lunedì, 18 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il sì dei socialisti sul Jobs act. Ma rimangono degli aspetti negativi
Pubblicato il 25-11-2014


L’intervento del deputato del Psi Lello Di Gioia sul voto al Jobs Act alla Camera

Signor Presidente, quello che stiamo attraversando è un momento particolarmente delicato e difficile. I dati sulla disoccupazione credo che debbano far riflettere. In alcune realtà del Mezzogiorno d’Italia abbiamo raggiunto limiti insostenibili, in alcuni casi addirittura il 60 per cento della disoccupazione giovanile. E, quindi, urge di fatto una riforma del mercato del lavoro, una riforma seria, una riforma capace di fare e di intercettare quelli che possono essere i flussi di investimento e di crescita che questo Paese dovrà avere, perché, al di là di quello che può essere la riforma in quanto tale, noi crediamo che, per far crescere l’occupazione, c’è bisogno di investimento, di crescita e quindi di fare in modo che il mercato del lavoro si colleghi al momento di crescita del Paese.

Pur tuttavia riteniamo che questa delega, che noi oggi conferiamo al Governo, abbia degli aspetti positivi, come anche degli aspetti sostanzialmente negativi.

Vorrei partire dagli aspetti positivi di questa delega che noi concediamo al Governo, partendo dalla cosiddetta riforma della cassa integrazione, dove riteniamo che sia opportuno che si intervenga, si è intervenuto: nella legge di stabilità sono state inserite delle risorse, io direi poche, in virtù di quelle che sono le crisi che noi stiamo vivendo in questo particolare momento.
Riteniamo importante che si vada a definire quell’aspetto universale, che crea le condizioni per cui tutti coloro i quali perdono il lavoro, tutti coloro i quali vivono nella precarietà, possono avere questo «sussidio», come esiste in tanti Paesi a democrazia avanzata della nostra Europa.
Pur tuttavia, vi sono poche disponibilità finanziarie e nella riforma dei cosiddetti ammortizzatori sociali noi crediamo che non sia opportuno fare in modo che coloro i quali perdono il posto di lavoro, perché vi è una chiusura di un ramo d’azienda o perché vi è una chiusura di un pezzo di azienda, non hanno la possibilità di poter accedere a questa modifica che riguarda appunto gli ammortizzatori sociali.

Come riteniamo che sia importante aver determinato la possibilità per le madri lavoratrici di avere l’estensione delle tutele che riguardano appunto il lavoro e la salute. Il lavoro per ciò che riguarda le madri lavoratrici e per ciò che riguarda la loro possibilità di essere madri, sia per coloro che sono lavoratrici subordinate, sia per coloro che hanno una precarietà. E riteniamo che sia altresì importante il fatto, che già esiste in altri Paesi d’Europa, come per esempio la Francia, che nella stessa attività lavorativa ci sia la possibilità di poter mettere insieme le cosiddette ore che vengono attribuite per un lavoro in più e, quindi, di poterle fare utilizzare a coloro i quali hanno la necessità di dover accudire i propri figli, che hanno difficoltà e che si trovano in difficoltà e in disagio.

Quindi, vi sono aspetti importanti in questa delega, come dicevo precedentemente, come, per esempio, la questione di poter inserire a livello legislativo il cosiddetto minimo contrattuale e come, per esempio, in un momento in cui si chiude un’attività lavorativa e quindi se ne apre un’altra, la possibilità che il lavoratore abbia un demansionamento della sua attività e del suo posto di lavoro. Ma vi sono aspetti negativi e io credo sia giusto sottolinearlo con grande determinazione e forza. Prima questione: ma è mai possibile che si possono accentuare i problemi che riguardanola vigilanza.

Mi sembra quanto mai assurdo che si possano accentuare i controlli, anche se sono definiti sugli impianti. E mi sembra quanto mai inopportuno che, in un momento in cui si va a definire la questione della cosiddetta garanzia progressiva, non si vada a chiarire con puntualità quelli che sono in buona sostanza, come tutti quanti abbiamo sempre definito, i problemi del cosiddetto articolo 18.
Vede, signor sottosegretario o signora sottosegretaria, non è una questione di poter dire: noi passiamo a garantire i cosiddetti contratti a tempo indeterminato. Certo, è un fatto importante, per carità, nel momento in cui vi è una grande precarietà, ma io le chiedo: è possibile in questo Paese, nel momento in cui vi è mancanza di diritti, diminuire le garanzie per i lavoratori ? Io credo che questo non sia possibile. Io credo che voi dovete rivedere, all’interno della delega, quelle che sono le garanzie progressive per i lavoratori, che vengono ad essere date nel momento in cui il lavoratore oggettivamente può essere vessato all’interno di una realtà lavorativa.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento