giovedì, 19 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Esposto di Buemi contro il senatori grillini
Pubblicato il 07-11-2014


L’esposto presentato da Enrico Buemi  e da altri senatori per i provvedimenti di competenza relativi ai fatti che si sono verificati nella seduta pomeridiana del 6 novembre 2014 (l’impedimento a votare da parte dei senatori grillini per il voto di fiducia allo ‘sblocca Italia’).

Al Procuratore della Repubblica

presso il tribunale di Roma

S e d e

 

ESPOSTO

I sottoscritti senatori trasmettono, per le valutazioni di competenza di codesta Procura, il seguente stralcio dei lavori della seduta pomeridiana di ieri dell’Assemblea del Senato:

SENATO DELLA REPUBBLICA
—— XVII LEGISLATURA ——

347a SEDUTA PUBBLICA RESOCONTO STENOGRAFICO
MERCOLEDÌ 5  NOVEMBRE 2014 – (Pomeridiana)

_________________

Presidenza del presidente GRASSO,

indi della vice presidente FEDELI

e del vice presidente CALDEROLI…..

Votazione nominale con appello

PRESIDENTE. Indìco la votazione dell’articolo unico del disegno di legge n. 1651, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, nel testo approvato dalla Camera dei deputati, sull’approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. (Applausi ironici dal Gruppo M5S).

SANTANGELO (M5S). Alzati e vai via! Non lo fare!

PRESIDENTE. Ricordo che ai sensi dell’articolo 94, secondo comma, della Costituzione e ai sensi dell’articolo 161, comma 1, del Regolamento, la votazione sulla fiducia avrà luogo mediante votazione nominale con appello. (Commenti del senatore Puglia).

Ciascun senatore chiamato dal senatore Segretario dovrà esprimere il proprio voto passando innanzi al banco della Presidenza.

I senatori favorevoli alla fiducia risponderanno sì; i senatori contrari risponderanno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Invito il senatore Segretario a procedere all’appello dei senatori che hanno chiesto di votare per primi e a cui l’ho concesso, come consuetudine. Tali votazioni sono contingentate.

(Il senatore Segretario procede alla chiama del senatore Casini. Vivaci commenti dal Gruppo M5S).

SANTANGELO (M5S). Vergogna!

PRESIDENTE. Senatore Casini, se ha chiesto di votare prima, si accomodi, per cortesia. (Il senatore Puglia si siede sul banco del Governo con le mani alzate tinte di nero. Gli assistenti parlamentari lo allontanano).

(Il senatore Segretario riprende la chiama dei senatori che hanno chiesto di votare per primi).

(Alcuni senatori del Gruppo M5S si posizionano nell’emiciclo e presso i banchi del Governo in modo da non consentire ai senatori l’accesso sotto il banco della Presidenza per l’espressione del voto). Senatore Puglia, la richiamo all’ordine. (Alcuni senatori del Gruppo M5S continuano ad ostacolare le operazioni di voto). Senatore Puglia, la richiamo all’ordine per la seconda volta. (Il senatore Segretario riprende la chiama dei senatori che hanno chiesto di votare per primi). Consentite l’ingresso nella corsia del voto.

Estraggo ora a sorte il nome del senatore dal quale avrà inizio l’appello nominale.

(È estratto a sorte il nome del senatore Manconi).

Colleghi, voi state negando l’esercizio di un diritto costituzionale. Non ci si può riempire la bocca della Costituzione e non rispettarla. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Berger. Alcuni senatori del Gruppo M5S, con le mani alzate e tinte di nero, si siedono nell’emiciclo, nei pressi del banco della Presidenza, continuando a impedire ai senatori l’espressione del voto).

Invito il senatore Segretario a procedere all’appello, iniziando dal senatore Manconi.

SIBILIA, segretario, inizia l’appello chiamando il senatore Manconi.

(Diversi senatori del Gruppo M5S, non ottemperando all’invito della Presidenza, continuano a impedire ai senatori l’accesso sotto il banco della Presidenza per l’espressione del voto).

PRESIDENTE. Colleghi, rivolgo un invito a tutti coloro che stanno impedendo l’esercizio di un diritto regolarmente riconosciuto ai parlamentari di poter votare a favore o contro la fiducia. (Proteste della senatrice Taverna).

