dei pareri e di coinvolgere veramente tutte le parti in causa, perché a
sentire questo problema siamo principalmente proprio noi giovani, ed è giusto che da noi venga la
risposta. Una risposta che è fondamentale per una regione come la nostra che, proprio
perché deve guardare al domani, deve anche far sì che i propri giovani si interessino alla
Cosa Pubblica e Bene Comune, per costruire insieme la nostra Democrazia!

Un giorno saremo noi ad ereditarla, e per saper usare bene la Politica (quella vera), prima bisogna
conoscerla.

Politica, ma che roba è?

“La democrazia è ciò che dice di essere: il dominio del popolo. Ed è buona o cattiva a
seconda che il popolo sia l’una o l’altra cosa” Louis de Wohl

La politica nasce come un universo a cui tutti possono prendere parte. Non è solo l.esercizio del
potere da parte di soggetti che rappresentano una determinata corrente di pensiero e/o ideologia.

 
La politica è prima di tutto impegno e sacrifico da parte dell.individuo. Il cittadino mette a
disposizione le proprie conoscenze e il proprio bagaglio di esperienze per contribuire alla crescita
della propria comunità, della propria nazione: del proprio Stato di diritto.

Appartenere e riconoscersi in una bandiera è dunque più un piacere che un dovere. I doveri
presuppongono uno sforzo il più delle volte compiuto con spirito negativo. Invece, se si affrontano i
problemi quotidiani, cercando di cambiare le cose ed essendo partecipi in prima persona di una
“evoluzione” in senso civico, ecco che il dovere si tramuta in piacere. Le soddisfazioni si ottengono
certo con impegno e sacrificio, ma anche con l.ottimismo e la buona volontà.

I giovani che si affacciano alla vita dopo gli studi sono sempre più lontani da questo
concetto di politica, intesa come servizio disinteressato. Non si può più pensare che la politica
sia praticata come lavoro o come possibile fonte di reddito. Essa necessita di un “ringiovanimento”
e di forze fresche e nuove, traboccanti di entusiasmo. Nuove battaglie attendono le nuove
generazioni come il potenziamento del Welfare State e di tutti quei diritti sociali riconducibili al
principio di solidarietà, base della nostra democrazia.

La politica però, non sta solo in tutto quello che abbiamo detto fin ora: non sta solo nella grandi
battaglie, nel Parlamento o nei Partiti. Essa ad esempio è anche la rappresentanza scolastica!
Dai rappresentanti di classe a quelli di Istituto o Consulta: tutto è politica. Inoltre anche il mondo
dell.associazionismo lo è (da Libera ad Amnesty International), quello dei movimenti (dai No Tav ai
No Vivisezione), quello del volontariato (dalla Caritas alla Protezione Civile), senza contare i
sindacati (sia studenteschi che quelli che riguardano il mondo del lavoro).Tutto ciò che si occupa
di un bene comune è politica.

A questo punto può sorgere però una domanda: ma allora per prendersi cura del Bene Comune
bisogna per forza attivarsi tutti in prima persona attraverso questi modi?

Assolutamente no, e la miglior risposta la dà Pericle, un grandissimo leader della democrazia
Ateniese, che nel lontano V secolo A.C. in una sua celebre orazione affermava:

“Un cittadino non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Un uomo
che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e, benché soltanto pochi
siano in grado di dar vita ad una politica, noi siamo tutti in grado di giudicarla. Noi non
consideriamo la discussione come ostacolo sulla strada dell’azione politica, ma come
indispensabile premessa ad agire saggiamente”.

Traduzione: non è necessario che tutti scendano in politica e si impegnino in prima persona
nel proporre soluzioni ai problemi, ma tutti sono e devono essere in grado di giudicare
queste proposte e decidere se condividerle o no.

Il voto serve esattamente a questo.

Che fare?

