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Opinioni e commenti
 

ITALIA BLOCCATA
Pubblicato il 07-11-2014


Scontri-Napoli-sblocca-italia

Bagarre in Aula al Senato dove il governo ha ottenuto mercoledì la fiducia, e il via libera definitivo, sul decreto Sblocca Italia con 157 sì e 110 no e proteste oggi a Napoli dove nel quartiere di Bagnoli, collettivi studenteschi e movimenti vicini all’area no-global, si sono scontrati con la polizia.

A Palazzo Madama era stato essenzialmente il Movimento 5 Stelle a ‘movimentare’ la giornata. I senatori grillini si erano stesi sui banchi del governo per impedire fisicamente il voto tanto che i parlamentari erano stati costretti a dire sì o no al testo dal proprio banco senza passare sotto lo scranno della presidenza com’è prassi per il voto di fiducia. Venti minuti di assedio fisico del Senato come non si vedeva dai tempi della ‘marcia su Roma’, un brutto clima tanto inutile sul piano sostanziale quanto pesante su quello simbolico, come ha denunciato il senatore socialista Enrico Buemi in un esposto al presidente Piero Grasso. Un precedente che considerando le difficoltà provocate dalla grave situazione economica del Paese, non fa essere ottimisti.

Alla manifestazione di Napoli contro “il commissariamento della democrazia hanno partecipato, secondo gli organizzatori, circa quattromila persone. In piazza c’era un po’ tutto il disagio della città. Dai comitati territoriali e le realtà di base di Bagnoli, agli studenti, ai movimenti della casa e dei disoccupati, agli ex operai dell’Italsider e di Pomigliano, alla rete Stop Biocidio con apporti di manifestanti anche dal resto della Campania e da altre città del Sud. Occasione per lo scontro, il vertice con gli esponenti del Governo nella Città della Scienza. Tra i manifestanti anche due assessori comunali di De Magistris – Fucito e Piscopo – e un parlamentare dei 5 Stelle, Roberto Fico. Cariche e lacrimogeni di polizia e carabinieri quando hanno tentato di entrare nella Città della Scienza: bilancio feriti tra manifestanti e forze dell’ordine. Un vero e proprio “assedio” alla ricerca dello “scontro”, così la questura di Napoli descrive quanto avvenuto.

Le proteste di Napoli erano anche contro il commissariamento di Bagnoli mentre lo Sblocca Italia è un ‘decretone’ che contiene misure che vanno dallo sblocco dei cantieri, che partiranno con tempi certi, agli interventi per le calamità naturali, passando per le semplificazioni per l’edilizia, la banda larga e ultralarga, l’ammodernamento delle ferrovie e le concessioni autostradali.

Proprio le norme sulle concessioni sono state l’oggetto degli strali delle opposizioni (da Sel a Forza Italia al Movimento Cinque Stelle) che accusano il governo di aver chiesto la fiducia in fretta e furia per ‘nascondere’ un ‘regalo’ fatto ai finanziatori di Renzi.

“C’è da essere molto preoccupati per il clima di tensione crescente e il Movimento 5 Stelle non può fare due parti in commedia, deve scegliere tra la piazza e le Istituzioni” ha detto il capogruppo del Psi a Montecitorio, Marco Di Lello. “Nessuno oggi si deve tirare indietro. È il momento della responsabilità per la politica, per il sindacato e per le Istituzioni e anche i grillini devono decidere se soffiare sul fuoco, come hanno fatto oggi a Napoli a fianco di collettivi studenteschi e no-global, oppure fare politica per il bene del Paese come hanno fatto ieri per l’elezione di un membro della Consulta. Un conto è la legittima protesta democratica contro il commissariamento di Bagnoli e la legge Sblocca Italia, un altro la ricerca dello scontro fisico nelle strade. I socialisti, interpretando anche i sentimenti della stragrande maggioranza degli italiani, esprimono la loro solidarietà all’operatore della Rai aggredito e alle forze dell’ordine. Nessuno – conclude Di Lello – deve rischiare la vita per portare a casa uno stipendio”.

Ma contro la legge ‘Sblocca Italia’ ci sono critiche pesanti. Si parla di cementificazione, di carta bianca ai costruttori …
“Dopo vent’anni di immobilismo, di parole e basta, la politica ha il dovere di creare le condizioni perché si cominci a fare concretamente qualcosa. Siamo tutti consapevoli che la nostra economia deve ripartire e ha bisogno di impulsi. Sappiamo anche che in assenza di risorse da investire l’unica strada è quella di semplificare, di eliminare la burocrazia e rendere più attraenti gli investimenti privati”.

Ma l’ambiente, la difesa del territorio, non si rischia nulla?
“Sull’edilizia la filosofia di fondo che anima la legge è il riutilizzo dei volumi esistenti e non certo il consumo di nuovo territorio. Francamente mi sembra l’impostazione giusta. Non è un ‘tana liberi tutti’. Non lo vedo questo rischio nel provvedimento. In questi attacchi ci vedo invece molto di strumentale. È la solita e ben conosciuta critica fine a se stessa, la moda facile del ‘no’ a tutto quando invece è arrivato il momento di uscire dall’immobilismo. Penso che i cittadini, il mondo dell’associazionismo, saprà vigilare sulle opere e denunciare eventuali storture. Ma non possiamo continuare a non far nulla”.

