martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Dopo la direzione
Pubblicato il 06-11-2014


Stamattina si è tenuta una riunione della direzione del nostro partito. Una direzione politica, che ha registrato interventi appassionati e che è durata diverse ore. Nella giornata di domani l’Avanti pubblicherà, com’é suo costume, il documento della maggioranza e anche quello della minoranza. Stasera, come sono solito fare, pubblico invece le mie considerazioni. Le condenso in tre punti. Il primo riguarda la questione della legge elettorale. Sull’Italicum il Consiglio nazionale aveva impegnato i senatori a un voto non favorevole. Avevamo giudicato quel testo contraddittorio, per la possibile formazione di una minoranza che diventa maggioranza assoluta, truffaldino, perché ruberebbe il voto degli elettori, trasferendolo da una lista che non supera lo sbarramento a una lista che invece lo supera, e infine autoritario, perché nomina e non elegge i parlamentari. Ora sembra che sia in fucina un’altra legge. Da quel che pare assai diversa. Ancora non si conoscono i termini di una possibile nuova intesa. È inaccettabile però che essa venga partorita dal semplice amplesso tra Berlusconi e Renzi o dall’eventuale nuovo amplesso tra Renzi e Grillo, come lascerebbe trasparire l’intesa raggiunta tra Pd e Cinque stelle su Consulta e Csm. Anche il nostro piccolo partito, che fa parte della maggioranza e del governo, deve essere nelle condizioni di concordare il testo. Altrimenti dovremmo ribadire la nostra mancata adesione.

Sul Jobs act io penso invece che dovremmo apprezzarne i contenuti. Non abolisce i diritti di chi ce li ha, anzi li allarga a chi non li ha mai avuti. Penso ai lavoratori delle aziende sotto i quindici dipendenti, ai cosiddetti Cococo e Cocopro, lancia finalmente il contratto unico a tutele crescenti, stanzia un miliardo e mezzo per gli ammortizzatori sociali, garantisce il sostegno retribuito per la maternità per tutte le lavoratrici. Dunque, perché i socialisti dovrebbero opporsi? Solo perché non sono d’accordo la Fiom e la Cgil? Ma più che sull’articolo 18, che non viene modificato per chi ce l’ha e solo leggermente riassestato per i nuovi assunti, a me pare che in discussione oggi sia proprio il ruolo del sindacato. É vero, con il minimo garantito e la contrattazione aziendale e con la conseguente compressione della contrattazione collettiva, il ruolo del sindacato cambierebbe e di molto. Io trovo stravagante che questa posizione paleo corporativa sia sposata anche da qualcuno al nostro interno. E ancor di più che il veto di questo sindacato venga assunto come dogma anche da noi. Proprio da noi che in passato non lo abbiamo mai ritenuto accettabile. Altra cosa è il modo in cui Renzi procede. Che certo non è mai stato il nostro. Più sensibili, per formazione, al dialogo e alla trattativa. Dunque alla consultazione, ma mai alla indispensabilità della concertazione. E sempre attestati sulla necessità di distinguere i ruoli e della piena legittimità del governo e del parlamento a decidere.

Ultimo sguardo sul partito. Noi continuiamo a vantare un patto federativo col Pd del quale non riusciamo a comprendere bene e con concretezza la natura. Esiste cioè un documento che afferma l’esigenza di tale patto tra i due partiti. Ma non esiste una conseguenza logica di tale documento. Un patto federativo dovrebbe significare che esiste una federazione che invece non c’è. Dovrebbe presupporre che siamo legati da un vincolo, che invece non esiste. Dovrebbe supporre che il grande Pd e il piccolo Psi sono alleati ovunque e invece non pare che così sia. Allora è solo un patto di buon vicinato. È un auspicio. È un proponimento. Affermo questo anche perché recentemente una parte di Sel e di Scelta civica hanno aderito direttamente al Pd. Renzi non li ha invitati a far parte di una federazione alla quale anche noi avremmo potuto aderire. Noi manteniamo dunque la nostra piccola casa, non aderiamo al Pd. Restiamo nel governo e nella maggioranza, ma ci sentiamo liberi in periferia di contrarre le alleanze che verrano ritenute le migliori per noi. E in parlamento, come abbiamo fatto recentemente sul gioco d’azzardo, sulla tutela della precarietà e sulla giustizia, recitiamo a schiena dritta il nostro ruolo. Federati o sfederati che siamo.

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Commenti all'articolo
  1. Ciao, ti dirò io non ho mai giudicato per simpatia anche se apprezzo il sindacato qualunque esso sia. Credo che dal 2000 vi è stato un attacco ai diritti dei lavoratori pensa alle leggi per la regolamentazione dello sciopero che rendono difficile la proclamazione dello sciopero e le infinite forme di lavoro precario, la riforma Fornero e l’indennità di disoccupazione ora ASPI fruibile per un periodo inferiore? Io non giudico Renzi ma voi socialisti e la minoranza avete piena libertà di decidere secondo coscienza come eredi di una grande tradizione dovete considerare il bene dei lavoratori. Lo Jobs Act l’ho letto allora ma se lo hanno cambiato, non posso giudicarlo so che tutti vogliono che siano rispettate le decisioni della Direzione sull’articolo 18 ed è assurdo votare una legge delega in bianco e porre la fiducia, ci deve essere la discussione. La minoranza afferma giustamente che rimangono nel partito per cambiarlo, il PD non è Renzi lui non è il padrone. Il Parlamento ed il popolo hanno la sovranità. Io stimo Renzi e le ultime dichiarazioni lasciano sperare diceva che spera che a gennaio sia stata approvata l’Italicum e la Jobs Act.

