domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Il collegio estero e la reputazione dei socialisti
Pubblicato il 14-11-2014


Inutile nascondersi dietro ad un dito, i socialisti per anni non hanno goduto di una buona reputazione. È ovviamente immeritato, la Storia ci ha dato ragione, ma si sa, in politica contano le opinioni e non i fatti.
Stiamo tuttavia risalendo la china, con sforzi immani, ma oggi siamo al Governo ed in Parlamento, con il nostro nome. Nessuna laudatio principi, non sono portato, semplicemente i fatti, che qui contano, eccome.
Leggendo i report della Direzione alla quale putroppo non ho potuto partecipare mi rendo conto che tra le altre cose vi é una difficoltà particolare per i compagni italiani a concretizzare il patto federativo con il PD. Molti compagni mi hanno confermato questa difficoltà. Il collegio estero (Europa) registra tuttavia una differenza notevole rispetto all’Italia. Ebbene all’estero posso dire che il patto federativo, scritto o meno, è stato in qualche modo concretizzato in più casi. Tramite la presenza in liste comuni senza simboli per le prossime elezioni dei Comites, o financo con la apposizione del simbolo PD e del simbolo PSI insieme in una lista comune, come nella propaganda per le europee in Svizzera (votavano gli europei residenti in Svizzera) o come nella lista per i Comites del Lussemburgo.
In generale i compagni del PD non hanno pregiudizi a concretizzare alleanze tra PD e PSI – e perché dovrebbero averne – ed anche i partiti fratelli membri del PSE preferiscono di gran lunga un PSI alleato e solidale al PD. Ovvio per i partiti fratelli sarebbe incomprensibile una separazione tra due partiti entrambi membri del PSE.
La ragione della alleanza fra italiani del PSI e del PD all’estero deriva probabilmente dalla prevalenza del comune sentire di “italiani all’estero” – status peculiare fra l’orgoglioso ed il nostalgico – rispetto ai campanilismi che spesso caratterizza la politica nei territori in Italia.
Se possiamo pertanto tirare le somme sul risultato del patto federativo, dobbiamo ribadirne la positività finora dimostrata sui rapporti tra PD e PSI almeno all’estero, sulla ritrovata  visibilità nei simboli e nelle liste, sulla fine almeno della quarantena per i socialisti (ricordiamoci che il partito si chiama PSI come quello di Craxi)
Anzi, spesse volte, abbiamo riscontrato l’ammirazione dei compagni del PD per i giovani socialisti – alleati fedeli più di altri – ed impegnati in una battaglia politica fondata meramente – e non c’è dubbio – sulla passione e voglia di sfidare il conformistico scenario politico italiano, di ieri e di oggi, mostrando vitalità, spirito critico e spiccata coscienza riformista.
Leonardo Scimmi

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