venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Grazie a Renzi,
torna la memoria dei socialisti
Pubblicato il 03-11-2014


Sull’articolo 18 si sta esercitando la memoria collettiva e qualcuno, ad esempio Battista sul Corriere della Sera di oggi 3 novembre, pesca nei suoi ricordi l’esistenza del Partito socialista bacchettando il presidente del Consiglio il quale ha detto che “la sinistra” votò contro lo statuto dei lavoratori dimenticando che a) della sinistra faceva parte – e il quel periodo era al governo – il Partito socialista, proponente della legge e b) il Partito comunista che non votò contro, ma si astenne.

Avanti Statuto lavoratoriPer dovere di memoria vorrei ricordare non solo a Renzi, ma anche ad altri che si sono esercitati, direi con successo, nella cancellazione della storia socialista, che il problema dei licenziamenti individuali era ben presente nel pensiero socialista e a Nenni dobbiamo la prima legge di difesa dei lavoratori, quella legge contro il licenziamento “ad nutum” che, possiamo dire, fu prodromo dello Statuto dei lavoratori elaborato, come ricorda anche Battista, dal ministro socialista Giacomo Brodolini e da Gino Giugni.

Ci voleva una uscita come quella di Renzi, post, post, post comunista per far riaffiorare alla mente la storia gloriosa del socialismo italiano?

Gianna Granati
dal blog della Fondazione Nenni

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Commenti all'articolo
  1. Il paradosso è che ci lamentiamo di essere cancellati, ma poi veniamo citati per cose di cui ora sembra che ci vergogniamo, come l’articolo 18, che il Partito ha scelto scientemente di picconare.

  2. condivido. è ora di dire basta ai privilegi della casta.
    solo i politici, i militari ed i magistrati insieme ai poteri forti dell’economia, dell’industria,del commercio e delle banche sono la CASTA. I cittadini sono i pezzetti e devono strisciare ai loro piedi come un serpente: è ora di dire basta, ribelliamoci,

  3. ma che ne può sapere il giovane scout della storia socialista!
    quello che mi meraviglia è il seguito dei lacchè, degli opportunisti e dei pavidi che non hanno il coraggio di dirgli in faccia che il mondo del lavoro lo sta dividendo lui e che se pure è vero che le cose cambiano, perchè il Giovane favoloso ( per usare la qualifica che Martone da nel suo film su Leopardi)va sempre alle assemblee degli industriali?

  4. E’ mai possibile che con il lucernino andiamo alla ricerca della verità storica attraverso alcuni articoli di giornalisti più seri ed attenti, (che dobbiamo comunque ringraziare), ed abbiamo un gruppo di parlamentari che, loro sì, a loro dire hanno condiviso la scelta di essere eletti nelle liste del PD per mantenere alta la bandiera Socialista. Perché non hanno battuto ciglio e rimangono silenti? Abbiamo perso un’altra ottima occasione per puntualizzare la nostra presenza e la nostra Storia su una verità largamente condivisa da tutti gli italiani,..Escluso Renzi!

  5. Il titolo però risulta ambiguo,a meno ché il quotidiano di partito non celi una ironia che fa tanta amarezza. Renzi è abituato ad andare spiccio e dunque una volta assicurato al suo dicastero il consenso di quei pochi voti socialisti, bada al sodo. Non ritiene di modificare il suo giudizio sulle cose che accadono, tantomeno di andare a verificare quelle accadute rimanendo ancorato agli slogan gridati capaci di movimentare la claque leopoldina. Andrà a sbattere,poi forse capirà di aver sbagliato strada.Non lo aiuterà nessuno.

  6. Alla Redazione non deve essere andato giù il tentativo di commento che il sottoscritto ha cercato di inviare.Un modo come un altro per invitare un compagno a starne fuori.Bravo così non vi disturberà nessuno,rimarrete sempre più soli e così potrete fare ciò che più vi aggrada.

    • Questo avviso vale per tutti i lettori che vogliono commentare.
      L’unica vera censura che viene effettuata da questa redazione, riguarda parole e commenti offensivi, termini che non si usano tra persone civili. Non pubblichiamo poi mail che fanno riferimento esplicito a siti commerciali e solitamente cancelliamo solo gli indirizzi web esterni.
      Ci sono però i filtri antispam che tutti i provider utilizzano e che sono basati su un mix di criteri a punteggio. Qualche volta anche il direttore Mauro Del Bue finisce nella cartella spam. C’è anche una cartella per i commenti in attesa di moderazione, che agisce in base a un algoritmo che non abbiamo compilato noi e i cui criteri francamente ci sfuggono.
      In tutti questi casi c’è bisogno di una valutazione da fare caso per caso e per decine di volte al giorno, operazione che nei giorni festivi diviene ancora più laboriosa. Ecco la ragione di alcune ‘attese’ più o meno lunghe e delle relative lamentazioni.
      Preghiamo vivamente i lettori di non nominare la parola censura che non appartiene, né mai è appartenuta, alla nostra cultura di socialisti. Anzi ci offende.

  7. Mi domando perchè la Segreteria Nazionale, oltre a un documento discutibile, perchè ha voluto dimostrare “un sostegno non richiesto” dal populista, non ha minimamente avvertito la necessità di prendere posizione contro l’ignoranza storico-politica del bullo fiorentino che “La Sinistra non votò lo Statuto dei Lavoratori”. E’ vero che non gli è mai servito perchè non ha mai realmente lavorato, salvo farsi pagare dalla Provincia “come Dirigente” dell’Azienda del Padre?.

  8. Sul Corriere della Sera di domenica 9.11.2014, riportava Lello Di Gioia come parlamentare del PD. Ho letto che il consigliere regionale campano Gennaro Oliviero è passato al PD. Gli altri hanno fatto tutto per cancellarci, ma hanno trovato parecchi collaborazionisti. Alziamo la testa!

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