  2. Caro Mauro, osservo che sulla legge elettorale che giace in Parlamento e sulle riforme istituzionali abbiamo le medesime preoccupazioni. Per quanto attiene la nuova legge elettorale che dovrebbe essere proposta in sostituzione dell’attuale, ciò che trapela non è per nulla incoraggiante e se pare che offra limitate possibilità agli elettori di scegliere alcuni parlamentari, non rappresenta un significativo cambiamento riguardo al controllo del Parlamento attraverso la quota dei capilista ovviamente nominati. Inoltre pare chi si rafforzi il furto di voti attraverso il premio di maggioranza assegnato non alla coalizione, ma al partito maggiore. Vedremo se sarà così o no. Spero che questa volta sia la direzione nazionale a decidere il voto da esprimere in Parlamento.
    Riguardo al job act sai come la pensiamo e sai che il giudizio che esprimiamo con il voto del regionale umbro è motivato e riguarda ciò che riteniamo davvero essenziale per garantire la competitività delle imprese. Sono le stesse idee espresse in altre occasioni da Renzi. Infine avremmo apprezzato, ma vedremo il testo finale che verrà licenziato dal Governo, che il job act contenesse anche ciò che era stato scritto nel programma con cui Renzi l’aveva annunciato, ovvero ” la rappresentatività sindacale e presenza dei rappresentanti eletti direttamente dai lavoratori nei Consigli di amministrazione delle grandi aziende” (tra virgolette perché tratto dal programma job act di Renzi)
    Infine sono interessanti le tue osservazioni sul patto federativo. Ciò che scrivi è condivisibile, ma contrasta con la propaganda che è stata fatta finora sulla grande opportunità che tale politica avrebbe rappresentato per il PSI. Peccato che in periferia quasi nessuno se ne sia accorto. A tal proposito mi sembra che la critica, anche se graffiante come sempre, fatta da Formica non richieda altro commento.
    Ciò osservato, che rimane della politica nazionale fin qui condotta dal PSI?

  3. Caro Mauro,
    le osservazioni fatte in merito al patto federativo con il Pd, mi trovano ampiamente d’accordo e meritano una attenta e razionale riflessione soprattutto in vista delle prossime scadenze elettorali. Infatti la nostra autonomia di azione accompagnata da una buona progettualità, possono ancora avere spazio e vitalità.
    Prof Alberto Franci
    Università di Urbino

  4. Sono stato e sarò sempre socialista, ma vorrei che mi fosse spiegato cosa possiamo pretendere se non abbiamo forza elettorale. In politica contano i voti e con la legge elettorale che sembra sia di imminente approvazione ancor di più perderanno di valore le coalizioni a vantaggio del partito di maggioranza. Francamente sono un po’ sconcertato dal fatto che vorrei che il PSI continuasse la sua azione politica e la triste realtà della sua presenza effettiva sulla scena politica che è ridotta ai minimi termini. Libero Anderlini

  5. Caro direttore, se sorgono in te dei dubbi sul Patto Federativo con il P.d, figuriamoci cosa dovrebbero pensare i compagni che con mille difficoltà stanno cercando di far valere le loro iniziative, le loro proposte, negli enti in cui sii troviamo a governare insieme al P.d.
    Il fatto che una parte di S.E.L. sia confluita direttamente nel P.d non fa altro che dar ragione a quelli come me che non hanno mai creduto che si potesse stringere un’alleanza politica con Vendola, con Migliore; hanno poco da condividere con noi.
    Se così stanno le cose, urge un chiarimento o se vuoi un pronunciamento da parte della Segreteria del Partito, affinchè i compagni tutti in particolare coloro che ci mettono la faccia tutti i giorni, sappiano con esattezza in cosa consiste questo Patto Federativo ( se c’è ) perchè nell’incertezza non si creano le condizioni per operare efficacemente.
    Le Elezioni Regionali sono alla porta, non possiamo vivere nell’incertezza.

  6. UNITA’ DI TUTTE LE FORZE DI OPPOSIZIONE .Care compagne e cari compagni , pochi mesi fa un documento UNITARIO DI TUTTE LE OPPOSIZIONI DENTRO IL PSI PRESENTATO ALLA DIREZIONE NAZIONALE ERA IMPENSABILE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! BRINDIAMO CON FELICITA’ A QUESTA MERAVIGLIOSA COSA . Si ricordi che nel nostro piccolo ( TOSCANA ) NOI abbiamo contribuito a tutto questo . Poi se son rose fioriranno ma stamani FESTEGGIAMO ALL’UNITA’ DEI SOCIALISTI CHE VOGLIONO UN PSI PROFONDAMENTE DIVERSO DALL’ATTUALE . AVANTI ! SEMPRE. Un abbraccio veramente fraterno . Gabriele Martinelli Socialista di Lucca.

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