venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Emendamento Di Lello per abolizione Regioni a statuto speciale
Pubblicato il 28-11-2014


A.C. 2613
EMENDAMENTO

L’art. 29 è sostituito dal seguente:

Art. 29

  1. “L’art. 116 della Costituzione è sostituito dal seguente: “ Il Trentino Alto Adige/Sudtirol dispone di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo lo statuto speciale adottato con legge costituzionale”.
  2. La X disposizione transitoria e finale della Costituzione è abrogata.

Art. 29 bis.

  1. Lo statuto della Regione siciliana, di cui al regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 45, convertito in legge costituzionale dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2, è abrogato.

Art. 29 ter.

  1. Lo statuto speciale per la regione Sardegna, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, è abrogato.

Art. 29 quater.

  1. Lo statuto speciale per la Valle d’Aosta, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, è abrogato.

Art. 29 quinquies.

  1. Lo statuto speciale della Regione Friuli – Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, è abrogato.

Art. 29 sexies.

  1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, i consigli regionali della Regione siciliana, della Sardegna, della Valle d’Aosta e del Friuli Venezia Giulia adottano un proprio statuto ai sensi dell’art. 123 della costituzione. Fino alla data di entrata in vigore dei nuovi statuti, continuano ad applicarsi le disposizioni degli statuti abrogati.

On. Marco DI LELLO

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La questione dell’Alto Adige

Il 5 settembre 1946, nell’ambito della Conferenza di pace di Parigi, venne firmato l’Accordo De Gasperi-Gruber, che prevedeva la concessione alle Province di Trento e Bolzano di un “potere legislativo ed esecutivo regionale autonomo”. Entrò così in vigore il d. lgs. lgt. n° 545 del 7 settembre 1945 che costituiva la Circoscrizione autonoma della Valle d’Aosta.[2]

Il testo dell’accordo venne accluso al trattato di pace italiano del 10 febbraio 1947 con la formula “le potenze alleate e associate hanno preso nota degli Accordi… convenuti dal governo austriaco ed italiano il 5 settembre 1946”. In tal modo si salvaguardava la richiesta di De Gasperi di presentare l’accordo come un libero impegno dell’Italia e l’esigenza di Karl Gruber di avere una garanzia internazionale della sua attuazione.

Il trattato venne implementato dall’Italia, che ripristinò l’uso ufficiale del tedesco, il suo insegnamento, reintrodusse i toponimi tedeschi e permise il ritorno degli optanti – per quanto compromessi con il nazismo.

Accordo di Parigi 5 settembre 1946

Agli abitanti di lingua tedesca della Provincia di Bolzano e quelli dei vicini comuni bilingui della Provincia di Trento saranno garantite una completa uguaglianza di diritti rispetto agli abitanti di lingua italiana, nel quadro delle disposizioni speciali destinate a salvaguardare il carattere etnico e lo sviluppo culturale ed economico del gruppo di lingua tedesca.

In conformità con le disposizioni legislative già in vigore o in procinto d’esserlo agli abitanti di lingua tedesca sarà specialmente concesso:

l’insegnamento primario e secondario nella loro lingua materna;

la parità delle lingue italiana e tedesca negli uffici pubblici e nei documenti ufficiali, nonché nelle denominazione topografica bilingue;

il diritto di ristabilire i cognomi tedeschi che sono stati italianizzati nel corso degli ultimi anni;

l’uguaglianza di diritti per ciò che concerne l’ammissione nelle pubbliche amministrazioni con lo scopo di raggiungere nell’impiego una proporzione più adeguata tra i due gruppi etnici.

è concesso alle popolazioni delle zone sopramenzionate l’esercizio di un potere legislativo ed esecutivo regionale autonomo, nel quadro del quale queste disposizioni saranno applicate verrà stabilito consultando anche gli elementi locali rappresentativi di lingua tedesca.

Il governo italiano, con lo scopo di stabilire delle relazioni di buon vicinato tra l’Austria e l’Italia, s’impiegherà, in consultazione con il governo austriaco, e entro un anno a partire dalla firma del presente trattato:

a rivedere, con spirito di equità e con ampia comprensione, la questione delle opzioni di cittadinanza avvenute in seguito agli accordi Hitler-Mussolini del 1939;

a trovare un accordo di mutuo riconoscimento della validità di alcuni titoli di studio e diplomi universitari;

a stabilire una convenzione per la libera circolazione delle persone e dei beni tra il Tirolo del Nord e il Tirolo orientale, sia su ferrovia sia, nella misura più ampia possibile, per strada;

a concludere degli accordi speciali destinati a facilitare l’espansione del traffico scambi frontaliero e degli scambi locali di determinate quantità di prodotti e merci caratteristiche tra l’Austria e l’Italia.

Firmato da: Gruber e Degasperi[5] 5 settembre 1946

 

 

 

 

29.1

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