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Opinioni e commenti
 

Il naso del Jobs act
Pubblicato il 14-11-2014


Sono ormai abituato a giornalisti che deformano la realtà. Adesso siamo anche ai politici che non hanno capito. Torniamo alla “vexata quaestio” dell’articolo 18. In tanti, compresi alcuni sindacalisti, hanno parlato di sua abolizione e oggi prendono invece atto che non ci sarà alcuna abolizione. Chi ce l’ha se lo tiene. Poi si è anche raccontato che i nuovi assunti non ce l’avranno. E solo adesso si accorgono invece che ce l’avranno anche i nuovi assunti, con una leggera modifica per i licenziamenti economici, che avranno diritto al rimborso e non al reintegro. In cambio vi sarà un contratto unico per tutti, a prescindere dal vincolo dei quindici dipendenti, una conseguente incentivazione al contratto a tempo indeterminato, un miliardo e mezzo per gli ammortizzatori sociali, anche per chi non ne ha mai avuto diritto, l’abolizione dei contratti precari definiti Cococo e Cocopro.

Tutto questo già lo si sapeva. Era previsto nell’ordine del giorno votato a maggioranza dalla direzione del Pd e dai diversi pronunciamenti del premier e del ministro Poletti. È vero, non era scritto nella legge delega. E il fatto che lo si possa scrivere non desta sorpresa. Ma si sa, “scripta manent”, dicevano i latini. I giornali di oggi sono fantastici e anche i canti di vittoria di parte della minoranza del Pd e quelli di guerra di Sacconi e del Nuovo centro destra. In sostanza si ritene che l’aver escluso l’eliminazione del reintegro per i licenziamenti disciplinari sia una positiva, o negativa per altri, novità. Incredibile. Nell’antica Roma si inventavano delle battaglie per celebrare delle vittorie. Magari é così anche per il gruppo bersaniano di Speranza, un nome che induce all’ottimismo.

Più indecifrabile e riservata pare la minoranza dalemiana che fa capo a Cuperlo. Quella di Civati è sempre sull’uscio di uscita. Civati ci vai, o non ci vai con Sel? Sacconi invece trasecola. Ma come, avete introdotto anche i licenziamenti disciplinari tra quelli che danno diritto al reintegro? Ma il buon Maurizio in queste settimane era in vacanza? A me pare che non sia cambiato nulla rispetto al giorno della grande manifestazione della Cgil, alla quale anche qualche nostro compagno ha partecipato. Tuttavia se si deve fare come Michelangelo col naso del David, pazienza. Anche il naso del Jobs act, allora, è stato accorciato.

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Commenti all'articolo
  1. Caro Compagno Del Bue rispetto alla Tua visione sbrigativa e di appiattimento passivo al Renzismo, ma dovresti rispettare chi, anche attraverso una lunga esperienza Sindacale, ha toccato con mano le vertenze per licenziamenti anche arbitrari, dove non è stato sufficiente il buon senso e le buone argomentazioni, perchè “a qualunque costo bisognava mettere fuori dell’azienda quel lavoratore che si permetteva di far valere i propri diritti”. Certo la teoria di Renzi, molto diversa dai princìpi Socialisti, che l’Imprenditore “ha diritto di licenziare un lavoratore” viene fatta propria dal Direttore di un Giornale che si chiama Avanti! allora siamo caduti molto in basso. Ricordo che il Compagno Craxi parlava anche di notte con i Sindacati e andato al Congresso della CGIL in un momento di forte tensione e contrasto politico con il PCI. C’eravamo noi a sostenerlo e, quindi, a difenderlo dalle posizioni massimalistiche, così a difesa del coraggioso decreto di S.Valentino. Essere Socialisti è prima di tutto un problema di dignità, che personalmente non vendo a uno come Renzi, molto pronto alle battute, ma sbaglia tutte le previsioni economiche e di bilancio, che lo rende poco credibile e affidabile.

  2. Io non so in quale mondo tu viva, io non so se conosci il jobs act, io non so se hai letto il mio articolo. Lo ripeto per la ennesima volta, ma prendine atto. L’articolo 18 resta così per tutti quelli che ce l’hanno. Per i nuovi assunti resta uguale per licenziamenti discriminatori e disciplinari. Perfino la sinistra del Pd lo ha capito. Vuoi prenderne atto anche tu o no?