Tutto parte dalla scuola. Essa infatti, più che riempire gli studenti di nozioni e contenuti di cui la
maggior parte delle volte nessuno sa che farsene, ha l.alto compito di formare il cittadino.
Certamente una buona cultura generale è importante, ma a cosa serve che uno studente sappia
dove e quando è morto Napoleone se poi quando finisce il suo percorso scolastico non conosce la
costituzione? A che serve saper fare le equazioni se poi una persona non conosce i propri diritti e i
propri doveri all.interno della società? Per questo è necessario introdurre l.insegnamento di
Educazione Civica (oggi chiamata “Cittadinanza e Costituzione”) nelle scuole secondarie di
primo e secondo grado, rendendo questa una materia obbligatoria e da valutare all.interno
del voto complessivo di Storia. Seppur infatti essa in teoria ci sia già, nella misura di un.ipotetica
ora a settimana all.interno delle ore di “Storia e Geografia”, nella pratica, non essendo obbligatoria
da valutare, rimane una materia affrontata a discrezione dell.insegnante, il quale spesso la trascura

 
e nella maggior parte dei casi non la affronta nemmeno! Per questo è importante invece rendere
questa materia obbligatoria da valutare e incisiva del voto complessivo.

Tutto ciò però interessa lo Stato, e più in particolare il Ministero dell.Istruzione: dove può intervenire
la Regione allora? In un.altra importantissima maniera: quella di sensibilizzare i giovani delle
scuole attraverso un progetto regionale di Educazione alla Cittadinanza e alla Politica.
Intraprendendo così una campagna per far sì che le scuole organizzino al proprio interno degli
incontri con costituzionalisti, politologi, professori ed esperti vari, che insegnino in maniera più
incisiva e coinvolgente ai giovani studenti quali sono i loro diritti, i loro doveri, cos.è e come
funziona lo Stato e la Politica. Compito della Regione è quindi spingere affinché le scuole facciano
tali iniziative, e mettere eventualmente a disposizione di esse un team di esperti di tale ambito.

Sempre nelle scuole poi, la Regione può intervenire per incentivare anche la diffusione del
progetto “il Quotidiano in Classe”. E. un progetto che interessa la maggior parte delle scuole
secondarie italiane, promosso dall.Osservatorio Permanente Giovani-Editori, in collaborazione con
vari giornali online e cartacei, che ha proprio come scopo quello di “fare dei giovani di oggi i cittadini
liberi di domani”. Una volta alla settimana, sotto la guida del docente, tre diversi quotidiani (cartacei
o online) vengono messi a confronto nel corso di una vera e propria lezione di educazione civica,
realizzata giorno per giorno, così da aggiungere un ulteriore tassello alla costruzione di una propria
opinione e soprattutto allo sviluppo dello spirito critico dei giovani. Inoltre il progetto coinvolge
anche gli insegnanti in un breve periodo di formazione in cui ad essi vengono dati utili contributi
scientifici che permettono di presentare correttamente il giornale agli studenti e di fornire spunti utili
per lo svolgimento della lezione con la lettura del quotidiano.

Per quanto riguarda prettamente i programmi scolastici invece (altro argomento di competenza non
della Regione, ma del Ministero), è necessario rivedere e rielaborare il programma di Storia,
facendo sì che ci si focalizzi di più sull.800 e il „900, restringendo quindi le tempistiche con
cui si affrontano le vicende storiche dei periodi precedenti. Non è possibile stare lezioni e
lezioni sulla concezione di Dio o del tempo nel Medioevo oppure sulla scoperta dell.America,
argomenti che possono essere conclusi in decisamente meno tempo: riteniamo invece sia più
importante affrontare e approfondire bene gli avvenimenti che riguardano il „900, ed in particolare
quelli dal dopoguerra in poi (raramente considerati). Non è possibile che nella scuola italiana di
oggi, che dovrebbe stare al passo coi tempi, ai giovani studenti viene fatto studiare un mondo e una
storia che si è conclusa ben 80 anni fa!

