martedì, 22 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

ll Muro di Berlino era
comunista, Boldrini non lo sa
Pubblicato il 07-11-2014


Germania: 25 anni fa il crollo del Muro di BerlinoPer i berlinesi e per chi si troverà nella capitale tedesca questo week end non sarà uguale agli altri.

La sera dell’8 novembre di 25 anni, nel corso di un’affollata conferenza stampa in quella che era conosciuta come Berlino est o Pankow, il corrispondente italiano dell’Ansa, Riccardo Ehrman, udì Gunter Schabowski, il portavoce dell’ormai smantellato Politburo della Sed, il Partito Comunista tedesco-orientale, che era stato deciso di concedere ai tedeschi dell’est la libertà di viaggio verso l’ovest.

Erhman pose subito al funzionario comunista una semplice domanda: “Da quando sarà in vigore la legge? Da subito”, fu la risposta dello smarrito portavoce.

Ciò che successe nei minuti e nelle ore successive è stato ampiamente documentato, ma vale la pena di trascrivere ciò che un giornalista americano gridò al telefono: ”The wall is down, my God, the wall has fallen…”Il muro è venuto giù, mio Dio, il muro è caduto ”.

Cadde il muro e trascinò rovinosamente, dopo 40 anni, il regime comunista.

Da oggi a domenica la capitale della Germania riunificata ricorderà l’evento con un’installazione di grande impatto visivo.

Ottomila palloncini iridescenti, formeranno una scia di luce lungo ì 15 chilometri del muro che dividevano in due la città, sviluppandosi da Bornholmer Strasse alla Porta di Brandeburgo, fino ad arrivare al ponte Oberbaumbrücke sul fiume Sprea.

La sera del 9 novembre 2014 i palloncini verranno fatti volare in cielo in ricordo di quel memorabile 9 novembre 1989 in cui con l’abbattimento del muro si dissolse il regime comunista.

Già, perché anche se oggi quell’evento viene enfatizzato per rappresentare la fine della Guerra Fredda va sottolineato che al termine di quell’anno memorabile con la rivoluzione romena e la caduta dei Ceausescu che si poté davvero mettere la parola fine a quel periodo storico, poiché le tanto celebrate (dall’intellighentia radical chic nostrana) “democrazie popolari” erano defunte. Tutte o quasi, considerato che prese anche il via l’agonia dell’Urss che si compì con la sua dissoluzione solo 2 anni dopo.

La presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini, espressione postuma di quell’enclave di manipolatori della storia, oggi ha registrato e consegnato alla rete una riflessione a ricordo dell’evento.

Occorre riconoscere che la Presidente, oltre ad essere seconda a nessuno nel declinare banalità, non lo è neppure nell’ arte dell’omissione. Ed è recidiva. Mesi fa, in occasione del convegno organizzato dalla Camera in occasione dell’anniversario del rapimento e dell’assassinio di Giacomo Matteotti, nella sua prolusione non pronunciò mai la parola “socialista”. Curioso, considerato che Matteotti era un deputato socialista. Oggi, se possibile, si è superata. Nel breve videomessaggio, nel commemorare un episodio storico di importanza epocale è riuscita a non pronunciare mai la parola “comunista”. Curioso, considerato che il muro fu ideato e fatto costruire da un comunista a tutto tondo come Walter Ulbricht, all’epoca leader della DDR anche conosciuta come la Prussia rossa.

L’on. Boldrini ha adottato un modo davvero singolare di raccontare la storia, che evidentemente, quando i fatti non le garbano, prevede che alla base dei suoi interventi vi sia il verbo “omettere”.

Riflesso pavloviano frutto della sua contaminazione politica con Nichi Vendola e Sel o scarsa conoscenza della storia?

Emanuele Pecheux

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Commenti all'articolo
  1. Le eventuali elezioni anticipate conseguenti alle dimissione del Presidente dell Repubblica,da sole potrebbero,se no altro,all’azzeramento delle due Camere.In questa eventualità verrebbero eletti i Presidenti delle assemblee.Così potremmo constatare il gradimento dei parlamentari e il loro orientamento su eventuali nuovi nomi o riconferme.

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