CASTALDI (M5S). Questo è fascismo!

PRESIDENTE. Scusate, prima si procede con le buone, poi si passa alle cattive. Procediamo con il voto, lasciate passare chi viene chiamato. (Il senatore Segretario chiama il senatore Mancuso).

Guardate che queste cose sono successe durante periodi che di democratico non avevano nulla, ragazzi miei! (Applausi dal Gruppo PD).

(Il senatore Segretario riprende la chiama. Diversi senatori del Gruppo M5S continuano ad ostacolare le operazioni di voto stazionando sotto il banco della Presidenza). Lasciate passare i colleghi! Ovviamente di questi fatti ne riparleremo in Consiglio di Presidenza. Oggi dobbiamo votare. Rimuovete chi ostacola fisicamente il voto. (Vivaci commenti del senatore Gaetti).

Dovete garantire l’ingresso alla corsia del voto. (Il senatore Segretario riprende la chiama).

Colleghi, così non funziona. Consentite l’ingresso. Siccome il giochino è chiaro (sospendiamo la seduta e non facciamo il voto di fiducia), credo che una cosa del genere non sia consentita né tollerabile. (Applausi dal Gruppo PD. Vivaci commenti del senatore Santangelo, che mostra le mani tinte di nero alla Presidenza).

Senatore Santangelo, quanto alle mani, ciascuno si guardi le proprie. È inutile guardare le altre. (Commenti del senatore Santangelo). I senatori Questori devono consentire, con gli assistenti parlamentari, l’ingresso alla corsia del voto. (Reiterati commenti del senatore Gaetti). I Questori sono tre. Dov’è il terzo? (Il senatore Segretario riprende la chiama).

Fate passare il senatore Margiotta. (Vivaci commenti del senatore Gaetti). Volete far alzare quanti si sono seduti per terra?

PETROCELLI (M5S). Margiotta, non votare! Lascia stare! Lascia perdere! (Il senatore Margiotta non riesce ad esprimere il proprio voto).

GIOVANARDI (NCD). Presidente! Ma il Presidente del Senato dov’è? (Commenti del senatore Petrocelli).

PRESIDENTE. Colleghi, non ho intenzione di consentire che alcuno possa subire un condizionamento fisico prima dell’espressione del voto di fiducia! (Applausi dai Gruppi PD e NCD).

Sospendo la seduta fino alle ore 20,30, dopodiché chi intende assumere un atteggiamento antidemocratico ne subirà le conseguenze, e vi garantisco che chi l’ha fatto fino adesso sarà ricordato nel prossimo Consiglio di Presidenza. (Commenti del senatore Gaetti).

(La seduta, sospesa alle ore 20,17, è ripresa alle ore 20,31).

La seduta è ripresa.

Rivolgo l’ennesimo appello, perché credo che la manifestazione sia stata eccessiva. Vi richiamo anche al fatto che questo è un organo costituzionale: impedire l’esercizio delle funzioni di un organo costituzionale, oltre ad essere contro il Regolamento, è anche contro il codice penale. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti del senatore Airola).

Procediamo alla chiama. Diversamente mi costringerete a farvi votare in una maniera differente, per cui procediamo comunque. (Applausi dal Gruppo PD).

AIROLA (M5S). Sceglietela voi!

PRESIDENTE. Riprendiamo la chiama. (Il senatore Segretario riprende la chiama. Diversi senatori del Gruppo M5S ostruiscono il passaggio sotto il banco della Presidenza).

Per cortesia, fate passare i senatori che devono votare. I senatori Questori consentano il passaggio. (Diversi senatori del Gruppo M5S, con le mani alzate tinte di nero, si dispongono ai lati dell’accesso allo spazio sottostante il banco della Presidenza).

Benissimo. Riescono a passare o no? Così non è possibile. (Il passaggio dei senatori chiamati al voto continua ad essere parzialmente ostacolato da alcuni senatori del Gruppo M5S).

VOCI DAL GRUPPO M5S. Vergogna! Vergognatevi!

PRESIDENTE. Sospenda la chiama, senatore Segretario. (Il senatore Segretario sospende la chiama).

