giovedì, 19 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Regionali, E. Romagna e Calabria al voto
Pubblicato il 21-11-2014


Elezioni RegionaliDomenica si vota per il rinnovo del consiglio regionale dell’Emilia Romagna. L’incubo è quello dell’astensione come conseguenza dell’inchiesta sulle spese pazze dei consiglieri regionali di cui ben 41 su 50 sono stati indagati con l’accusa di aver speso i soldi dei rimborsi dei gruppi consiliari in modo illecito. Si voterà solo domenica con le urne aperte dalle 7 alle 23.  Una campagna elettorale senza troppa enfasi dopo le dimissioni anticipate del presidente, Vasco Errani, dimesso a luglio dopo la condanna in secondo grado. I socialisti sostengono Stefano Bonaccini insieme a Pd, Sel e centro Democratico e si presentano nella lista Emilia Romagna Civica. Sono sei i candidati presidenti. E 507 i candidati consiglieri in corsa per i 50 seggi dell’Assemblea legislativa.

Per Marco Strada, candidato nella Circoscrizione di Bologna “non è con l’astensionismo che si risolvono i problemi, bensì con la partecipazione e dando la fiducia alla lista e a quei candidati che con chiarezza e convinzione indicano nel loro programma le scelte migliori da compiere per la ripresa economica e sociale della Regione Emilia-Romagna. Molti cittadini sono stanchi dei vecchi metodi della politica. Dobbiamo puntare al rinnovamento e a presenze di qualità nella prossima Assemblea regionale. Votare per la lista  Emilia-Romagna Civica  significa contribuire all’impegno per il lavoro, i diritti civili, il progresso sostenibile con l’ambiente, la necessità di riavvicinare la Regione alle persone eliminando una burocrazia costosa e opprimente. Sono abituato a lavorare per le cose in cui credo e certamente, da parte mia, farò tutto il possibile affinché si realizzi una vera e propria rigenerazione della nostra Regione. Dobbiamo ritornare – ha concluso – ad un livello sociale avanzato e ridare lavoro e benessere alla nostra collettività. Eravamo tra le primissime regioni d’Europa: è un traguardo che, a mio avviso, possiamo e dobbiamo riconquistare”.

Per Francesco Castria, candidato della Circoscrizione di Parma “la Regione ha vissuto una fase traumatica con l’interruzione anticipata della giunta dopo la condanna in appello del suo presidente che si è dimesso. Un fatto che ha provocato smarrimento dell’elettorato ma anche nei dirigenti regionali.  Poi la vicenda degli scandali e delle vicende legate ai consiglieri hanno creato disaffezione e disinteresse negli elettori. Manca infatti quell’attivismo da parte dei partiti, ma anche da parte dei media che solitamente precede le consultazioni elettorali. Diciamo una situazione che ha assopito  la campagna elettorale.

Parliamo della lista…
La nostra è una lista civica che racchiude al proprio interno esperienze culturali diverse che provengono dal mondo socialista e ambientalista. Una lista di laici e rappresentanti del territorio su scala regionale. Una lista che si propone di essere il punto di riferimento per gli elettori che non accettano il monocolore del Pd. Diciamo alleati ma non allineati. Poniamo al centro del programma 4 punti qualificanti: ambiente, cultura, lavoro e diritti.  Sono i temi su cui si deve puntare per la regione di domani.

Che risultato ti aspetti dalla lista?
Ci attendiamo una risposta positiva ponendoci l’intento di costruire la gamba laica e riformista del prossimo centrosinistra. Puntiamo ad eleggere un nostro rappresentante in consiglio regionale.

L’astensionismo potrebbe essere molto forte dopo quello che è successo. Ne temete le conseguenze?
Penso che l’astensionismo si farà sentire, ma credo che la parte rimante del voto si distribuirà come ha sempre fatto. Vedo invece, con preoccupazione, la Lega in crescita; sta battendo il territorio con forza con i suoi rappresentati nazionali. Cosa che invece non stanno facendo gli altri partiti. Ma nella Lega non vedo un progetto. Sta cercando di lucrare posizioni cavalcando i temi nazionali, dall’immigrazione alla crisi economica, trascurando del tutto quelle che sono invece le istanze collegate al territorio. Insomma la Lega sta facendo una campagna elettorale sulla polemica spicciola.