  3. Caro Compagno Del Bue, leggo solo ora la Tua risposta, che mi sembra poco rispettosa e un pò arrogante come Renzi. Ho consumato il mio impegno di militante Socialista, sempre nel PSI, da 58 anni e Ti ricordo che ho svolto per conto del Partito la consultazione nelle fabbriche di Pomezia del Questionario di 45 domande predisposto dal Compagno Marianetti sullo Statuto e ho fatto tutta la trafila di Commissione Interna, Dirigente Sindacale ai diversi livelli sino alla Segreteria Nazionale. Ho letto e confrontato il Jobs Act in tante riunioni di Partito e con altri, ben conoscendo la sua derivazione dalla Flex-Security dei Socialisti Danesi. Mi domando se ti sei mai misurato con le norme dello Statuto e quante fattispecie e specificità ne sono emerse. Sul fatto che rimarrà in vigore per i vecchi (mai dichiarato da Renzo e da Poletti) significa creare un dualismo dentro le aziende e tra i lavoratori (Ti sembra una grande conquista?) e prima o poi, nei passaggi aziendali, verranno cancellati. Voglio sottolinearti che non contano i deliberati della Direzione del PD, ma ciò che è riportato nelle Leggi e, considerato che sei un ex Parlamentare, non Ti sembra incostituzionale una delega in bianco senza i paletti entro cui svolgere la delega?. Sei troppo sbrigativo per chiudere il problema attaccando gratuitamente i tanti Socialisti che si sentono legati al loro Sindacato CGIL (che è inaudito trattarli come quasi-traditori e come coloro che incosapevolmente hanno portato il cervello all’ammasso). Io prendo atto delle Tue non convincenti risposte e Tu prendi atto che dovresti approfondire meglio per capire la reale portata di norme che vengono tradotte da Renzi: “l’imprenditore ha diritto di licenziare i lavoratori?” e che lo Statuto “non venne votato dalla Sinistra”. Da Socialista dovresti utilizzare l’Avanti! per tutelare la dignità Socialista.

  4. Caro Assogna,
    è legittimo scegliere a chi vendere la propria dignità.
    E’ la legge del mercato quando la domanda supera l’offerta, ma per i beni di nicchia vale sempre.
    Spero che tu, socialista, non intenda destinare il tuo prezioso surplus a Camusso & Landini.

  5. Caro Gioacchino, non possiamo passare la vita a scriverci. Io non credo di essere stato irrispettoso. Ma sono un po’ stanco di ripetere sempre le stesse cose. Tu dici abolizione dell’articolo 18 e io dico che è una menzogna. Se hai ragione tu dimostramelo. La legge delega non parla neanche dell’articolo 18, dunque di cosa stiamo parlando? Se prendiamo il documento Pd e le dichiarazioni del presidente del Consiglio sono quelle che ho riferito. È possibile però che tu continui ad affermare il contrario? In fondo il dialogo è utile quando serve, se no diventa tra sordi. A proposito della Cgil nessun problema, ci mancherebbe, magari se i socialisti si distinguessero come avete fatto voi nel 1985, con Uil e Cisl, anzichè seguire Landini, non sarebbe male. No?

  6. Condivido pienamente il pensiero del compagno Del Bue che ha fotografato la realtà. Da socialista sono fortemente preoccupato del clima di scontro e di tensione creato nel paese per una questione “politica ed ideologica” che ha riportato in piazza anche gli antagonisti, i centri sociali, i no-a tutto , i cobas, la destra. Taddei sotto scorta e gli attacchi alle sedi del PD mi fanno ritornare al 2002 quando venne ucciso il socialista Marco Biagi.

  7. Caro direttore che con il jobs act si voglia far passare il diritto di licenziare pagando in alcuni casi, pochi, una penale è evidente a tutti. Per me trattare un licenziamento senza giusta causa come un divieto di sosta è inaccettabile.

  8. No, chi ha l’articolo 18 oggi se lo tiene. Per i nuovi assunti con il contratto unico a tutele crescenti, sia nelle aziende sopra sia in quelle sotto i quindici dipendenti che non l’hanno mai avuto resta invariato sia nei caso di licenziamenti discriminatori, sia nei casi di licenziamenti disciplinari. Solo nei casi di licenziamenti economici scatta solo l’indennizzo. Quante volte lo devo ripetere?

  9. Discriminatori e disciplinari. Sugli economici solo indennizzo. Ma tutto questo solo per i nuovi assunti. In cambio ci sono contratto unico a tutele crescenti per tutti, due miliardi di ammortizzatori anche per coloro che essendo nelle aziende sotto i 15 dipendenti non avevano lo statuto, eliminazione del precariato, Cococo e Cocopro. E altro. E un socialista dovrebbe opporsi?

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