Colleghi, siccome questo metodo di voto è stato introdotto in via sperimentale, questa sera ciascuno risponderà dal proprio posto. (Applausi dai Gruppi PD, NCD, PI e SCpI). Non c’è bisogno dell’applauso. Ciascuno, quindi, raggiunga il proprio posto e dichiari il sì, il no o l’astensione da lì. (Molti senatori tornano al proprio posto. Commenti del senatore Santangelo).

Senatore Santangelo, io devo fare il mio lavoro.

AIROLA (M5S). Il corridoio c’è, possono passare!

PRESIDENTE. Proceda, senatore Segretario. (Il senatore Segretario riprende la chiama. Alcuni senatori esprimono il voto dal proprio posto, mentre altri continuano a transitare sotto il banco della Presidenza.

Applausi ironici e commenti dal Gruppo M5S all’indirizzo dei senatori Mineo, Mirabelli, Mucchetti, Pezzopane, Ricchiuti e Sangalli quando votano. Al momento del voto, il senatore Scibona risponde: «NO TAV!».Applausi dal Gruppo M5S.

Applausi dal Gruppo PD all’indirizzo del senatore Zavoli quando vota. Il senatore Segretario continua la chiama. Scambio di battute tra i senatori dei Gruppi M5S e PD).

C’è abbastanza confusione perché non venga coinvolto anche il loggione. La volete piantare, per cortesia?

(Al momento della votazione del senatore Astorre, la senatrice Taverna imita il verso di una pecora).

Senatrice Taverna, per cortesia. È l’ultima volta, adesso basta.

(Commenti della senatrice Moronese all’indirizzo del senatore Campanella).

VERDUCCI (PD). Queste sono intimidazioni!

PRESIDENTE. Chi vuole può rispondere dal posto. Dopo di che leggeremo gli articoli del codice penale che riguardano questi atti.

(Il senatore Segretario chiama il senatore Cuomo).

MORONESE (M5S). (Applaudendo ironicamente). Bravo, Cuomo! Ma che l’hai fatta a fare l’interrogazione per la terra dei fuochi? Ma per piacere! Gli inceneritori a Napoli, vaglielo a dire tu!

CUOMO (PD). Glielo dirò.

MARTELLI (M5S). Un bell’inceneritore a Salerno! (Applausi ironici del senatore Airola).

MORONESE (M5S). Ti stai sottraendo al tuo dovere nei confronti dei cittadini campani!

(Il senatore Segretario chiama il senatore Gaetti).

GAETTI (M5S). Non mi avete dato gli schemi di convenzione; sono dieci ore che li ho chiesti. Fate schifo! (Applausi dal Gruppo M5S).

(Il senatore Segretario chiama il senatore Girotto).

GIROTTO (M5S). Scusate, ma sono impegnato a comprare azioni della British Petroleum. (Applausi dal Gruppo M5S. Il senatore Segretario chiama la senatrice Lezzi, la quale si rivolge ai senatori del PD).

LEZZI (M5S). Voi siete pazzi, siete schizofrenici! (Repliche dal Gruppo PD. Richiami del Presidente).

PRESIDENTE. Senatrice Lezzi! Richiamo anche la senatrice Lezzi.

(Il senatore Segretario chiama all’appello la senatrice Blundo, che è seduta sui banchi del Governo).

BLUNDO (M5S). A questo scempio no! (La senatrice Blundo espone un cartello con la scritta: «Stop alle trivellazioni»).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

 

….

Invito i senatori Segretari a procedere al computo dei voti.

(I senatori Segretari procedono al computo dei voti).

Nel frattempo, ricordo, soprattutto a me stesso, l’articolo 289 del codice penale: «Attentato contro organi costituzionali e contro le Assemblee regionali. – È punito con la reclusione non inferiore a dieci anni, qualora non si tratti di un più grave delitto, chiunque commette un fatto diretto a impedire, in tutto o in parte, anche temporaneamente (…) 2) alle Assemblee legislative o ad una di queste, o alla Corte costituzionale (…), l’esercizio delle loro funzioni». (Commenti dal Gruppo M5S).

Richiamo, per i provvedimenti che verranno deferiti al Consiglio di Presidenza, i senatori Santangelo, Puglia, Taverna, Airola, Catalfo, Bulgarelli, Fattori, Castaldi, Moronese e Paglini.