Mentre quali sono i temi e le priorità concrete che vanno affrontate in Regione?
Prima di tutto il dissesto idrogeologico le cui cause sono state trascurate per troppi anni. Poi i problemi legati all’impresa, anche quelle più competitive pagano lo scotto di un sistema infrastrutturale da ammodernare. A questi aggiungo la necessità di migliorare la capacità di gestione e di utilizzo dei fondi europei. Dobbiamo fare in modo che vengano esaltante le eccellenze del nostro territorio. E per questo gli interventi sul sistema infrastrutturale sono fondamentali. Per esempio gli interventi di potenziamento sul Porto di Ravenna che non sono più rinviabili.

Che giudizio dai al lavoro delle giunte precedenti?
L’Emilia Romagna è stata sempre ben amministrata. Se devo fare un appunto in linea generale è che la tendenza del passato è stata quella di una gestione troppo centralistica. Troppo Bologna-centrica. Questo ha portato a un eccesso di burocrazia. Ecco credo che sia arrivato il momento di dare maggiore possibilità decisionale al territorio.

Questa tornata elettorale, anche se coinvolge solo due Regioni, potrà avere, secondo te, dei riflessi Nazionali?
Vanno a votare 6 milioni di elettori, circa il 10 per cento del totale. Non dico che potranno avere riflessi sul governo ma comunque avranno molto più peso di tanti sondaggi.

Ecco i candidati socialisti nella lista Emilia-Romagna Civica .

BOLOGNA: Marco Strada, Oriana Zuppiroli,
PIACENZA: Fabrizio Molinari,
PARMA: Paola Biacchi, Francesco Castria,
REGGIO EMILIA: Daria De Luca, Lorenzo De Medici, Anna Govi,
MODENA: Barbara Cristoni, Mario Galli, Graziella Giovannini,
FERRARA: Silvia Bigoni,
RAVENNA: Mario Cavalcoli,
FORLÌ-CESENA: Fiorella Bresciani, Omar Gobbi,
RIMINI: Stellio Bossoli,

Calabria, “Nelle liste c’è un rifiorire di socialisti”

Si vota anche in Calabria dopo le dimissioni anticipate dell’ex governatore Giuseppe Scopelliti. Quindici liste a sostegno di cinque candidati alla presidenza della Giunta. Il centrosinistra che candida l’ex presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio. Due i candidati socialisti che si presentano all’interno della lista del Partito Democratico: Franz Caruso e Fabio Guerriero. “Se sarò eletto – ha affermato Caruso –  non sosterrò alcuna maggioranza di governo regionale diversa da quella uscita dalle urne”.

Una precisazione che il candidato socialista ha voluto fare in riferimento alle voci di questi giorni che vorrebbero il NCD di Gentile nel prossimo governo targato Oliverio, nel corso di una manifestazione tenuta a Buonvicino alla quale anno partecipato il Sindaco Ciriaco Biondi ed il Segretario Regionale del PSI Luigi Incarnato. “Sono candidato nel PD in virtù di un patto federativo che lega il mio partito al partito del Presidente del Consiglio Renzi – ha continuato Caruso rivendicando la sua autonomia -. Nelle liste c’è un rifiorire di socialisti. Io sono stato, sono e sarò sempre un socialista autentico e non, come altri, una fotocopia sbiadita priva del timbro della copia conforme”.  Franz Caruso, ha toccato, nel corso del suo intervento, altri punti soffermandosi, poi, sulla sanità: “Difendo la sanità pubblica, ma in un contesto completamente diverso. Sì alla meritocrazia, no alle nomine politiche di medici e direttori generali”.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. Veramewnte io sono Maurizio Molinari e non Fabbrizio , elettori del collegio d iPiacenza non sbagliate.
    In bocca al lupo a tutte/i le/i compagne/gni candidati .
    Usufriamo dei contatti avuti per questa campagna elettorale per rafforzare il partito in Emilia e Romagna

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