lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Dopo Napolitano, perché non Emma?
Pubblicato il 09-11-2014


Se si dimette un papa può dimettersi anche un presidente della Repubblica. Tanto più che il nostro bravo presidente non voleva certo bissare il suo settennato. Lo ha fatto per spirito di servizio dopo che il Parlamento non riusciva a eleggere nessuno. Col duplice imperativo, dei partiti, a formare subito un governo di unità nazionale, e suo, a non completare il mandato. Napolitano compirà fra poco novant’anni e non gli si può chiedere di ottemperare ai tutti i suoi impegni com se ne avesse sessanta. Fa piacere che Renzi, nella sua ossessione rottamatoria, abbia fatto delle eccezioni. Quella più clamorosa, appunto è quella di Giorgio, unico presidente della Repubblica italiana ad essere eletto due volte.

Napolitano probabilmente se ne andrà annunciandolo nel suo discorso di fine anno. E a gennaio verrano convocati i grandi elettori per l’elezione del suo successore. Inutile adesso far nomi di uomini e di donne. Penso che anche in questa circostanza i partiti dovrebbero trovare un nome che rappresenti l’unità nazionale. Difficile trovare un candidato che vada bene sia al Pd, sia a Forza Italia, sia ai Cinque stelle. E così il nuovo anno si presenterà anch’esso con l’identica alternativa che si è affacciata per Renzi sulla legge elettorale. Personalmente penso che il Pd si dividerà ancora, come è già successo in occasione della candidatura di Marini, nome concordato da Pd e Pdl, e di Prodi, che avrebbe potuto essere eletto, in quarta votazione, dal solo Pd.

Sarà un’altra difficile impresa, com’è sempre capitato, vedasi le elezioni dei giudici del Csm e della Corte, quando il voto è segreto. La segretezza del voto invoglia gli istinti peggiori. Quelli di rivalsa, e perfino di vendetta. Credo che noi dovremmo avanzare una proposta di una donna che potrebbe mettere d’accordo tutti, anche i Cinque stelle. Parlo di Emma Bonino. Non è giovane, non è da Leopolda, è anzi stata ingiustamente sostituita da ministro degli Esteri, dicastero che aveva gestito al meglio. Ma si sa, la rottamazione ha illustri eccezioni. Parliamo di Padoan, di Poletti, di Fassino, di Chiamparino e adesso pare anche di Cofferati. L’eccezione potrebbe riguardare anche Emma. Anche perché svolgere l’alta carica di presidente della Repubblica non è come gestire un tavolo al dibattito nella vecchia stazione fiorentina. Coraggio, ci vuole. E fantasia. Ma soprattuto rispetto per il ruolo. Una donna, non invisa ai Cinque stelle e nemmeno a Berlusconi. Perché no?

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Commenti all'articolo
  1. Chiunque sia purché Napolitano vada a casa. Napolitano non è un bravo presidente, è un presidente di parte e quindi gli manca il principale requisito che un arbitro dovrebbe possedere. 2 febbraio 1993. 6 maggio 1993. I socialisti non dovrebbero dimenticare, in nome di un revisionismo buonista che offende la storia. Siamo diventati così tanto ossequiosi e servili nei confronti del PD da non avere nemmeno il coraggio di dire la verità. Ci sono compagni che hanno sofferto, primo tra tutti Bettino Craxi. Il fatto che siano passati vent’anni non cancella né attenua la gravità di ciò che accadde.

  2. Per la corsa al Quirinale la Bonino parrebbe essere la candidatura giusta nel posto giusto,nel momento giusto ,perché è una figura politica pulita che unisce ,con esperienza in politica internazionale ed interna,conosce quattro lingue straniere.In sintesi una donna in cima al colle rappresenterebbe una novità che farebbe bene al paese.

  3. A me piacerebbe Gianni Letta ma sono matematicamente sicuro che lo bruciano alla prima a votazione.Poi vorrei aggiungere ,al di là della Costituzione ,che il Capo dello stato con la riforma dovrà essere di emanazione popolare.Qundi si spera che la prossima volta(questa volta è impossibile) il Presidente della Repubblica se lo debbono eleggere viva Dio i cittadini ,non un manipolo di litiganti livorosi,se non vogliamo restare democrazia di terzo mondo.

