domenica, 19 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il virtuosismo pianistico
del pluripremiato Lang
tra Chopin e Mozart
Pubblicato il 24-11-2014


Lang Lang, Piano / 18.02.2010 / Koelner PhilharmonieDivenuto ormai un evento mediatico da prima serata, sbarca in Italia Lang Lang, pluripremiato pianista cinese. Punto di riferimento attuale per il virtuosismo pianistico, il giovane musicista si è esibito venerdì sera presso la Sala ‘’Santa Cecilia’’ dell’Auditorium di Roma. Presenti in sala, oltre alle varie autorità italiane e straniere, le maggiori emittenti televisive nazionali che hanno trasmesso il recital direttamente nelle nostre case,e in alcuni casi in HD.

Questo artista ritorna in Italia accompagnato da un bagaglio professionale lodevole e da una notevole fama. È la seconda di quattro tappe che, tra l’autunno 2014 e la primavera 2015, porteranno l’artista, già passato da Torino, anche a Firenze, Milano e Lampedusa. Nel primo recital all’Auditorium Rai di Torino, nell’ambito della stagione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Lang Lang propone un programma musicale per lui inedito, che accosta il ‘’Concerto Italiano’’ di Johann Sebastian Bach a grandi pagine romantiche come ‘’Le stagioni’’ di Cajkovskij e i quattro ‘’Scherzi’’ di Chopin. Considerato ambasciatore della Cina nel mondo, ma anche della cultura occidentale in Cina, Lang Lang ha creato una fondazione e una scuola di musica a sostegno dei giovani talenti che vogliono inseguire il sogno di diventare musicisti.

Si è comunque detto e scritto molto su questo straordinario pianista, un vero fenomeno del pianoforte e personalità che ha saputo coniugare il suo essere musicista classico con la modernità, attraverso un uso innovativo dei media allo scopo precipuo di fare arrivare la musica – la grande musica – ovunque e a chiunque. Di certo non è un Michelangeli, comunque il successo di questa sua missione lo ha fatto indicare dall’autorevole rivista “Time” come “Una delle personalità più influenti dell’attuale panorama musicale di questo inizio di secolo”.

Ormai presenza costante nelle stagioni dell’Auditorium Parco della Musica, ascoltiamo Lang Lang in un programma raffinato e dalle mille sfaccettature composto inizialmente dalle quattro ‘’Ballate’’ di Chopin. Da apprezzare e ammirare la sapienza del tocco, il controllo delle dinamiche, forse eccessive le movenze, quasi stereotipate. A seguire le celebri quattro ‘’Sonate’’ di Mozart. Proprio qui dove avrebbe potuto brillare invece arranca leggermente. La nervosità e le eccessive accentuazione nel diteggio fanno sì che ciò che doveva essere suonato legato e con una certa espressività risulti quasi ridotto ad uno giocoso virtuosismo. Lang Lang rimane quindi un grande artista che irrimediabilmente ci sorprende sia positivamente che negativamente. Lui è così. O si ama o si odia.

Alessandro Munelli

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