martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

FISCO, STOP FURBETTI
Pubblicato il 27-11-2014


Evasione fiscale-Renzi-furbetti

È ora di stanare i furbetti. Quelli che le tasse non le pagano o ne pagano solo una parte. Lo dice il presidente del consiglio Matteo Renzi all’inaugurazione dell’Anno Accademico 2014-2015 della Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza a Ostia. “Bisogna stangare in modo definitivo – afferma – coloro i quali violano le norme e lo fanno in modo inaccettabile. Per chi sbaglia non ci sono scappatoie, va stangato ma le norme vanno rese più semplici, la semplicità è presupposto per il contrasto alla criminalità”.

Per Renzi prima di tutto è necessario  “cambiare approccio verso il cittadino che si deve sentire moralmente accompagnato e il pubblico non è solo controllore ma diventa il consulente”. Il presidente del Consiglio, accompagnato dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, il vice ministro dell’Economia, Luigi Casero, il sottosegretario Pier Paolo Baretta e il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi ha voluto sottolineare il ruolo fondamentale della Guardia di Finanza nel contrasto all’illegalità. Poi ha lanciato un messaggio di speranza al Paese: “Questo Paese non è spacciato, questa è la volta buona in cui ce la facciamo”, ma “serve il contributo di tutti, perché non è un primo ministro che salva l’Italia, non è un ministro o un comandante”.

All’indomani dell’approvazione del Jobs act – andrà in Aula martedì – in commissione bilancio del Senato senza cambiamenti rispetto al testo della Camera, prosegue a Montecitorio l’esame della legge di stabilità. Sono molte le novità “last minute” introdotte negli ultimi giorni dalla Commissione Bilancio che ha licenziato il testo. Tra le principali il tetto alle pensioni d’oro per evitare vantaggi impropri a chi ha l’assegno calcolato con il mix retributivo-contributivo, che però scatterà solo dal 1 gennaio 2015 per non incorrere nella censura della Consulta.

Poi novità per i politici: potranno detrarre fiscalmente la quota dei propri compensi “girata” mensilmente come contributo al partito di agevolazione.
Inseriti anche interventi per i patronati: da un lato è stata dimezzato da 150 a 75 milioni di euro il taglio previsto inizialmente per il Fondo Patronati dall’altro, cambiano i parametri per la presenza territoriale degli stessi patronati, che si ridurranno ad un terzo degli attuali.

Cambiano anche i criteri per il bonus bebè, il contributo da 80 euro mensili per ciascun figlio dei nuclei familiari a basso reddito. L’assegno sarà riconosciuto solo ai nuclei familiari che presenteranno un Isee non superiore ai 25mila euro, che raddoppia sotto quota 7mila.

Il “Pacchetto famiglia” della manovra comprende anche la distribuzione di buoni acquisto da mille euro all’anno per le mamme che hanno almeno quattro figli e un reddito Isee inferiore a 8.500 euro, da utilizzare per il pagamento di beni e servizi a favore dei figli.

In base all’ultima versione del ddl Stabilità che approda all’Aula della Camera lo sviluppo degli asili nido potrà contare su 100 milioni di euro del fondo Famiglia.
Tra le novità last minute anche il potenziamento delle risorse destinate a combattere l’emergenza Ebola e rafforzare i controlli dei medici negli uffici di porti e aeroporti. Per affrontare il virus vengono stanziati 5 milioni nel 2015 e altrettanti nel biennio successivo.  Viene infine prevista l’estensione della reverse charge (meccanismo che elimina la detrazione dell’Iva sugli acquisti agli acquirenti che si autoqualificano, di fronte ai propri fornitori, come imprenditori o professionisti, e a cui l’Iva non viene applicata) a ipermercati, supermercati e discount alimentari, scelta che dovrebbe garantire all’Erario 728 milioni di euro.

In ultimo i tagli per i comuni. La Stabilità 2015 prevede un taglio di 1,2 miliardi di euro della dotazione ordinaria. Il taglio è stato confermato dal passaggio in commissione a Montecitorio, ma potrà essere coperto anche da riduzioni degli investimenti, non solo della spesa corrente. Gli enti locali che decideranno di aggregarsi saranno esentati dal patto di stabilità interno per 5 anni. Cambiamenti che non mutano però il giudizio di Forza Italia che sabato e domenica  scenderà  in piazza in tutta Italia per dire “Basta tasse!”.

E nel giorno in cui arriva la bocciatura scontata della mozione presentata dal Movimento 5 Stelle contro Juncker sul caso LuxLeaks, il presidente della commissione incassa il plauso del presidente della Bce Mario Draghi che accoglie “con favore la nuova proposta della Commissione per stimolare gli investimenti in Europa”.  Draghi chiede però dimensioni adeguate, una partenza veloce e un utilizzo “verso quei settori in grado di avere maggiore impatto sulla crescita potenziale”.

Sull’ipotesi di inserire il canone RAI in bolletta interviene il coordinatore nazionale del Psi Gian Franco Schietroma: “Il rinvio della decisione sul canone Rai – afferma – consentirà al Governo di esaminare anche la proposta dei socialisti di abolire una tassa iniqua. I parlamentari socialisti, già dal 20 febbraio 2007, avevano presentato una proposta di legge per abolire, per tutti, il canone – ha proseguito il dirigente socialista  – trattandosi di una tassa ormai anacronistica poiché, nel corso degli anni, sono venuti meno quei presupposti (anche in relazione all’enorme aumento degli introiti pubblicitari) che ne giustificavano l’esistenza. Peraltro – aggiunge Schietroma – è ancora più inammissibile continuare a vessare gli utenti con l’imposizione del pagamento del canone, quando la Rai procede ad un ingiustificato e considerevole spreco di risorse, affidandosi anche a costose produzioni esterne per i vari programmi televisivi, pur avendo migliaia di dipendenti, con professionalità di rilievo. In  un momento in cui scendono i consumi perché tante famiglie sono in grave difficoltà economica, gli italiani passano gran parte del tempo libero davanti alla televisione ed è iniquo che vengano tassati anche per questo. D’altra – ha concluso – parte è assolutamente necessario ridurre la pressione fiscale, giunta ormai a livelli insostenibili”.

Redazione Avanti!

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