sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Hai mai avuto un amico zingaro?
Pubblicato il 12-11-2014


Il cuore rallenta la testa cammina in quel pozzo di piscio e cemento a quel campo strappato dal vento a forza di essere vento (De André)

Sembra assurdo dover parlare di una popolazione così piccola (circa 200mila persone, lo 0,3% della popolazione italiana) e estremamente vulnerabile solo in termini di ordine e decoro.. Basta leggere qualsiasi quotidiano per vedere come i cittadini reagiscono ai disservizi (reali) delle città. A Roma, ad esempio, la maggioranza è convinta che gli zingari siano milioni. Sono oneste persone che faticano e che non contano nulla per la saccheggiatrice classe dominante, e l’idea marcia che i rom che vivono raccogliendo ferro e svuotando i cassonetti siano dei privilegiati li manda ai pazzi. Del resto con chi se la possono prendere i sommersi, giusto con chi ha meno di loro. Giornali compassati che si sdilinquiscono quando il papa ripete l’ennesimo scontato volemose bene sono felici quando possono trovare un capo degli zingari – perché poi il livello di arretratezza culturale della maggioranza di loro è notevole purtroppo- che ha un conto in banca e la tazza del cesso d’oro. I partitocrati del piffero sempre pronti a suonare, per gli zingari – che comunque chiamano correttamente rom – non spendono una parola mai. Si guardano bene dal copiare ad esempio dalla Spagna o dalla Germania… ma lasciano che Salvini ci faccia una campagna elettorale sopra guardando all’Ungheria* che gli zingari li scheda e minaccia di farlo anche con i pochi ebrei lì rimasti. Purtroppo gli zingari sono così vilipesi che difficilmente chi appartiene a quella comunità esce allo scoperto. Siccome non siamo come Cecchi Paone che sta sempre a sfruguliare sui calciatori gay ecc. non faremo nomi, ma se l’importante calciatore italiano facesse outing…

*Il premier ungherese Viktor Orban ritiene che la Costituzione è il compimento del processo di democratizzazione avviato con la fine del comunismo. Fino a questa nuova stesura, la Carta in vigore era quella del 1949 opportunamente modificata nel 1989. Continuo il riferimento a Dio, al cristianesimo, alla famiglia tradizionale, al riconoscimento della persona fin dal primo attimo del concepimento. L’incipit della Costituzione è “O Signore, benedetta sia la nazione ungherese”, e subito dopo viene omaggiata “la corona di re Stefano che da più di mille anni rappresenta la Nazione ungherese”. Questo riferimento è incredibilmente grave per un paese che siede in Europa, perché Stefano è stato il primo re magiaro che sconfisse un pretendente non cristiano imponendo con la forza il cristianesimo in un paese che era un mosaico di etnie e religioni. Per questi motivi la Costituzione nel suo preambolo conferma l’indissolubilità del legame al cristianesimo. Sulla famiglia la Costituzione afferma che il Paese si basa sulla tradizione e non esistono spazi “per stili di vita alternativi”. Tanto silenzio da parte europea sembra un déjà vu. Era immaginabile che con l’uscita dei paesi dell’est dall’influenza sovietica e con l’allargamento dell’Europa si potesse costruire un continente diverso, con una visione repubblicana che non facesse distinzione fra le origini e le culture dei suoi cittadini, invece oggi sembra che a questo schema si è sostituita una idea antica e pericolosa fondata sul diritto del sangue e sull’origine etnica.

dal blog liberelaiche
PS: Nel post precedente potete leggere la proposta che Riccardo Magi, consigliere comunale radicale ha fatto al sindaco di Roma sulla questione rom.

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