CASTALDI (M5S). Sono orgoglioso di stare in quella lista! (Commenti dal Gruppo M5S). Ci legge anche l’articolo che mette in galera i «mazzettari»? (Vivaci commenti del senatore Santangelo).

PRESIDENTE. Senatore Santangelo, i codici non basta richiamarli! Bisogna anche leggerli e rispettarli. (Applausi dal Gruppo PD. Applausi ironici dal Gruppo M5S). Poi, guardi, non si preoccupi, perché il nostro lavoro lo concludiamo.

CRIMI (M5S). Come i Regolamenti. (Commenti dei senatori Catalfo e Gaetti).

……

CIOFFI (M5S). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Senatore Cioffi, per che cosa? Sia veramente breve, vista l’ora.

CIOFFI (M5S). Signor Presidente, mi perdoni, vorrei dire una sola cosa. Ho giocato a rugby, e quando si gioca a rugby la squadra è tutto, perché ognuno non può agire se non insieme agli altri. Lei ha fatto nove nomi di senatori del nostro Gruppo e vorrei che aggiungesse all’elenco non solo il mio, ma anche quello degli altri. Personalmente mi autodenuncio e voglio che il mio nome sia insieme a quello dei miei compagni, e credo lo vogliano tutti i componenti del Gruppo.

La prego, quindi, di inserire i nomi di tutti i componenti del Gruppo Movimento 5 Stelle nell’elenco dei nomi dei quali si discuterà in Consiglio di Presidenza. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. La ringrazio, senatore Cioffi, ma il Presidente non ha ravvisato comportamenti tali da considerarla nell’elenco.

 

Dalla predetta documentazione di seduta – che si prega di corredare, ai fini della valutazione di competenza, con la visione delle immagini della medesima frazione di seduta, reperibili sul sito ((http://webtv.senato.it/3861)) – emerge che dal banco di Presidenza il reggitore della seduta ha evocato la fattispecie prevista e punita dall’articolo 289 del codice penale.

La concreta fattispecie così evocata, se concretamente riscontrata dalla S.V.,  coinvolgerebbe “beni o diritti che si sottraggano all’esaustiva capacità classificatoria del regolamento parlamentare” (Corte costituzionale, sentenza n. 379 del 1996): ciò legittima la cognizione, ad iniziativa dell’autorità giudiziaria, di quell’elemento o frammento della concreta fattispecie che ha avuto luogo a Palazzo Madama, proprio perché – ai fini dell’articolo 64 Cost. – il Regolamento non è abilitato a sovrapporsi alla disciplina penalistica, non attenendo alla procedura legislativa di approvazione ma a momenti diversi.

Non è un caso che la Procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli (cfr. Camera dei deputati, XVI legislatura, Doc. IV, n. 31, pagina 94) abbia colto il riferimento alla corruzione – nella sentenza n. 379 del 1996 – come caso in cui il bene tutelato richiede la prevalenza della “grande regola” dello Stato di diritto, su ogni pretesa di autodichia interna al Palazzo; quella stessa sentenza, mentre “salvava” la valenza soltanto interna della fattispecie del “voto del pianista”, indicava la piena conoscibilità – da parte del giudice penale – di episodi di lesioni, minacce, furti ai danni di parlamentari, che avessero luogo nei palazzi del Parlamento.

Il caso in questione – sia che la profonda conoscenza giuridica del presidente pro tempore Calderoli sia fondata, sia che invece vada ricondotto alle minori previsioni incriminatrici della violenza privata – va senza dubbio ricondotto a tale elenco di reati per i quali la Corte costituzionale non inibisce l’attivazione di un “secondo binario”, al di là di quello disciplinare interno.

Di tale attivazione, per quanto di competenza del titolare dell’azione penale, Le facciamo richiesta, eleggendo all’uopo domicilio, per ogni ulteriore comunicazione, presso la casella di senatori, Senato della Repubblica, piazza Madama, 00186 Roma.

 

In fede,

Sen. Enrico Buemi

Sen. Fausto Guilherme Longo

Sen. Gabriele Albertini

Sen. Stefano Candiani

 

 

 

 

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