sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Italikum , un pericoloso guazzabuglio
Pubblicato il 14-11-2014


La prossima settimana sarò ascoltato dalla Prima Commissione del Senato, come esperto sulla legge elettorale, il famigerato Italikum.

Tra gli  esperti convocati, oltre che i Presidenti emeriti della Consulta, sarà di particolare interesse sentire i membri della Corte Costituzionale, che hanno fatto parte del Collegio della  “storica” sentenza 1/2014. Per me sarà un ritorno nell’aula della Commissione nel quale ero capo-gruppo dei DS nella XIII Legislatura.

L’impianto dell’Italikum non sfugge alle censure di costituzionalità  svolte alla l. n.270/2005, il Porcellum. I desideri di Renzi sono scambiati dai parlamentari della sua maggioranza, almeno formalmente, come ordini e dallo stesso Renzi, come concreta possibilità: tipico esempio di wishful thinking al limite del delirio di onnipotenza. L’operazione è riuscita con la revisione della Costituzione, che ha rispettato i tempi di approvazione, ma al prezzo di svarioni, che ne ritarderanno l’approvazione: lo “scombinato disposto” degli artt. 57, ult co.,117, co. 2 lett. f) e ult. co. Cost. testo novellato. Pensate con legge regionale sarà determinata parte della composizione del Parlamento!

La revisione costituzionale  deve precedere quella elettorale  a meno che si voglia correre il rischio di votare con due leggi differenti per Camera e Senato  e in presenza di bicameralismo perfetto. Una legge cosiffatta non potrebbe essere promulgata da un Presidente nel pieno delle sue prerogative costituzionali e facoltà mentali. Sempre che il desiderio di andarsene non prevalga su qualsiasi altra considerazione: non sarebbe da Giorgio Napolitano.

Nella prima versione dell’Italikum il premio di maggioranza già andava di fatto alla prima lista della coalizione con la leadership del PD, con le ultime modifiche proposte si vuole trasformare una situazione di fatto in diritto. Si tratta anche di evitare una chiara violazione dei principi costituzionali del voto personale, diretto e uguale.(artt. 48 e 56 Cost).

La soglia generalizzata del 3% spingerà le formazioni che non hanno scelto dove stare, se col PD o con FI, a presentarsi da sole. Auguri  a chi abbia come ambizione di eleggere una quindicina di deputati, ma questa frammentazione è la tomba per ogni rinascita centrista o per una formazione  a sinistra del PD con ambizioni di organizzare politicamente il disagio sociale e di incidere sui programmi di un governo, del quale sia l’arbitro.

Felice C. Besostri

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Commenti all'articolo
  1. Resto sempre dell’idea che prima della legge elettorale bisogna fare la riforma dei partiti, per garantire che siano veramente libere associazioni democratiche e bisogna dare agli iscritti il potere di indicare i candidati a tutti i livelli istituzionali, con primarie garantite dalla legge, da tenere in tutti i comuni presso i quali i partiti depositeranno ogni anno la lista degli iscritti. Poi mi può anche andare bene il premio di maggioranza dopo il ballottaggio al partito, con diritto di tribuna ai partiti minori, ma con liste di partito come per le elzioni del consiglio provinciale, con collegi uninominali.

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