Ecco una sintesi delle principali misure contenute nel provvedimento:

Calamità naturali e alluvione Genova
Una delle principali novità arriva dopo il dramma del capoluogo ligure. D’ora in poi le opere potranno dunque partire anche se sulla gara è pendente un ricorso del Tar da parte dei concorrenti. Si punta così a velocizzare gli iter amministrativi. Ma il Fondo emergenze nazionali viene rimpinguato solo con 50 milioni (contro i 100 appunto introdotti in commissione). Le risorse dovrebbero essere destinate a tutti i territori colpiti dal maltempo (anche cioè a Trieste, Maremma, Parma).

Concessioni autostrade solo con ok UE
Era uno dei punti più delicati e contestati del decreto: la proroga senza gara delle concessioni a fronte di un piano industriale e finanziario delle società. La disposizione è ora soggetta al “preventivo assenso” Ue.

Ripartono le Grandi Opere
In testa l’alta velocità Napoli-Bari (prima pietra entro novembre 2015) e la Palermo-Messina-Catania. Obiettivo dimezzare i tempi di percorrenza delle tratte. Michele Elia, ad di Fs, sarà commissario. Nessuna deroga sugli appalti. Sbloccate anche le infrastrutture aeroportuali.

Arriva piano ammodernamento FS
Il ministero delle Infrastrutture dovrà redigere, entro 6 mesi dall’approvazione, il piano per rendere cantierabili nel breve termine opere di interesse pubblico nazionale o europeo nel settore ferroviario.

Risorse da opere ritardatarie anche a metro Genova
I finanziamenti su opere mai partite confluiranno nel Fondo revoche del ministero delle Infrastrutture che le ridistribuirà su altri cantieri prioritari (CircumEtnea, le metropolitane di Palermo e di Cagliari e il primo lotto della Termoli-S.Vittore) e, dopo l’alluvione, anche la metropolitana di Genova.

Deroga al patto per aprire i cantieri
Per le piccole opere arriva un nuovo allentamento del Patto di stabilità interno, per le opere segnalate dai sindaci a Palazzo Chigi, ma anche per quelle immediatamente cantierabili.

Reti ultraveloci, anche nei nuovi edifici
Sconto fiscale “del 50%” per chi investe nelle ‘aree bianche’ per la banda larga, ma anche in città dove una infrastruttura è già presente. Obbligatorio da metà 2015 per gli edifici di nuova costruzione prevedere canaline per i cavi della banda ultra larga.

Il ‘pacchetto casa’
Semplificazioni per i lavori di ristrutturazione, resta lo sconto del 20% (fino a 300mila euro) per chi compra casa e la affitta a canone concordato per 8 anni. Torna la norma per arrivare al ‘regolamento edilizio unico’.

Tasse trivelle a sviluppo territorio
Le maggiorazioni di imposta per le imprese attive nell’estrazione di idrocarburi in Italia saranno destinate anche “alla promozione di misure di sviluppo economico e all’attivazione di una social card nei territori interessati”.

Piano porti e logistica
Arriverà “entro 90 giorni”, con un “disegno strategico” che tenga insieme “porti, interporti e ferrovie” prevedendo distretti e accorpamenti, “per una gestione più razionale e non concorrenziale”.

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Commenti all'articolo
  1. Astrattamente si può condividere, formalmente, il compagno Di Lello, ma il problema e laspina nel fianco di questa democrazia oligarchica è che il decreto legge è diventato il modulo di gestione. Va bene che siamo sotto calamità , slavine e piogge, ma la programmazione dovrebbe passare, come ai bei tempi, dalla CONCERTAZIONe o nella forma europea , edulcorata, DIALOGO SOCIALE.
    La legittimazione di questo transeunte governo col nostro appoggio a latere, non troppo nè poco scoperto, si basa su un equivoco: le primarie. L’ eversione di 60 anni di prassi costituzionale perpetrata non da noi, ma dal Pd sotto la spinta dell’M5S.
    Ora, bisogna riequilibrare i poteri costituzionali e gli assetti aggregativi, rinnovando un patto coerente con i cittadini, prima che tutti si stringano in Piazza S. Pietro ad invocare un intervento soprannaturale, un’illuminazione interiore.
    Altrimenti il mio manuale di diritto costituzionale. Martinez, diverrà l’ultimo esempio di cultura giuridica.
    Credo che Diritto oligarchico sia un ossimoro.
    Non si può. alivello istituzionale, vivere alla giornata. Non sono piazza i manifestanti, esercitano diritti di dissenso. un ex. Sel lo dovrebbe capire, oltretutto avvocato e di prestigio. Auguri al nostro Compagno, ha il nuovo ruolo di Grande Timoniere.

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