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Opinioni e commenti
 

Guai per “Europa” e “Unità”. Resta l’“Avanti!”
Pubblicato il 06-11-2014


I tagli ripetuti ai finanziamenti per l’editoria (quelli di cui non godono né l’Avanti!mondoperaio), la crisi profonda dell’economia che si riflette in una caduta verticale dei budget per la pubblicità, l’aggressività delle testate televisive e del web che conquistano fette della poca pubblicità rimasta a danno della carta stampata, la destrutturazione – ormai giunta alla conclusione – dei partiti (tutto si è spostato sui leader) in caduta libera nel rapporto con gli elettori e privati di finanziamenti pubblici, la diminuzione cosante e inarrestabile del numero dei lettori (l’Italia è agli ultimi posti anche in questa classifica mondiale), hanno inferto il colpo decisivo a l’Unità, una testata storica della sinistra italiana, e a Europa, new entry succeduta al glorioso il Popolo organo della Dc, con la nascita del partito Democratico. Queste due testate non sono più in edicola, sono oggi sul web, ma con grandi difficoltà.

Il giornale che venne fondato da Gramsci, sconta una situazione di precarietà, non solo economica, ma anche di direzione politica. È online infatti solo grazie allo sforzo della redazione (il comunicato della redazione), che lavora in attesa di una soluzione che li riporti in edicola e che comunque, da quanto si è appreso in questi giorni, avverrà col solito ‘taglio’ dei dipendenti e forse pure al prezzo di uno snaturamento profondo della sua storia.

Quanto a Europa, oggi è sul web, ma a scadenza, fino al 15 novembre (il comunicato della redazione) perché anche per loro una soluzione positiva è ancora distante.

La chiusura di questi due giornali è, perdonate la banalità, un ‘colpo’ pesante a quel poco che resta del dibattito politico. I giornali di partito, non meno invisi alla pubblica opinione dei partiti stessi, grazie anche a una massiccia campagna di delegittimazione a cui hanno a volte loro stessi contribuito negli anni di tangentopoli, portavano un contributo di opinioni che non avranno mai la stessa voce con i tweet o le pagine di facebook. È un pezzo di democrazia che se ne va e nessuno può gioirne anche se in passato non altrettanta comprensione è stata riservata ai socialisti.

Oggi dunque crescono le responsabilità che pesano sulle nostre spalle. Tocca all’Avanti!, sopravvissuto a tante bufere, dare voce più di ieri anche a chi rischia di non averla più.

Carlo Correr

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Commenti all'articolo
  1. Più bravi, ma soprattutto con cose diverse da dire. Le cose che scrivono l’Unità e Europa (i cui giornalisti sono sempre invitati in tv non capisco perchè non chiamare Mauro Del Bue che è molto brillante o te ad esempio) si leggono su qualsiasi giornale. E poi anche più bravi

  2. Pienamente d’accordo. L’Avanti e MondoOperaio vanno potenziati e gli iscritti al PSI devono farsi carico economicamente e i direttori devono scaturire da un dibattito congressuale e non per investitura non si sa di chi!

  3. SEMPRE AVANTI!
    mi auguro di avere la possibilità di leggere più spesso le tue considrazioni.
    I tanto vituperati giornali di partito sono stati la palestra culturale ove è cresciuta una buona (ovviamente nella media!) classe dirigente, mentre oggi si deve necessariamente passare dai social. Ora: estendere il dibattito pubblico e politico su fb , o su twitter o su indoona a me va bene, ma non può essere solo quello il luogo – virtuale, sic!!!- deputato al sano confronto ed alla crescita.
    Per tornare ai quotidiani “politici” : bisogna fare uno sforzo e riportare il tema all’odine del giorno della politica italiana, con i dovuti correttivi e cercare innanzituttodi contenere le spese.credo, infatti, che negli anni precedenti si era probabilemente un pò esagerato( anche in rapporto al rapporto tra il quantum erogato dal finanziamento pubblico ed il numkero di copie effettivamente distribuito), ma il ruolo dei giornali di partito e/o di area è insostituibile e deve essere necessariamente ristabilito e valorizzato.
    p.s. : HO COMPRATO UN I-PHONE…QUALCUNO HA UN GETTONE DA PRESTARMI CHE DEVO TELEFONARE A MIA MOGLIE!!!!

    p.p.s. non se ne può più con questo nuovismo elevato a dogma, pur nella consapevolezza che nel DNA SOCIALISTA è stato sempre presente l’anelito di intercettare le novità che vengono dalla società, così da regolamentare i diversi fenomeni sociali presenti

  4. I brillanti editoriali di Del Bue, la capacità di Correr di costruire con sapienza il giornale, la passione e la bravura della redazione, i contributi, le opinioni e gli approfondimenti dei collaboratori, fanno davvero dell’Avanti! un giornale on line che vale sempre la pena di leggere, non fosse altro che per avere una chiave di lettura non scontata della realtà che ci circonda. È tutto questo nonostante i mezzi limitati. Bravi!

  5. L’Unità dovrebbe ritornare in edicola con il nuovo anno.
    Faccio presente che male che vada sia L’Unità che Europa avranno un’edizione online cioè esattamente come Avanti! quindi non vedo di cosa sentirsi superiori.

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