  4. Non dimenticherei Giuliano Amato: criticabile per talune cose, ma ideale per un ruolo super partes e di conoscenza dell’Europa (come la Bonino comunque). Ci fu una bella lettera di Macaluso e Formica, credo al Foglio, sulla sua candidatura. Visto però l’antisocialismo strisciante che ancora abbiamo in Italia, dubito che l’ex cavaliere, Grillo e il rottamatore lo prenderanno in considerazione. Saluti socialisti!

    • Sono d’accordo con te. Amato continua a dirsi socialista. E’ uomo di grande equilibrio, di alto profilo culturale e politico. Temo, però, che nell’Italietta di Grillo e Salvini possa negativamente influire l’entità del suo trattamento di pensione.

  5. Sarebbe una ottima scelta ma temo che faranno Letta. Non Gianni ma Enrico. Lo zio è contento, al Silvio va bene, il PD resta unito, e Matteo si lava la macchia. E Giorgio l’ha già benedetto e Francesco pure..Non credo che Bildelberg se ne avrà a male. E poi è nel filone dominante del giovanilismo e in questa ottica Emma è piuttosto passata.

  6. Nicola Olanda
    Laicità significa rispetto per le idee altrui. Affermare e praticare la laicità significa garantire i diritti della sfera delle libertà individuali e collettive. Chi impedisce o priva di diritti l’uomo, fra cui quello esistenziale del lavoro, compie nei suoi confronti una violenza.
    Emma Bonino è un simbolo della laicità e, a livello internazionale, della non violenza. Eleggerla a rappresentare come primo cittadino la nostra Repubblica significa comunicare, oltre che simbolicamente anche istituzionalmente, che l’Italia ha deciso veramente di avviare il cambiamento.
    Sollecita la convocazione della Direzione Nazionale per deliberare l’invito a tutte le forze politiche e sociali che desiderano formare assieme a noi un Comitato di opinione a supporto della Sua candidatura.
    Carissimo Mauro: che ne dici intanto di farti promotore con il nostro Giornale per emettere un Manifesto di sottoscrizione a favore di questo obiettivo??
    Grazie per il tuo impegno e un fraterno saluto da Nicola Olanda

  7. Non sempre o quasi mai quello che proponiamo noi Socialisti viene accettato.
    Penso che la candidatura della Bonino, che condivido, potrebbe avere successo se avanzata magari da Cinque stelle.
    Così vanno le cose nel nostro Paese, il rischio vero è quello di ritrovarci un Presidente che tutti i giorni ci faccia rimpiangere Napolitano o il nostro Pertini.
    Il professor sottile ha già avuto riconoscimenti più di quello che merita.
    Se noi Socialisti ci troviamo in questa situazione il “merito” è anche suo.

  8. Concordo con la candidatura della Bonino alla presidenza della Repubblica. Caratura politica nazionale ed internazionale sicuramente non gli mancano. Rappresenterebbe un segnale di novità e di laicità per lo Stato italiano.

  9. Caro Mauro,
    leggendo il tuo articolo mi viene da porre qualche piccola domanda:
    Se proprio vogliamo una donna perchè non guardiamo in casa nostra prima di pensare ad altre strade?
    Possibile che dobbiamo sempre indicare uomini e donne che con il nostro Partito hanno poco in comune?
    Se non abbiamo il coraggio di investire sulle nostre donne e sui nostri uomini come pensiamo di poter risollevare le sorti del nostro Partito?
    Secondo me, ma io sono un piccolo militante milanese, basterebbe avere il coraggio di puntare sui propri uomini e sulle proprie donne per trovare una soluzione alla crisi interna del Partito e magari uno stimolo per il rilancio.

  10. PREMESSO CHE IO HO SUPERATO I 70.
    Sforziamoci di proporre uno o una che non abbia piu’ di 70 anni.
    Mi sembra che coltiviamo ,INCOSCIAMENTE ALTRIMENTI SAREBBE GRAVE , il culto della personalita’ . La Bonino non ha fatto una bella figura nel caso della Zolaieva . Dato che ha sempre predicato bene si doveva dimettere; e, comunque per me ha superato l’eta’.

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