Un.altra importantissima parte per la politica è rappresentata dal cosiddetto Terzo Settore, che in
Italia e ancor più in Emilia-Romagna ha un enorme potenziale ancora da sviluppare: esso è
composto da soggetti organizzativi di natura privata volti alla produzione di beni e servizi a
destinazione pubblica o collettiva, come cooperative sociali, associazioni di promozione sociale,
ONLUS, ONG e le già ricordate associazioni di volontariato. Va ampliato il raggio d.azione del
terzo settore andando a migliorare e ad implementare tutti quei servizi che il Welfare State
non riesce oggi a erogare in maniera soddisfacente. Ed è proprio in questo contesto che
entrano in scena i giovani; forze fresche ed entusiaste, pieni di motivazioni e spirito di sacrifico per
aiutare i più deboli. Questo è il vero significato della politica: aiuto, ascolto, azione. Per fare questo
è necessaria quindi una redistribuzione del Fondo Sociale Europeo al fine di creare una rete di
giovani che partecipano a corsi ed attività legate al terzo settore e al volontariato, di cui si fa
promotore la Regione attraverso la collaborazione con le scuole. Come già ricordato il Terzo
Settore ha un enorme potenziale, capace di creare occupazione, ricchezza, e soprattutto il senso di
società e bene comune che, come già detto, sono indispensabili.

Infine come ultima proposta vogliamo riportare un altro modo di sensibilizzare i giovani verso la
politica, e in particolare il voto. Questa proposta non rappresenta altro però che la “ciliegina sulla

torta” di quanto detto fino adesso, e che noi giudichiamo più importante e fondamentale. Sarebbe
infatti utile sensibilizzare i neo maggiorenni di ogni Comune con delle cerimonie di consegna
della tessera elettorale e, dove ce ne sia la possibilità economica, di una copia della

Costituzione da parte del Sindaco della città.
Con questa proposta ci rivolgiamo quindi semplicemente ai sindaci e alle amministrazioni dei singoli
comuni che possono permettersi tale iniziativa. Se infatti esso non rappresenta un impegno
particolarmente gravoso sul lato economico, diventa molto difficile essere applicato in città
particolarmente grandi, dove i giovani che diventano maggiorenni ogni anno sarebbero troppi.
Malgrado ciò, pensiamo che comunque un giovane si possa sentire più coinvolto e vicino alle
istituzioni se la tessera elettorale sarà il Sindaco in persona a consegnargliela, in seguito alla
pronuncia di un discorso fatto per l.occasione, che non riceverla per posta.

Le nostre proposte, IN BREVE

Che cosa può fare lo Stato?

1) Introdurre l.insegnamento di Educazione Civica nelle scuole secondarie di primo e
secondo grado, rendendo questa una materia obbligatoria e da valutare all.interno
del voto complessivo di Storia.

2) Rivedere e rielaborare il programma di Storia, facendo sì che ci si focalizzi di più
sull.800 e il „900, restringendo quindi le tempistiche con cui si affrontano le vicende
storiche dei periodi precedenti.

 

Che cosa può fare la Regione Emilia-Romagna?

1) Sensibilizzare i giovani delle scuole attraverso un progetto regionale di Educazione
alla Cittadinanza e alla Politica.

2) Incentivare la diffusione del progetto “il Quotidiano in Classe”.

3) Redistribuzione del Fondo Sociale Europeo al fine di creare una rete di giovani che
partecipano a corsi ed attività legate al Terzo Settore e al volontariato, dei quali si fa
promotore la Regione attraverso la collaborazione con le scuole.

 

Che cosa possono fare i Comuni?

1) Sensibilizzare i neo maggiorenni con delle cerimonie di consegna della tessera
elettorale e, dove ce ne sia la possibilità economica, di una copia della Costituzione
da parte del Sindaco della città.

 

ringraziamenti

Si ringraziano per la scrittura di questo documento tutti i compagni, i simpatizzanti e gli amici della
Federazione dei Giovani Socialisti dell.Emilia-Romagna. Si ringrazia inoltre per il prezioso
contributo anche la Rete degli Studenti di Cesena.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento